|
2007, l'anno di Montpellier. L'inizio di febbraio
segna una tappa storica per la cittadina francese, il
museo Fabre riapre le porte dopo quattro anni di sapienti
restauri e lavori di rinnovamento.
Un progetto ambizioso che ha triplicato la sua superficie,
rinnovato e ri-inventato gli spazi offrendosi come uno
dei più rimarcabili contenitori di opere d'arte.
Più di 900 opere sono state restaurate o riportate
a nuovo splendore, tra quadri e sculture con interventi
spettacolari come nel caso delle opere di Coppola, Vien,
Restout o Coypel.
Superbi interventi anche per numerose cornici antiche
riportate oggi agli antichi splendori che esaltano questo
patrimonio artistico eccezionalmente vario.
Dal momento della sua nascita, nel 1828, il museo
Fabre non ha mai smesso di arricchirsi grazie alle
donazioni di esperti collezionisti come Fabre, a cui
deve il nome, Valedau, Bruyas, Bonnet-Mel, Canone,
Cabanel, Bazille e più recentemente Pierre
Soulages.
All'interno, le grandi aree e i possenti volumi,
Atrio, Sale dei Grifoni, delle Colonne, contrastano
con gli spazi intimisti, quali gli antichi appartamenti
di François-Xavier Fabre, pittore neoclassico
originario di Montpellier che dona al museo la sua
collezione come la sua anima, un gesto nobile che
sarà seguito negli anni a venire da Antoine
Valedau e Alfred Bruyas, entrambi figli di Montpellier
e insieme, reputati i tre più grandi donatori.
 |
| |
Una superba esposizione permanente che scorre fluidamente
in un contesto museale moderno, luminoso e dal percorso
in piena libertà al cui ritmo si scoprono opere
come Donne d'Algeria firmate Delacroix, Uomo dal nastro
nero di Boudon, Santa Maria l'Egiziana di Ribera o Bagnanti,
Ritratto di Baudelaire che si mescolano a un Rubens,
un Degas, un Poussin fino alle sculture di Richier e
le opere contemporanee di artisti francesi quali Hantai,
Viallat, Bioulès e Dezeuze che chiudono il percorso.
Il ritrovato museo Fabre, significa oggi, luogo di
interesse culturale classificato tra i primi a livello
europeo, dove si possono riscoprire collezioni permanenti
dall' eccezionale valore attraverso un percorso artistico
di quadri, sculture e oggetti d'arte decorativa che
ben si inseriscono con l'ambizioso programma di esposizioni
temporanee in calendario fin dalla data della sua apertura.
Un salto tra il passato ed il futuro anche per l'architettura
del museo stesso dove gli architetti hanno saputo giocare
con raffinata delicatezza tra stili d'epoca, egregiamente
rivalutati, e stili all'avanguardia conferendogli l'insieme
di una grande fluidità estetica.
Figlia del sud, Montpellier, è un inno esplosivo
di grandi novità, di grandi momenti che la scuotono
e la ridisegnano lasciandole tuttavia inalterata questa
sua anima di città dotta che l'ha segnata fin
dal lontano medioevo. Sono lontani i tempi in cui Montpellier
sonnecchiava al sole del mediterraneo nel cuore dei
vigneti del Languedoc, tra antichi palazzi e dimore
signorili dall'aria stanca e perduta.
La rinascita di Montpellier è in atto da circa
tre decenni durante i quali, lanciandosi in una corsa
frenetica ed innovativa, la città si è
rifatta il trucco
.. ha ridisegnato gli spazi urbani,
ha ripreso gli interni ed ha rinfrescato le monumentali
facciate dei suoi palazzi, si è donata di una
superba rete di trasporti, si è ingrandita ed
è cresciuta. In soli venti anni si è guadagnata,
da ventesima, l' ottava posizione sullo scacchiere delle
città francesi più popolate raddoppiando
addirittura la sua popolazione che supera oggi, i duecentoquarantamila
abitanti.
 |
| |
Ma non è questo il solo orgoglio di Montpelleir.
E' una delle città più giovani, dinamiche
e vibranti, quarto polo francese in materia di ricerche
e insegnamento senza dimenticare che è un formidabile
vivaio di talenti culturali, intellettuali e industriali
e per ultimo piattaforma di eventi internazionali con
una vita culturale molto variegata quale trampolino
di lancio di creazioni e correnti artistiche. Conclusione,
un francese su tre vorrebbe vivere a Montpellier è
quanto ama commentare, con meritato orgoglio, il sindaco
cittadino, Georges Frêche.
 |
| |
La ragione di questo successo?
.Senza dubbio
sono molteplici e sono insite nella sua storia, nella
sua cultura e nella sua privilegiata posizione geografica.
Montpellier, crocevia commerciale di importanza strategica
posta in prossimità del mare che le conferisce
un clima dolce e mediterraneo alle porte della Spagna.
Occorre tornare indietro alla sua storia per capire
meglio l'evoluzione della città. Capitale universitaria
con le facoltà di diritto e di medicina, la più
antica del mondo occidentale e tuttora in piena attività.
Grazie a questa sua vocazione universitaria Montpellier
è oggi una delle città più giovane
dove circa il 36,6% della popolazione ha meno di 25
anni accogliendo oggigiorno ben ottantamila studenti.
 |
| |
 |
| |
Il passo è facile, tanta giovinezza offre una
forza dinamica, vibrante che non si ferma mai con la
logica conseguenza di una escalation continua di nuovi
fermenti e nuovi talenti culturali, nuove correnti nel
campo della belle arti che producono a catena un susseguirsi
di eventi, festival e manifestazioni.
Montpellier traspira quest'aria del sud, un po' gitana
e colta trasformandosi in una città cosmopolita,
aperta, e dalle infrastrutture di primo ordine con moderni
mezzi di comunicazione raggruppando tutti i vantaggi
di una grande città ma con la particolarità
di poter ancora offrire l'atmosfera e lo charme di città
a misura d'uomo dove è infinitamente piacevole
perdersi lungo le vie del centro tra caffè e
artisti di piazza, respirare il fascino della storia
al cospetto di antichi palazzi signorili, sontuose scalinate
a balaustra e infinite piazze disseminate in un'area
pedonale tra le più vaste d'Europa.
 |
| |
Il cuore vibrante della città è in piazza
della Comédie, nota ai sui cittadini come l'uovo
per la forma ovale disegnata al suolo con una linea
di marmo rosso. Qui si affacciano i bei palazzi d'epoca
sovrastati dall'Opera, il teatro datato 1888, con il
simbolo cittadino: la fontana delle Tre Grazie.
Seguendo la storia si va verso l'Arco di Trionfo e la
piazza Peyron, la cosiddetta piazza reale che spazia
sui quattro punti cardinali, la torre di Babote facente
parte dell'antico complesso fortificato, la cattedrale
di Saint-Pierre e la piazza Canourgue dove si può
ammirare uno dei tanti alberghi particolari di cui la
città si fregia. Si passa poi nella via Barralerie,
nell'antico quartiere ebreo dove si trova in perfetto
stato di conservazione, il Mikhyé, il bagno rituale
ebreo del XIII secolo, murato e quindi dimenticato fino
alla sua casuale scoperta nel 1980.
Da
non perdere l'imponente Facoltà di Medicina e
i luoghi di culto cristiani come la chiesa di Saint-Roch,
dedicata a San Rocco, patrono della città, sistemata
a ridosso di due piazzette di grande fascino e la neogotica
chiesa di Sant'Anna nel quartiere omonimo, vero e proprio
feudo degli artisti e artigiani d'arte. Qui si trova
l'Accademia Internazionale di Musica e fatto curioso
qui risiedono numerosi laboratori di liutai. E' un'arte
antica qui a Montpellier che risale al 1768 con l'arrivo
del primo liutaio, un nostro connazionale che qui si
impiantò e dette vita a questa tradizione artigianale
molto particolare. Oggi se ne contano 9 e a differenza
dei loro predecessori sono degli artigiani produttori
che lavorano esclusivamente su ordinazione.
Seguendo
un ritmo tranquillo e rilassato, la città si
svela al visitatore in circa quattro ore optando per
l'itinerario più confacente, adattabile per tutti
i gusti. Per gli amanti dello shopping e dell'antiquariato
il quartiere dell'Ecusson dalla rue de la Loge alla
Grand Rue Jean Moulin compreso il quartiere dell'Ancien
Courrier. Infine per coloro che vogliono gustarsi la
città all'insegna del dolce far niente, si consiglia
una sosta in una delle tante terrazze dei caffé
assaporando un buon bicchiere di vino, un immancabile
Grés de Montpellier, e lasciarsi trasportare
dal suo ritmo di vita
seducente ed in continuo
movimento.

Info: Ente Nazionale per il Turismo Francese
http://www.franceguide.com
|