Quando si dice Champagne immediatamente il nostro
ricordo visivo si trasferisce al frizzante vino francese
di colore dorato con tanto di bollicine. Solo in seconda
battuta colleghiamo la parola alla regione del nord-est
francese che gli ha donato il nome.
Terre dai grandi spazi e dai vasti orizzonti, battuta
dai freddi venti del nord, la regione della Champagne-Ardenne
è una terra antica che trasuda storia, cosparsa
di vigneti e di duro lavoro delle sua gente, una terra
generosa dove ancora oggi la cultura delle tradizioni
la premia per l'eccellenza del dorato nettare, sinonimo
di prestigio, il cui solo nome fa brillare gli occhi
e vibrare le papille.
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Si, lo champagne è consacrato in tutto il
mondo firmando i momenti di festa, del lusso e dell'arte
del buon vivere. Ad accrescere questa fama è
occorso l'impegno, la tenacia ma soprattutto la genialità
di alcune persone, che, fatto curioso trattasi di
un monaco astemio e di una donna. Oggi il nome di
una donna legato alla cultura del vino non stupirebbe
affatto, ma se prendiamo in considerazione il periodo
storico in cui si verificò il fatto, anno 1816,
e l'importanza dell'innovazione da lei introdotta,
tecnica ancora oggi è alla base del metodo
champenoise, vale sicuramente approfondire i momenti
storici salienti di questo celeberrimo vino spumeggiante.
La storia delle origini dello champagne ha spesso
dato luogo a leggende e fatti non confermati, ma si
sa che l'arte di vinificare venne introdotta dai Romani
Nel Medioevo, tale coltivazione era una prerogativa
dei canonici che usavano i grandi poderi delle abbazie
e dei conventi alla coltivazione dell'uva da cui si
ricavava un vino asprinio, chiaro, mussante e di medio
pregio. I vignaioli sapevano che il loro vino aveva
il difetto di diventare pétillant e cercavano
di limitare questa caratteristica. Una conseguenza
climatica dovuta all'anticipo del freddo, che qui
in queste terre a settentrione arriva nel momento
in cui i grappoli non hanno ancora completato la maturazione
e al quale va aggiunta la particolarità del
terreno. Freddo dunque, e qualità del terreno
che garantivano un vino non fermo che con facilità
poteva far scoppiare la bottiglia che lo conteneva.
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All'inizio del 1600, un giovane monaco, detto Dom
Pérignon (1639-1715) arrivò nell'abbazia
benedettina d'Hautvillers per occuparsi delle vigne
e riorganizzare le attività in cantina. Essendo
meticoloso ed oltremodo pignolo, oltre al fatto di
essere astemio, così si racconta, si concentrò
in maniera maniacale al compito assegnato e presto
si rese conto che in realtà il difetto era
una peculiarità da mettere in risalto invece
di eliminare.
Selezionò i tipi d'uva più pregiati
inventando la cuvée, ossia la scelta dei grappoli
da spremere insieme e arrivò alla conclusione
che il segreto della spuma stava nella rifermentazione
del vino che avveniva in bottiglia con una conseguente
produzione di anidride carbonica. Accortosi della
gradevolezza di questo tipo di vino, decise di dedicarsi
a tale produzione. Lo champagne era dunque nato.
Alcuni produttori intuirono che la novità
e la gaia petulanza dello champagne avrebbe saputo
conquistare le nobili tavole dell'epoca e il nuovo
vino fu dunque prodotto con cognizione di causa, e
introdotto con successo alla dissoluta corte del duca
di Vendôme. A partire, poi, dal 1715, Philippe
d'Orléans e le sue amanti ne decretarono definitivamente
il suo successo. La marchese di Pompadour decretò
che fosse il solo vino a mantenere belle le donne
dopo averlo bevuto.
La fama dello champagne superò i confini francesi
e venne esportato a partire dagli inizi del 1800,
a grande richiesta in Russia ed in molti stati europei.
Fu proprio allora che una notte del 1816, Madame Clémentine
Ponsandin, vedova prematura dell'amato sposo François
Clicquot, proprietario di una azienda di champagne
trovò la geniale soluzione detta remuage per
liberare lo champagne dalle fecce dei lieviti esausti.
L'innovazione di Madame Clicquot trattasi di porre
le bottiglie su appositi cavalletti (pupitre) che
tengono il collo più in basso rispetto al fondo
della bottiglia; la continua rotazione della stessa
fa depositare le impurità prodotte dalla fermentazione
in bottiglia sul tappo.
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Col tempo venne aggiunta l'ultima fase della lavorazione
detta degorgement, che consiste nel gelare il vino
contenuto nel collo della bottiglia e nel togliere
il tappo in modo che il deposito fuoriesca spinto
dalla pressione. A questo punto il vino viene rabboccato
con uno sciroppo di vino e zucchero (liqueur d'expedition).
La quantità di zucchero del composto determina
le caratteristiche dello spumante, da demi-sec a extra-brut.
Qualora non si introduca il liquer d'expedition ma
lo stesso vino, si ha uno spumante pas dosé,
particolarmente secco. Lo spumante viene chiuso con
il tradizionale tappo a fungo intrappolato da una
gabbietta metallica per contenere la forte pressione
(5 atmosfere) a cui è sottoposto.
La regione Champagne-Ardenne produce oggi, oltre
300 milioni di bottiglie su un territorio di ben 35mila
ettari principalmente nella Marme, l'Aube e l'Haute-Marne
differenziandosi con riguardo alle uve che sono imposte
in una percentuale di pinot nero, pinot meunier e
chardonnay: lo champagne ottenuto da uve a bacca bianca
si chiama blanc de blancs, quello ottenuto da sole
uve a bacca nera prende invece il nome di blanc de
noirs.
Alle grandi Maisons produttrici, situate per lo più
a Reims, Eparnay e Châlons-en-Champagne i cui
nomi sono noti a livello mondiale, si affiancano i
piccoli produttori che producono un numero limitato
di bottiglie con marchio proprio offrendo, molto spesso,
una qualità eccellente per niente inferiore
a quelle super pubblicizzate.
Tutte le strade portano .....allo champagne
Dal re dei vini alla terra dei re di cui Reims ne
è la principale testimone. Ben 24 sovrani sono
stati incoronati proprio in città nella cattedrale
Notre-Dame durante un periodo storico che ha le sue
origini nel 496 con Clodoveo fino a Carlo X nel 1825.
Inscritta nella lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco
quale migliore esempio di architettura gotica in Europa,
la cattedrale esplode di magnificenza nella sua imponente
facciata di cui il delicato rosone e la statua dell'"Angelo
che sorride" raffigurano l'emblema di notorietà
internazionale.
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Con la cattedrale fanno parte del patrimonio mondiale
anche il "Palais du Tau" anticamente sede
dei banchetti dell'incoronazione dei re e custode
dei tesori della cattedrale come il talismano di Carlomagno
e la Santa Ampolla contente l'olio di origine celeste,
questa è la versione tramandata, col quale
venivano simbolicamente unti i nuovi re durante la
cerimonia dell'incoronazione e la Basilica di Saint-Remi
che affascina per l'eleganza della sua sobrietà.
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Reims si fregia del titolo di capitale dello champagne
custodendo nelle viscere del sottosuolo un reticolato
di cantine che corrono sotto il centro storico per
ben 120 chilometri. Mentre al di sopra si elevano
le prestigiose "Maisons" quali Veuve Clicquot,
Taittinger, Ruinart, Piper-Heidsieck, Mumm, Martel
, Lanson
..che ben valgono una visita per
scoprire i segreti della sua elaborazione e con la
complicità della frescura e la penombra di
vetuste volte che risalgono talvolta al XII secolo,
è d'obbligo concedersi un momento per degustare
il vino e ascoltare il produttore che racconta la
sua arte secolare. Accanto a lui, perfettamente allineate,
dormono migliaia di bottiglie nelle quali il vino
matura fino a raggiungere la sua pienezza.
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La regione propone infatti una strada turistica
dello Champagne che attraversa in lungo e largo tutti
i vigneti di quella che viene comunemente chiamata
Côte des Bar, una vera e propria quintessenza
situata a sud del dipartimento, ai confini della Champagne
e della Borgogna e che va da Bar sur Seine a Bar sur
Aube lungo un percorso di quasi 300 chilometri la
cui costante è senza dubbio lo champagne con
le visite alle "caves", una spiegazione
sulle caratteristiche e sui segreti della sua produzione,
una piccola degustazione e una bottiglia da acquistare
a prezzo imperdibile.
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Chi pensa che l'unica attrazione possa essere il
vino
cade in un grossolano errore. Il percorso
include città d'arte, antichi castelli, chiese-fortezza,
e si inseguono gli artigiani che ancora si dedicano
alle antiche lavorazioni dell'ardesia, la lavorazione
dei cristalli. Basta, infatti, ricordare le stupende
e monumentali vetrate delle cattedrali e delle chiese
per capire quanto questa attività abbia giocato
un ruolo di primaria importanza nel suo passato.
Questa terra nobile, culla di Templari e area strategica
durante le due guerre mondiali si propone anche per
i sapori della sua tradizione dove i salumi sono i
protagonisti allo stesso modo della selvaggina con
cinghiale e cervo. Che dire dei crauti allo champagne
e del pregiato tartufo?
Tra le dolci specialità va ricordata la famosa
galletta delle Ardenne, il biscotto rosa di Reims,
il Gomichon e la Rabote a base di pere la prima e
mele per la seconda. La lista può continuare
con le tante specialità tipiche che si incontrano
un po' ovunque senza tralasciare i tappi di champagne
al cioccolato.
Sicuramente il tappo di champagne più rappresentativo
è quello che si osserva con la planimetria
di Troyes e del centro storico racchiuso in una forma,
appunto, a tappo di champagne.
In origine era piuttosto il contorno di una chiesa,
ma poi il vino dei re divenne famoso al punto che
non solo le tavole dei nobili e della borghesia ne
erano confortate, perfino i religiosi sgattaiolavano
dalla cattedrale per infilarsi nei cunicoli sotterranei
fino alle cantine dei mercanti per una bevuta divina
e la logica popolare trasformò Troyes nella
città dello champagne a somiglianza di tappo
di champagne.
Un gioiello medievale, una incantevole città
di charme magistralmente ristrutturata con le sue
case a colombaio che si affrontano su piccole stradine
lastricate, le sue nove chiese e la stupenda cattedrale,
le rinascimentali vetrate e i tanti squisiti alberghi
particolari. Nella parte alta la cattedrale di San
Pietro e Paolo con il quartiere della Cité
che si allunga nel corpo con i quartieri borghesi
e dei mercanti della tela, fiorente attività
cittadina che ha visto il suo apice nel1800.
Ovunque le sue tipiche case en pans de bois, un po'
medievali e un po' rinascimentali, costruite a graticcio
nei bei colori pastello. Un vero spettacolo, oggi,
recuperato e protetto.
La cattedrale è sicuramente il vanto della
città. Tra le tante cattedrali gotiche francesi,
questa di Troyes è una delle più belle.
Una interessante facciata decorata a pizzo e all'interno
le stupende vetrate del '300 che ritroviamo anche
nella Basilica di St. Urbain, altro esempio gotico
dai portali traforati, pinnacoli e gargouilles. All'interno
una sorridente Madonna di pietra datata XVI secolo
che sorregge un grappolo d'uva.
Un primato curioso: dei novemila metri quadrati di
vetrate monumentali di tutta l'Aube, che rappresentano
un quarto del patrimonio nazionale, la sola cattedrale
di Troyes ne espone millecinquecento conquistandosi
a ragione il titolo di "Città Santa delle
Vetrate".
Un tempo capitale della tela, oggi rinomato centro
dello shopping grazie agli ex-magazzini delle fabbriche
trasformati in moderni outlet che possono offrire
ai patiti dello shopping oltre cento punti di acquisto
con oltre 200 marche di abbigliamento.
In ultimo, un consiglio per il pernottamento in città,
provare i deliziosi alberghi particolari concentrati
attorno alla cattedrale. Sono piccoli alberghi d'epoca
che vantano i pregi delle strutture di charme, dall'atmosfera
un po' retrò e un po' ricercata che non potrà
che affascinare.
Il piacere di una notte d'atmosfera la si può
trovare in tutta la regione che ben garantisce pernottamenti
privilegiati a misura di tutti: antichi castelli immersi
nei vigneti, storiche ville signorili, alberghi di
charme, alberghi particolari, residenze nobiliari
Non c'è che l'imbarazzo della scelta per un
soggiorno nella pienezza dell'arte del ben vivere.
Natale di .......Champagne
Da qualche anno Reims, insieme a Epernay e Châlons-en-Champagne
sono diventate destinazioni natalizie proponendosi
con un calendario ricco di eventi tra mercatini natalizi,
esposizioni, concerti e gioco di luci.
A Reims, fino al 13 gennaio, il Palazzo Tau
accoglierà la prestigiosa esposizione "Noël
d'Italie" con i presepi delle nostre regioni,
mentre fino al 27 dicembre la città vivrà
al ritmo del suo "Villaggio di Natale" rappresentato
da 125 chalet situati in piazza d'Erlon, lungo le
vie Condorcet e Dubois proponendo varie attività:
parate, trenino turistico, visite allo chalet di Babbo
Natale oltre naturalmente lo shopping natalizio da
vivere nella magica atmosfera dell'Avvento.
Tra gli appuntamenti si ricorda un viaggio attraverso
le corali di tutto il mondo che avranno il loro epilogo
domenica 6 gennaio con il "Concerto dei Re".
Molti ancora gli eventi in programma, va ricordato
infine, l'appuntamento del week-end in programma fino
al 16 dicembre per conoscere i prodotti tipici del
territorio e dell'artigianato locale con i Mercatini
gastronomici proposti dai comuni attorno a Reims.
Epernay
propone fino al 6 gennaio due leggendarie figure,
Babbo Natale e Saint-Nicolas nella pista di pattinaggio
mentre i giorni 14, 15 e 16 dicembre un tripudio di
luci offerto dalle case produttrici di champagne con
spettacoli di strada, concerti, fuochi d'artificio,
sfilate di vetture storiche.
Un'esposizione di presepi lillipulliani sarà
il tema offerto a Châlons-en-Champagne nella
chiesa di Notre-Dame-en-Vaux in programma dal primo
al 25 dicembre. In calendario dal 12 al 24 dicembre
"Le Noël des Géants"con un grande
spettacolo di luci e l'arrivo dei re magi per finire
con il mercatino artigianale e gastronomico.
http://www.reims-destination-noel.fr
http://www.ot-epernay.fr
http://www.chalons-tourisme.com

Info: Ente Nazionale Francese per il Turismo
http://www.franceguide.com