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a cura di Marco Monticone |
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La Malaga di Picasso |
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di Marco Monticone |
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Non solo spiagge,
mare e relax, ma anche cultura e piaceri della
buona tavola: Malaga vuole allargare il raggio
della propria offerta turistica e per centrare
questo obiettivo chiama in causa il suo cittadino
forse più illustre, Pablo Picasso, nome
che non ha certo bisogno di presentazioni. Proprio
“La Malaga di Picasso” si chiama la
nuova campagna di promozione turista allestita
da Comune di Malaga, Camera di Commercio, Turismo
Andaluso, Patronato del Turismo della Costa del
Sol, Banca Unicaja in collaborazione con Turespana.
L’iniziativa è stata presentata nei
giorni scorsi ad agenti di viaggio, tour operator
e stampa specializzata nel corso di incontri organizzati
a Roma, Milano e Torino. “La Malaga di Picasso”
non è solo uno slogan, ma punta su un’offerta
culturale entusiasmante, la cui punta di diamante
si può senza dubbio considerare il Museo
Picasso di Malaga, inaugurato nell’ottobre
di due anni fa e che ha visto le sue sale riempirsi
fino ad oggi di ben 400 mila visitatori. Allestito
grazie alle donazioni di Christine e Bernard Ruiz-Picasso,
il Museo può contare su 204 opere del grande
artista tra dipinti, sculture, disegni, incisioni
e ceramiche. Il Museo Picasso, ospitato negli
8.300 metri quadrati del Palazzo dei Conti di
Buenavista, uno storico edificio ristrutturato
per l’occasione, concretizza il sogno di
Picasso di vedere realizzati nella città
natale una galleria permanente dei propri lavori
insieme ad uno spazio dove ospitare rassegne temporanee.
Per il prossimo anno, è prevista l’allestimento
della mostra “Picasso.Toros” inquadrata
in un ciclo sull’influenza che il mondo
delle corride ha avito sull’opera dell’artista:
saranno esposte circa 70 opere da marzo a luglio.
La pinacoteca è aperta dal martedì
al giovedì, domenica e festivi dalle 10
alle 20, mentre venerdì e sabato l’orario
serale si prolunga fino alle ore 21. Giorno di
chiusura: lunedì. Prezzo del biglietto
d’entrata per la collezione permanente.
6 euro; per le esposizioni temporanee: 4,50 euro
(entrambe: 8 euro). Sono previsti sconti per studenti,
giovani e anziani. Ma il richiamo culturale di
Malaga non si limita a questo pur prestigioso
Museo: la città amplia il numero delle
proprie raccolte presentate al pubblico con il
Museo delle Congregazioni, situato nell’antico
ospedale di San Julian dove sono illustrati gli
elementi più caratteristici di uno degli
avvenimenti di maggiore importanza di Malaga,
la Settimana Santa. Prossimi all’apertura
sono poi il Museo del Vino ed il Museo dell’Arte
del Flamenco. A consacrare Malaga come città
di grande rilievo culturale giunge pure lo svolgimento,
dal 13 al 16 ottobre, della seconda edizione della
Fiera Internazionale del Turismo Culturale nel
Palazzo delle Fiere e Congressi della città.
Inoltre, non manca il richiamo enogastronomico,
potendo contare su una cucina di altissimo livello
che coniuga la tradizione con il gusto dell’originalità,
mentre su un altro versante, ricca è la
proposta di campi da golf: ben 50. Proprio per
rispondere al meglio alla crescente domanda turistica
anche congressuale (l’anno scorso l’aeroporto
di Malaga ha gestito 116.031 voli….), in
tutta la provincia di Malaga stanno per sorgere
numerosi nuovi complessi alberghieri. A due ore
da Siviglia e a cinque da Madrid, nel cuore dell’Andalusia,
affacciata sulla splendida Costa del Sol, Malaga
può inoltre giocare la carta di un clima
eccezionale, con una temperatura media annuale
intorno ai 18 gradi che anche nel mese di agosto
non supera i 30 gradi.
Info: Ufficio Spagnolo del Turismo
www.turismospagnolo.it
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Giovanni Boldini a Roma
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di
Marco Monticone |
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Fino al 25 settembre,
la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma dedica
un’ampia mostra a Giovanni Boldini, quasi
una replica quarant’anni dopo della rassegna
del 1963 al Musée Jacquemart-André
di Parigi, che consente di offrire al grande pubblico
un'immagine nuova e più approfondita di
uno dei maggiori protagonisti della pittura e
del gusto internazionali tra Otto e Novecento.
Dell'enorme produzione pittorica di Boldini sono
state selezionate oltre cento opere provenienti
dai maggiori musei e collezioni private europei
e americani. Si tratta dei capolavori più
significativi di un percorso che lo ha visto partecipe
e protagonista di esperienze diverse, dalla giovinezza
legata a Firenze e all'adesione al gruppo dei
Macchiaioli, alla maturità di una vicenda
professionale trascorsa interamente a Parigi e
scandita da frequenti viaggi in Italia, soprattutto
a Venezia, e inoltre a Londra e in America. Nato
a Ferrara nel 1842 e morto a Parigi nel 1931,
Boldini è stato nel corso della sua lunga
vita uno degli artisti più popolari e amati,
proprio per la sua capacità di saper rendere,
attraverso una pittura di straordinaria forza
evocativa sia di luoghi che di personaggi, l'atmosfera
scintillante ma inquieta della Belle Epoque. L’artista
emiliano fu il simbolo di questo momento di passaggio,
che preludeva ai drammatici cambiamenti del primo
conflitto mondiale che avrebbero segnato la storia
contemporanea. In quella che era allora la capitale
mondiale delle arti, Boldini mutò il suo
linguaggio macchiaiolo degli inizi, dove aveva
pur raggiunto esiti originali e sorprendenti per
qualità, per aderire alla pittura à
la mode condizionata dalle esigenze dei ricchi
collezionisti francesi e americani che avevano
il loro riferimento nel potente mercante d'arte
Goupil. In questo genere, che prevedeva quadri
di piccolo formato dipinti con sapiente virtuosismo,
raffiguranti temi di vita contemporanea o evocanti
la grazia perduta del Settecento, egli guadagnò
fama e ricchezza. Furono il preludio alle opere
della piena maturità, quelle delle grandi
vedute parigine, di Venezia, le istantanee del
mondo della musica e della danza, e soprattutto
i monumentali ritratti dei maggiori protagonisti
della mondanità e della cultura internazionale
(aristocratici, ricchi borghesi, scrittori, musicisti,
celebrità dello spettacolo), ispirati ai
grandi ritrattisti del passato, quali Van Dyck,
Frans Hals, Velazquez, da lui amati e studiati.
Tutte queste seducenti immagini si snodano nelle
diverse sezioni in cui la mostra è articolata,
dalla raffigurazione dell'artista nel suo atelier
ai dipinti fiorentini del periodo macchiaiolo,
dalla pittura alla moda nel gusto alla Goupil
che fu tipica del primo periodo parigino all'affascinante
mondo della musica e della danza, dalle vedute
di Venezia nel magico prisma della decadenza fino
ai grandi ritratti internazionali che costituiscono
il punto ultimo e piu' alto della sua arte.
Costo del biglietto d’ingresso: museo e
mostra 9 euro.
Orario: dal martedì alla domenica dalle
9 alle 19.30.
Info: Galleria Nazionale d'Arte Moderna
Tel. 06/ 32298332
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Appuntamento estivo torinese
con Esperimenta
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di
Marco Monticone |
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Quasi vent’anni
trascorsi a rendere meno paludata e distante la
scienza, offrendo a grandi e piccoli (in totale,
oltre due milioni di visitatori….) la possibilità
di esplorarla in modo coinvolgente ed affascinante:
Experimenta, la mostra interattiva organizzata
dalla Regione Piemonte, è così ormai
diventata un appuntamento fisso dell’estate
torinese. Per l’edizione numero 19, la rassegna
punta ai pochi mesi che ci separano dalle prossime
Olimpiadi invernali 2006 di Torino per invitare
i suoi visitatori a scoprire gli aspetti scientifici
dell’attività sportiva, specialmente
quella che si svolge in montagna. Non a caso “Accetti
la sfida?” è il sottotitolo di questa
edizione: sfida a sé stessi, agli altri
e pure all’ambiente dove per vincere occorre
intelligenza, fantasia e pure correttezza morale
(in tempi di doping…). Si comincia dai grandi
miti dello sport paragonati ai comuni mortali:
in tre postazioni si può misurare la propria
statura accostandola al nome di un grande sportivo
di statura vicina a quella del visitatore. Poi
la sfida inizia con il Pallometro (in due imbuti
di grandi dimensioni si possono tirare alcune
palline da tennis: a bersaglio colpito l'applicazione
registrerà la velocità di tiro,
trasmettendo i dati su display luminosi), il Saltometro
(attraverso un salto in alto verranno rilevati:
peso, tempo di stacco dalla pedana, forza impressa
alla partenza del salto e peso impresso al rientro)
e lo Startometro: tre gareggianti si sistemano
sui blocchi di partenza e una foto riprenderà
la partenza, ma chi sarà partito in anticipo
non risulterà presente nell'immagine e
quindi sarà fuori gara. Si passa quindi
a misurare la forza dei propri muscoli attraverso
una gara da compiersi in quattro postazioni doppie
composte da pompe idrauliche di diversa foggia,
ognuna più impegnativa dell'altra come
sforzo muscolare. Non mancano nemmeno quest’anno
gli effetti speciali regalati dalla Quadrisfera,
(si “costruiscono” le immagini per
essere fiondati verso gli sport come paracadutismo,
salto con l’asta, nuoto) e dal Cinema Dinamico
in 3D. La sfida continua con quattro test (Come
vivi lo sport?, Che compagno di squadra saresti?
Che tipo di sfidante sei? Quanto sei spericolato?).
Un originale (e virtuale, ovvio) confronto avviene
con i bambini di Salvador de Bahia nell’arrampicata
di una palma da cocco, evento, questo, che si
inserisce nel progetto di cooperazione internazionale
Bahia/Piemonte promosso dall’OAF-I (Organizzazione
di Aiuto Fraterno Italia) e sostenuto dalla Regione
Piemonte, intesa da cui è nata UNICA, l’Università
del bambino e dell’adolescente dedicato
ai bambini più poveri di Salvador Bahia
in Brasile. Ad Experimenta 2005 si può
anche vivere l’emozione di una vera escursione
alpina salendo sui tre diversi passaggi di sicurezza
ricostruiti a nove metri da terra: un ponte tibetano
di 27 metri su tre cavi, un ponte tirolese di
18 metri su due cavi e un ponte a scala di 35
metri su due cavi mancorrenti e staffe oscillanti
per i piedi. Ritorna a fare la sua presenza, per
i visitatori più piccoli, anche il programma
Tv la Melevisione con le “Olimpignadi del
Fantabosco”: i bambini si metteranno alla
prova, da soli o in squadra, in un percorso ginnico
all’aperto. Alla montagna e alla capacità
di riconoscere i suoi mille aspetti sono poi legati
alcuni spazi specifici. In un ambiente virtuale
arriva una doppia prova: la Virtual Bike (un giro
in bicicletta attraverso un percorso virtuale
in 3D) ed il Virtual Golf (un percorso virtuale
in uno scenografico campo di montagna). Non mancano,
tra le varie prove, tiro con l’arco (a 6
metri per bimbi, principianti e neofiti e a 10
metri per chi è pronto ad una sfida più
difficile), bob (in una pista ellittica di 18
x 8 metri si possono effettuare prove cronometrate
di spinta), il “rotor” per sperimentare
gli effetti della forza centrifuga. Altri momenti
spettacolari: un boulder lungo 20 metri e alto
3 metri per testare in sicurezza le proprie capacità
di scalatori, la bicicletta sospesa su un filo
a 6 metri di altezza che permette di pedalare
per 25 metri in bilico su di un cavo d’acciaio,
il labirinto vietnamita (un cunicolo buio lungo
circa 40 metri, con un passaggio di 60x60 cm),
il ponte tibetano sul Po (parente in grande dell’altro),
entrato con l’edizione 2004 nel Guinness
dei Primati come il più lungo del mondo:
374,12 metri. A differenza dell’anno scorso,
è ora aperto a tutti, grazie ad una rete
anticaduta che permetterà l’attraversamento
anche ai non esperti.
Experimenta 2005 è aperta dal 24 giugno
al 6 novembre e dal 17 dicembre al 19 marzo 2006,
nel Parco Michelotti, in Corso Casale, 13
Orario: dal 24 giugno al 18 settembre 2005: dal
martedì al venerdì: 16/24; sabato:
15/24; domenica e festivi: 10/22; dal 20 settembre
al 6 novembre: da martedì a sabato: 15/20;
domenica e festivi: 10/20. Lunedì chiuso.
Per le visite scolastiche: solo su prenotazione
dal 5 settembre al 5 novembre, dal 9 gennaio al
18 marzo 2006, dal lunedì al sabato dalle
ore 9 alle 13. Prezzo del biglietto d’ingresso:
6,50 euro (ridotto 4 euro; ridotto scuole: 3 euro).
Info: Esperimenta Tel. 800-333.444
Prenotazioni gruppi e scuole: tel. 011/3473774
int. 243 oppure 011/8132428.
www.experimenta.to.it
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Il Ritratto ad Aosta
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di
Marco Monticone |
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Ad Aosta, presso il
Museo Archeologico Regionale, in Piazza Roncas,
fino al 2 ottobre (orario: tutti i giorni inclusi
i festivi: 9/19; ingresso: 6 euro, ridotto 4 euro)
è allestita la mostra “Il Ritratto
Interiore. Da Lotto a Pirandello”. Vi sono
raccolte opere in cui il ritratto si dimostra
come la capacità di andare oltre le apparenze,
scoprendo l’essenza interiore dell’individuo
perchè “ritrarre” significa,
etimologicamente, “tirar fuori”, ricavare
con colori, marmo o altra materia, il volto segreto
di ciascuno. Nella mostra, ideata e curata da
Vittorio Sgarbi, scorrono così ritratti
diversi per epoca e genere, in posa o naturali,
celebrativi, allegorici, evocativi, paurosi, rasserenanti.
Sono esposte 160 opere dal Cinquecento ad oggi.
Il percorso della mostra parte dalle opere di
Lorenzo Lotto che intercetta i movimenti dell’anima
più segreti e più dolorosi. Si accostano
alle opere di Lotto i celebri Ritratto di Sperone
Speroni e Ritratto di Giulio Romano che regge
la pianta della Cappella Palatina di Mantova di
Tiziano, il Ritratto di gentiluomo di El Greco
e il Ritratto di gentildonna di Scipione Pulzone.
Fra le opere del Seicento, secolo in cui la ritrattistica
diviene soprattutto strumento per rappresentare
e celebrare il prestigio e il potere di cardinali,
papi o grandi nobili, si distinguono per intensità
espressiva il meraviglioso Ritratto di Francesco
Righetti del Guercino e il Ritratto del fratello
di Gian Lorenzo Bernini. Nel Settecento si avverte
il passaggio dal ritratto ufficiale, composto,
alle espressioni rubate di figure non in posa
o in atteggiamento disimpegnato, come nel Ritratto
di pittore (il Cerighetto) e nel Ritratto di Bertrama
Daina de Valsecchi di Vittore Ghislandi, detto
Frà Galgario; fino ai ritratti-confessione
e alle immagini di dimessa quotidianità,
che diventano documento di una condizione sociale,
come l’Uomo con boccale e l’Autoritratto
come pellegrino di Giacomo Ceruti.
Nell’Ottocento si intensifica e prevale
la rappresentazione naturalistica, spesso carica
di sentimentalismo come testimoniano, pur nell’intento
di ufficialità, Bongiovanni Vaccaro, Vela
e Faruffini. La sezione dedicata al Novecento
costituisce, per qualità e quantità
di opere, il cuore del percorso: fra gli altri
sfilano i dipinti di Giovanni Costetti (Ritratto
di Luc Dietrich,e di G. Lanza del Vasto e Ritratto
di Vittorio Guy), Giorgio De Chirico (Autoritratto),
Oscar Ghiglia (Ritratto di Giovanni Papini), Carlo
Levi (Ritratto di Umberto Saba), Scipione (Ritratto
del Cardinal Vannutelli), Antonio Ligabue (Autoritratto),
Fausto Pirandello, Gianfranco Ferroni (Autoritratto),
Arturo Nathan (Autoritratto), Enrico Colombotto
Rosso (Incendio), Tullio Pericoli (Samuel Beckett),
Maurizio Bottoni (Autoritratto in compagnia della
morte), Aron Demetz (Il collezionapeccati). A
conclusione del percorso, una sezione di ritratti
di artisti valdostani testimonia in questo contesto
i linguaggi e le tradizioni della cultura del
luogo.
Info: Il Ritratto Interiore. Da Lotto
a Pirandello
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