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Navarra 2006 – celebra Francisco de Javier

   
 

La data del 3 dicembre, giorno dedicato a San Francisco de Javier, ha segnato l’inizio dell’anno dedicato alle celebrazioni del V centenario della nascita  del Santo che si protrarranno per tutto il 2006 nella regione della Navarra, regione spagnola che diede i natali a Francisco de Javier.
Con l’apertura solenne,  è iniziatoun anno ricco di eventi religiosi e culturali con esposizioni, pellegrinaggi al Castello de Javier, luogo di nascita del Santo, incontri religiosi e attività tematiche sulla vita e l’opera di Javier che si  svilupperanno attraverso concerti, opere teatrali classiche e contemporanee, congressi internazionali e pubblicazioni con l’obiettivo di diffondere il profilo storico e universale dell’opera di Francisco de Javier.
Luogo di grande risalto sarà il Castello di Javier che aprirà,  in occasione dei festeggiamenti del  V Centenario le sue porte al pubblico per poter visitare i luoghi di nascita e dove visse fino ai 19 anni il Santo.
Il 7 aprile, data dei 500 anni della sua nascita si celebrerà in Navarra,  una solenne commemorazione alla quale parteciperanno religiosi di tutto il mondo e numerose autorità.
Da aprile a tutto settembre il Santuario di Javier sarà la cornice di una importante esposizione artistica sulla vita e l’opera del Santo con una raccolta di pittura, scultura, incisioni e oggetti di oreficeria di diversi paesi a simboleggiare il grande influsso dato all’arte nella diffusione della figura di Javier nel mondo. Si potrà altresì visitare l’archivio personale del maggior biografo di Francisco Javier, il gesuita tedesco Georg Schurhammer, autore dell’opera “Francisco Javier. La sua vita e il suo tempo” restaurato nell’Archivio Generale della Navarra.
Infine esposizioni artistiche sulla biografia, esposizioni di numismatica,   filatelia e arte locale dei numerosi paesi del mondo europeo e asiatico che ospitarono Francisco de Javier nella sua opera di evangelizzazione  della dottrina cattolica si terranno per tutto il 2006 attorno al Castello de Javier.
Ultimo di cinque fratelli della famiglia di Juan de Jasso, dottore in legge della Università di Bologna e presidente del Consiglio Reale di Navarra  e per madre la nobile Maria de Azpilceuta, Francisco nacque e passò la sua infanzia nel castello di famiglia di Javier, bastione difensivo del Regno di Navarra ai confini delle terre di Aragona. A 19 anni si trasferì a Parigi dove studiò filosofia alla Sorbona. Fu l’amicizia con Ignazio di Loyola che lo convinsero a cambiar stile di vita e a partecipare e  diventare infine  membro della Compagnia di Gesù, gruppo d’avanguardia e di rinnovazione spirituale  che si dedicava  alla diffusione della dottrina cristiana nel mondo.La sua opera di evangelizzazione lo portò in numerose città italiane da Venezia, Bologna, Vicenza e Roma. Partì per il Portogallo da dove si imbarcò per le Indie Orientali in qualità di rappresentante papale.
Fu in India e nel 1545 arrivò a Malacca da dove partì per le isole  Molucche e arrivò anche in Giappone, un paese a quei tempi quasi completamente sconosciuto in Europa. Fu proprio attraverso le lettere di Francisco che l’Occidente ricevette le prime informazioni di questo paese e dei costumi dei suoi abitanti. Rientrò in India e tentò una seconda spedizione in Giappone ma la morte lo colse prima di arrivarci proprio ai  suoi confini e precisamente nell’isola di Sancian  presso Canton. Il suo corpo fu portato prima a Malacca e poi a Goa dove è venerato con grande fede ancora ai nostri giorni.
La Chiesa cattolica lo dichiarò Santo nominandolo patrono della gioventù e dei missionari.
La Navarra, terra natale, lo dichiarò patrono del Regno.

 

 

Montecarlo. Idea per un museo

   
 

Da Monet a Diaghilev. A Palazzo Ruspoli di Roma sfila la collezione reale di Ranieri III e Alberto II di Monaco. Una parata di 200 pezzi d'arte contemporanea, cuore del futuro Nuovo Museo Nazionale del Principato di Monaco in fase di realizzazione Monet ne immortalò il porto alla luce cristallina dell'aurora. Turner scelse l'effetto di un tramonto baluginante per registrare le vette montuose che scendono morbide sul mare. Maurice Utrillo ne dipinse la spiaggia con la sua sgargiante scenografia esotica, tra palme, stabilimenti turistici e barche a vela. Jacques-Henri lartigue fotografò le conquiste tecnologiche d'inizio secolo, come il debutto dell'idrovolante, mentre Gabriele Basilico, a volo d'uccello, guarda in bianco e nero alle sontuosità dei grattacieli residenziali tra cui serpeggia la strada del gran premio. Da questa visione strettamente personalizzata, da questo incontro tra artisti-fotografi e il territorio di Montecarlo, parte la mostra "Principato di Monaco. Idea per un museo", ospitata alla Fondazione Memmo di Palazzo Ruspoli dal 15 dicembre fino al 10 febbraio. Ed è proprio il caso di dirlo che da Montecarlo, i fasti del Principe Ranieri III sbarcano per la prima volta nella capitale. Opere del già citato Monet, Raoul Dufy, Maurice de Vlaminck, Picasso, Henri-Charles Mnguin, Kees van Dongen che la fa da padrone nella rassegna, Mathieu, e tutto un repertorio di artisti che dal post-impressionismo fauvismo si spinge fino al contemporaneo più attuale da Warhol, col suo psichedelico ritratto di Carolina, al visionario Jan Fabre passando per un laconico Balthus, ad una meta-tecnologica Rebecca Horn, ad un delirante Christian Bolktanski, ad un sornione Salvador Dalì.
Protagonisti della kermesse sono quasi 200 pezzi della collezione reale, in trasferta nella città eterna perché in attesa della realizzazione della sede del Nuovo Museo Nazionale del Principato di Monaco (quello che verrà battezzato NMNM) dedicato all'arte contemporanea ma soprattutto allo spettacolo della danza, da Diaghilev ad oggi, fortemente voluto dallo scomparso Ranieri e in via d'attuazione con l'intervento del figlio ed erede al trono Alberto. "La mostra - ci tiene a sottolineare il principe sovrano che di persona è giunto a Roma per inaugurare la rassegna - propone al pubblico una parte delle collezioni che si stanno costituendo e le direttive del progetto museografico. Vuole mostrare come il futuro museo intende rivolgersi alla creazione internazionale sulla quale si basano i grandi musei contemporanei, senza tuttavia trascurare la cultura e la storia

Info: Principato di Monaco. Idea per un Museo
Tel. 06-6874704.
Palazzo Ruspoli Fondazione Memmo,
Via del Corso 418 Roma
Orari: martedì-domenica, 10-19; lunedì chiuso Ingresso unico a 6 euro

 

 

Magie d’ambra

   
 

I misteri e le leggende dell’ambra in una mostra a Potenza presso il Museo Archeologico nazionale della Basilicata aperta fino al 15 marzo.
Il fascino dell’ambra e della resina fossile raccontata attraverso la forma di monili decorativi o amuleti apotropaici che nei millenni hanno seguito la storia e il cammino dell’umanità.
L’esposizione raccoglie i reperti rinvenuti in Basilicata dal VIII al IV secolo avanti Cristo unendo preziosi oggetti di ambra grezza giunta da collezioni private.
In collaborazione con vari musei italiani di scienze naturali, l’organizzazione della mostra vuole celebrare il mito dell’ambra attraverso i secoli con una esposizione innovativa che si prolunga fino al 15 marzo.

Info: Magie d’ambra. Amuleti e gioielli della Basilicata antica
Palazzo Loffredo – via Andrea Serrao. Orari: 9-20 – lunedì 14-20

 

 

A Brescia, fino al 26 marzo, 30 opere di de Pisis

  di Bruno Breschi
   
 

Al Museo Santa Giulia di Brescia fino al 26 marzo si potrannovisitare le mostre Gauguin/Van Gogh e quella del Millet con la possibilità di godere della visione di una trentina di quadri del pittore ferrarese Filippo de Pisis (morto a Milano nel 1956).
La mostra organizzata da Marco Goldin offre il meglio della produzione di questo pittore-scrittore proveniente dalla Galleria d’Arte moderna Rimoldi di Cortina d’Ampezzo dove sono custodite 54 opere dell’artista. A Cortina de Pisis aveva stretto amicizia con Mario Rimoldi, un albergatore che fin dai primi soggiorni montani del pittore non mancò di manifestare la propria ammirazione per i suoi lavori.
La rassegna di Brescia vuole essere un omaggio ai 50 anni dalla scomparsa di un artista che immortalò accanto ad angoli molto suggestivi di Cortina e di Rimini nature morte d’indubbio interesse.
Da qui i pesci e la selvaggina ma soprattutto i tanti quadri di fiori che sembrano recisi ieri e che invece sono il frutto di un pennello intriso nel colore appena sfiorato.
All’ingresso l’attenzione del visitatore è attratta dal ritratto di un personaggio negro (risale al 1926) immortalato su cartone incatramato e per questo soggetto a lievi mutazioni, come doveva ricordare durante la “vernice” il direttore de le Regole di Cortina d’Ampezzo, che lo rendono ancor più interessante. Questo per non parlare del “Soldatino francese” del 1937 e che è anche la copertina del catalogo curato da Marco Golden.
Contemporaneamente a questa mostra Brescia ospita al Piccolo Miglio del Castello: “Ruggeri.Il Nero”,“Olivieri. L’azzurro” e il “Trittico, Loreto Martina e Roberto Casiraghi”.
Gli orari sono gli stessi delle altre mostre.

Info:MILLET. Sessanta capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston

 

 


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