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a cura di Bruno Breschi |
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A Nancy per festeggiare “Il
Tempo dei Lumi”
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di Bruno Breschi |
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Nancy in Lorena quest’anno
festeggia il duecentocinquantesimo anniversario
della Piazza Stanislao, cuore nevralgico e storico
della città. Intanto, avendone rifatta la
pavimentazione, restaurata e riportata alle sue
origini, dal 6 maggio ne sarà vietato l’accesso
ai motorizzati. Un sito questo inserito dall’UNESCO
nel Patrimonio dell’Umanità per la
bellezza degli edifici che la circondano in stile
barocco e rococò.
Alcuni si domanderanno, ma chi era questo Stanislao?
Non era né un santo, né un matematico,
né un’artista o un letterato o tanto
più un rivoluzionario. Non vogliamo tenervi
sulle spine; era un re polacco (il suo nome completo
era Stanislas Leszczynski. Molto facile da pronunciarsi,
no ?) che messo sul seggiolone dalla nobiltà
del suo paese nel 1705 fu costretto, dietro le minacce
del concorrente Augusto II e l’influenza del
potere russo, a girovagare in qua e in là
per il Vecchio Continente, trovando alla fine ospitalità
a Wissembourg, in Alsazia. E poiché come
tante altre storie del genere non tutti i mali vengono
per nuocere, un bel giorno riceve la bella notizia
che sua figlia Maria è stata prescelta dal
Re di Francia Luigi XV. Lasciando ai polacchi la
libertà di sbrogliare tra loro certe questioni
ereditarie nel 1737 è ben lieto di accogliere
l’offerta fattagli dal genero di prendersi
i ducati di Bar e Lorena, piatto questo sul quale
puntano i confinanti tedeschi.
E’ la fortuna di quest’angolo della
Francia. Stanislao senza i problemi che da sempre
affliggono i potenti si può tuffare nella
valorizzazione dell’arte e della cultura.
Si tratta di un momento d’oro per il ducato
della Lorena. Il Castello di Lunéville gareggia,
quasi, con Versailles. Filosofi, artisti e scrittori
–Voltaire tra questi- sono accolti con favore.
Uno dei gioielli valorizzati da Stanislao è
Nancy. Emanuel Héré, architetto già
a 19 anni, e il maestro nell’arte della lavorazione
del ferro Jean Lamour, gli danno una mano costruendo
palazzi e strutture in ferro ornate con lamine d’oro
di una bellezza unica. Specie attorno alla piazza
Reale (poi divenuta piazza Stanislao), che, guarda
caso, sarà intitolata a Luigi XV°. Si
deve a quell’errante polacco la prima biblioteca
pubblica locale e la fondazione della Società
Reale di Arti e Belle Lettere. Niente da meravigliarsi
se Stanislao verrà ricordato come il duca
mecenate e restauratore. Se una Medici portò
alla reggia di Varsavia l’insalata russa (laggiù
chiamata italiana) questo re…spodestato creò
il babà, le madeleines, i cioccolatini ripieni
e quello che doveva diventare il simbolo della Lorena:
il bergamotto. Lo troverete nelle caramelle gialle,
quasi in concorrenza con la nostra Calabria. Stanislao
passerà tra i più a 89 anni. E’
sepolto nella chiesa di Notre-Dame de Bon-Secours.
Non male, ma a quell’epoca non c’erano
le macchine –che finalmente non ci saranno
più nell’ex piazza Reale- né
l’inquinamento che sta facendo impazzire le
stagioni.
Nancy è dunque una città modello sotto
il profilo architettonico e artistico, che peraltro
s’è saputa inserire nel mondo industriale
e commerciale moderno, salvaguardando, anzi valorizzando,
il proprio artigianato e il gusto del buon mangiare.
Il 6 maggio e nei giorni immediatamente successivi
la città, con la riappropriazione da parte
dei pedoni di piazza Stanislao (venne inaugurata
nel 1755), che è anche una delle più
belle della Francia e del mondo, darà vita
a delle grandi manifestazioni che rientrano nel
programma “Il tempo dei Lumi”, cioè
del suo massimo splendore. Città pavesata
a festa, luci e, in certe circostanze, fuochi d’artificio,
spettacoli, visite guidate e…tavole imbandite.
Poi uno sguardo al futuro – al Friche Alstom-
per pensare, vedere come saranno verso la fine di
questo secolo le nostre città. Proseguirà
la corsa verso le megalopoli o torneremo ai centri
urbani a misura d’uomo? Anche questo sarà
uno dei temi che rientrano nel quadro delle iniziative
di Nancy.
Ecco perché andare quest’anno nella
città della Lorena (circa 350 mila abitanti)
è un’occasione da non lasciarsi sfuggire.
Un modo per arricchire il nostro sapere (l’ufficio
del turismo locale ha predisposto interessanti pacchetti
e studiato dei pass che permettono di visitare i
musei, il giardino botanico e altro ancora, in più
giorni) e godere di una vacanza fuori del normale.
Info: Ente Nazionale Francese per il Turismo
www.franceguide.com
Info: Ufficio del Turismo di Nancy
E-mail tourisme@ot-nancy.fr
www.ot-nancy.fr
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A maggio la prima Fiera Internazionale
Elba Patchwork |
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di
Bruno Breschi |
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Tutto è pronto
per tagliare il nastro della prima edizione della
Fiera Internazionale Elba Patchwork (avrà
luogo dal 19 al 22 maggio) che dovrebbe poi essere
inserita nel calendario annuale del programma
culturale e turistico dell’isola napoleonica.
In primo luogo dobbiamo precisare che patch sta
a indicare in italiano “toppa” . Se
Fontana a suo tempo con i tagli sulla semplice
e rude tela dei quadri dimostrò la validità
artistica delle sue opere, nel mondo da un po’
d’anni ci sono peraltro milioni di persone
che riescono a creare coperte, pannelli e altri
oggetti mettendo insieme pezzi di stoffa (le toppe)
destinate a ben altri destini.
In sostanza si tratta di una nuova forma artistica
che viene esercitata soprattutto in America, Giappone
e Australia. In Europa sono migliaia gli artisti,
specie in Germania, Inghilterra e Francia che
vi si dedicano. In Alsazia alla sua undicesima
edizione si registrarono circa 18 mila presenze.
Orbene perché tutto si svolga nel migliore
dei modi, poiché sarà anche un ottimo
biglietto da visita per chi, magari per la prima
volta, raggiunge l’Isola d’Elba, tutte
le istituzioni e le associazioni locali si sono
mobilitate al massimo pur dovendo fare assegnamento
solo sulle proprie risorse economiche data la
latitanza dell’apparato centrale.
Accanto all’Associazione Albergatori dell’Isola
d’Elba troviamo l’Agenzia per il Turismo
dell’Arcipelago Toscano, gli enti autarchici
locali, il Consorzio Elba Promotion e il Parco
Nazionale Isole di Toscana. L’organizzazione
della manifestazione è di Quilt Italia,
l’associazione che riunisce gli artisti
del patch.
Per il nostro paese è un primo passo per
dare spazio a questa corrente artistica. In Italia
vi si dedicano circa 800 persone, che peraltro
non mancano di essere presenti agli incontri che
hanno luogo all’estero.
La Fiera mercato sarà ospitata sul lungomare
di Marina di Campo permettendo ai visitatori di
poter contrattare direttamente coi creatori l’acquisto
delle opere esposte. In altri centri dell’Isola
(Portoferraio, Marciana Marina, Marciana, Marina
di Campo e Rio nell’Elba) ci saranno invece
oltre alle mostre (19), tra le quali alcune di
artisti stranieri, dei corsi (sono 17) per apprendere
l’arte del Patchwork. La loro durata varia
da 2,5 ore a 4 e a 8 a seconda della tecnica che
s’intende acquisire.
Per l’occasione sono stati studiati, da
parte dell’Associazione Albergatori e dal
Consorzio Elba Promotion, dei pacchetti che vanno
dal trasporto gratuito, a chi acquista il biglietto
d’entrata alla manifestazione, per raggiungere
tutte le aree espositive, ai soggiorni in hotel,
compreso il passaggio gratuito dell’auto
e di due passeggeri sulla Moby Line A/R da Piombino
a Portoferraio, con quote che partono, per tre
pernottamenti, da 126 euro in hotel 2 stelle con
trattamento di B&B per arrivare ai 202 euro
in hotel quattro stelle a mezza pensione.
E’ durante la Fiera che ha luogo (dal 21
al 22 maggio) anche “Un mare di sapori”,
una rassegna enogastronomia in programma a Marciana
Marina ed alla quale hanno dato la loro adesione
circa 100 case vinicole, con tanto di stand, dei
presidi Slow Food non solo toscani ma anche di
altre regioni, aziende agricole locali e i ristoranti
elbani. Per accedere al padiglione bisogna acquistare
un calice (18 euro). Oltre a gustare i corposi
vini dell’isola servirà da “lasciapassare”
per consumare i prodotti della terra e….del
mare preparati da cuochi affermati.
L’Isola d’Elba è uno di quegli
angoli dove il soggiorno può partire dalla
primavera per arrivare ad autunno inoltrato. E’
tutelato dall’ecosistema che gli abitanti
d’accordo con la Regione Toscana si sono
imposti (dal 1997 sono vietate nuove costruzioni)
per impedire il suo degrado. L’Isola d’Elba
alcuni anni fa è stata al centro di uno
studio dei tecnici del Touring Club che stabilirono
il limite
massimo di turismo compatibile. Uno studio quello
che confortò gli enti proposti per il provvedimento
preso e del quale abbiamo accennato.
Mentre mancano gli ultimi dettagli del calendario
delle manifestazioni che avranno luogo la prossima
estate è il caso di soffermarci su tre
avvenimenti di grosso spessore culturale. L’11
giugno sarà proclamato il vincitore del
concorso letterario “Premio Internazionale
Isola d’Elba Raffaello Brighetti”
giunto alla XXIIIesima edizione. Riceverà
in denaro12 milioni di euro. Nell’albo di
questa
prestigiosa manifestazione figurano nomi come
Alfonso Gatto che l’inaugurò nel
1962, Eugenio Montale, Mario Tobino, Alberto Bevilacqua
e altri tra i quali diversi stranieri a partire
da Nobert Maxumilian Wildiers, con il suo “Introduzione
a Teilhard de Chardin”. La consegna del
Premio, scelto dalla giuria tra tre finalisti,
avrà luogo nel Chiostro del Centro Culturale
De Laugier di Portoferraio.
Per i giornalisti che dimostrano grande onestà
nel fare il proprio lavoro e il coraggio necessario
per superare tante difficoltà è
riservato il Premio Arcipelago Toscano. La sede
è a Marciana Marina.
Il terzo grande appuntamento è rappresentato
dal Festival Elba, isola Musicale d’Europa.
Si tiene a Portoferraio, nella zona più
suggestiva del porto e nel Teatro dei Vigilanti,
dal 2 al 15 settembre. Ogni anno richiama artisti
di fama internazionale che eseguono musiche che
vanno dal classico al jazz, con intermezzi di
balletti. La data di fondazione risale al 1997
per opera di George Edlman e Yury Bashmet. E’
quest’ultimo che in qualità di direttore
musicale del Festival, durante la manifestazione,
si esibisce nei ruoli di solista, musicista e
direttore delle due orchestre che accompagnano
i solisti: la Elba Festival Orchestra e l’orchestra
da camera dei solisti di Mosca.
E’superfluo aggiungere che il Festival,
dalla fondazione ad oggi, ha richiamato artisti
di fama internazionale: Hervé Joulain,
Uto Ughi, Victor Tretiakov, Emanuele Segre, Michel
Portal e le citazioni potrebbero continuare.
Un’isola che sa coniugare il proprio clima,
la bellezza dei suoi anfratti, la limpidezza del
mare alla cultura, alle attività artigianali,
al folclore. Cose queste di grande attrattiva
e che le ritroviamo nei calendari degli incontri
internazionali. Di grande richiamo il Parco Nazionale
dell’Arcipelago Toscano, la più estesa
area marina protetta del Mediterraneo (40 isolotti
e 7 grandi isole), che ogni anno porta sub e archeologi
dei fondali alla ricerca di vecchi galeoni o reperti
etruschi nonché a scoprire la variegata
fauna marina. Poi non va dimenticata la parte
storica sia dell’Elba come delle altre sei
isole. Reminescenze storiche che hanno fatto scrivere
di fianco alla porta della sua trattoria a un
oste: “Qui Napoleone non ha bevuto ne mangiato”.
Eppure pur con tutte queste…..referenze
all’Elba negli ultimi tempi si è
registrato un preoccupante calo di turisti, in
modo particolare di tedeschi. Non è facile
stabilire il perché. Diverse sono le cause,
a parte la situazione internazionale, molto si
deve alla mancanza da parte dello stato di interventi
legislativi per dare vigore a questo comparto
economico, quale l’adeguamento dell’IVA
a quella degli altri paesi, i continui balzelli
(vedi quello applicato dai comuni per le soste
dei pullman di escursionisti), la mancanza di
una politica unitaria pur nell’ambito della
legge quadro e cose del genere. Si parla di una
diminuzione di turisti lo scorso anno del 10%
che preoccupa non poco gli…addetti ai lavori.
Ecco perché al momento si conta di poter
avere un ottimo ritorno dalla entrata in esercizio
della compagnia aerea Elbafly che utilizzando
l’aeroporto di Campo nell’Elba da
maggio comincerà giornalmente a operare
con voli per Pisa (hub della Ryanair) e Malpensa,
col proposito, durante l’estate, di renderli
bigiornalieri.
Un isola e degli operatori, dunque, che si fanno
in quattro affinché oltre agli italiani
ritornino i turisti stranieri fonte primaria per
la sua economia.
Info: Fiera Internazionale Elba Patchwork
email: info@elbapatchwork.it
www.elbapatchwork.it
Apertura: 19-22 maggio 2005.
Orario d'ingresso: 9 – 19 -
Biglietti: interi € 12, ridotti € 6, bambini inferiori
a 3 anni entrata gratuita.
Info: Consorzio Elba Promotion tel. 0565/960157
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MILLE MIGLIA: da più
di settant’anni, la competizione che unisce
l’Italia |
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di
Emanuela Serri |
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Oltre settanta anni fa,
e più precisamente nel 1927, venne disputata la
prima Mille Miglia, a quel tempo chiamata
Coppa delle Mille Miglia. L’idea di questa
competizione fu di due giovani esponenti di buona
famiglia bresciani, Aymo Maggi e Franco Mazzotti,
che appassionati di motori ed amanti delle competizioni,
decisero di sfruttare lo spirito pionieristico dell’epoca
in cui stavano vivendo, che aveva già sperimentato
ardite iniziative come la spedizione in dirigibile
di Nobile al Polo Nord, o la trasvolata di Lindbergh
sull'Atlantico, e si posero l’obiettivo di riportare
in auge il ruolo di protagonista nel mondo automobilistico
della loro città natia, Brescia.
Quindi, dopo aver contattato Renzo Castagneto, uomo
di grandi doti organizzative e di spettacolo, e
Giovanni Canestrini, redattore della Gazzetta
dello Sport e primo giornalista specializzato
d'automobilismo, formarono il gruppo noto col nome
de i "Quattro Moschettieri", che studiò la
soluzione migliore per dar vita ad una competizione
originale ed appassionante.
Pensarono ad una competizione automobilistica dal
percorso duro e selettivo, se si considerano le
condizioni delle strade e la scarsa affidabilità
delle vetture dell'epoca, che coinvolgesse mezza
penisola (da qui il percorso Brescia-Roma-Brescia),
attraversando gli scenari storico-artistici offerti
dalle piazze di alcune tra le più belle città italiane
come Verona, Ferrara, Ravenna, Gubbio, Assisi, Siena
e Firenze, per una lunghezza totale di circa 1600
km.
Oggi la Mille Miglia è una competizione a tappe
di auto d'epoca, che prevede la partecipazione delle
auto sportive appartenenti alle categorie Sport,
Gran Turismo e Turismo, costruite tra il 1927 e
il 1957 e in possesso di Carta d’identità F.I.V.A.
o Fiche F.I.A., nonché rigorosamente presentate
alle verifiche dei Commissari in Piazza della Vittoria
nella livrea originale. E proprio come allora, ancora
oggi la Mille Miglia, oltre che manifestazione automobilistica.
Il 19 maggio alle ore 20, in Piazza della
Vittoria, a Brescia, Città della Mille Miglia, avrà
inizio anche quest’anno l’entusiasmante gara, che
ogni anno richiama un numero sempre maggiore di
spettatori, proponendo la miglior selezione possibile
di vetture sportive e da competizione, che saranno
le indiscusse protagoniste di questo percorso che
dalla mitica pedana del Rebuffone raggiungerà
il centro di Roma per poi ritornare indietro.
Poiché il percorso di avvicinamento alla capitale
in quest’ultimo anno è stato reso più snello e rapido,
la partenza della tappa di Ferrara quest’anno verrà
posticipata di un’ora e mezzo, rispetto alle corse
passate.
Per chi fosse interessato a partecipare alla corsa,
informiamo che le domande potranno essere inoltrate
a partire dal 1° settembre di ogni anno, entro e
non oltre il 31 dicembre.
La scheda di iscrizione viene ogni anno spedita
ad oltre venticinquemila collezionisti di tutto
il mondo. Chi desiderasse riceverla, può farne richiesta
presso la sede del Comitato Organizzatore MILLE
MIGLIA.
Info: Comitato Organizzatore MILLE MIGLIA
Via Cassala 60, 25126 Brescia - Tel. 030-280036
E-mail: info@millemiglia.it
www.millemiglia.it
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