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DAY REPORTAGE
Europa-> Francia ->Champagne-Ardenne
Dicembre 2007
Viaggio intorno lo champagne
di Germana Druetto
 
 

Quando si dice Champagne immediatamente il nostro ricordo visivo si trasferisce al frizzante vino francese di colore dorato con tanto di bollicine. Solo in seconda battuta colleghiamo la parola alla regione del nord-est francese che gli ha donato il nome.

 

 

Terre dai grandi spazi e dai vasti orizzonti, battuta dai freddi venti del nord, la regione della Champagne-Ardenne è una terra antica che trasuda storia, cosparsa di vigneti e di duro lavoro delle sua gente, una terra generosa dove ancora oggi la cultura delle tradizioni la premia per l'eccellenza del dorato nettare, sinonimo di prestigio, il cui solo nome fa brillare gli occhi e vibrare le papille.

 

 

Si, lo champagne è consacrato in tutto il mondo firmando i momenti di festa, del lusso e dell'arte del buon vivere. Ad accrescere questa fama è occorso l'impegno, la tenacia ma soprattutto la genialità di alcune persone, che, fatto curioso trattasi di un monaco astemio e di una donna. Oggi il nome di una donna legato alla cultura del vino non stupirebbe affatto, ma se prendiamo in considerazione il periodo storico in cui si verificò il fatto, anno 1816, e l'importanza dell'innovazione da lei introdotta, tecnica ancora oggi è alla base del metodo champenoise, vale sicuramente approfondire i momenti storici salienti di questo celeberrimo vino spumeggiante.

 

La storia delle origini dello champagne ha spesso dato luogo a leggende e fatti non confermati, ma si sa che l'arte di vinificare venne introdotta dai Romani

 

Nel Medioevo, tale coltivazione era una prerogativa dei canonici che usavano i grandi poderi delle abbazie e dei conventi alla coltivazione dell'uva da cui si ricavava un vino asprinio, chiaro, mussante e di medio pregio. I vignaioli sapevano che il loro vino aveva il difetto di diventare pétillant e cercavano di limitare questa caratteristica. Una conseguenza climatica dovuta all'anticipo del freddo, che qui in queste terre a settentrione arriva nel momento in cui i grappoli non hanno ancora completato la maturazione e al quale va aggiunta la particolarità del terreno. Freddo dunque, e qualità del terreno che garantivano un vino non fermo che con facilità poteva far scoppiare la bottiglia che lo conteneva.

 

All'inizio del 1600, un giovane monaco, detto Dom Pérignon (1639-1715) arrivò nell'abbazia benedettina d'Hautvillers per occuparsi delle vigne e riorganizzare le attività in cantina. Essendo meticoloso ed oltremodo pignolo, oltre al fatto di essere astemio, così si racconta, si concentrò in maniera maniacale al compito assegnato e presto si rese conto che in realtà il difetto era una peculiarità da mettere in risalto invece di eliminare.

 

 

 

Selezionò i tipi d'uva più pregiati inventando la cuvée, ossia la scelta dei grappoli da spremere insieme e arrivò alla conclusione che il segreto della spuma stava nella rifermentazione del vino che avveniva in bottiglia con una conseguente produzione di anidride carbonica. Accortosi della gradevolezza di questo tipo di vino, decise di dedicarsi a tale produzione. Lo champagne era dunque nato.

 

 

 

Alcuni produttori intuirono che la novità e la gaia petulanza dello champagne avrebbe saputo conquistare le nobili tavole dell'epoca e il nuovo vino fu dunque prodotto con cognizione di causa, e introdotto con successo alla dissoluta corte del duca di Vendôme. A partire, poi, dal 1715, Philippe d'Orléans e le sue amanti ne decretarono definitivamente il suo successo. La marchese di Pompadour decretò che fosse il solo vino a mantenere belle le donne dopo averlo bevuto.

La fama dello champagne superò i confini francesi e venne esportato a partire dagli inizi del 1800, a grande richiesta in Russia ed in molti stati europei. Fu proprio allora che una notte del 1816, Madame Clémentine Ponsandin, vedova prematura dell'amato sposo François Clicquot, proprietario di una azienda di champagne trovò la geniale soluzione detta remuage per liberare lo champagne dalle fecce dei lieviti esausti. L'innovazione di Madame Clicquot trattasi di porre le bottiglie su appositi cavalletti (pupitre) che tengono il collo più in basso rispetto al fondo della bottiglia; la continua rotazione della stessa fa depositare le impurità prodotte dalla fermentazione in bottiglia sul tappo.

 

Col tempo venne aggiunta l'ultima fase della lavorazione detta degorgement, che consiste nel gelare il vino contenuto nel collo della bottiglia e nel togliere il tappo in modo che il deposito fuoriesca spinto dalla pressione. A questo punto il vino viene rabboccato con uno sciroppo di vino e zucchero (liqueur d'expedition). La quantità di zucchero del composto determina le caratteristiche dello spumante, da demi-sec a extra-brut. Qualora non si introduca il liquer d'expedition ma lo stesso vino, si ha uno spumante pas dosé, particolarmente secco. Lo spumante viene chiuso con il tradizionale tappo a fungo intrappolato da una gabbietta metallica per contenere la forte pressione (5 atmosfere) a cui è sottoposto.

La regione Champagne-Ardenne produce oggi, oltre 300 milioni di bottiglie su un territorio di ben 35mila ettari principalmente nella Marme, l'Aube e l'Haute-Marne differenziandosi con riguardo alle uve che sono imposte in una percentuale di pinot nero, pinot meunier e chardonnay: lo champagne ottenuto da uve a bacca bianca si chiama blanc de blancs, quello ottenuto da sole uve a bacca nera prende invece il nome di blanc de noirs.
Alle grandi Maisons produttrici, situate per lo più a Reims, Eparnay e Châlons-en-Champagne i cui nomi sono noti a livello mondiale, si affiancano i piccoli produttori che producono un numero limitato di bottiglie con marchio proprio offrendo, molto spesso, una qualità eccellente per niente inferiore a quelle super pubblicizzate.

 

Tutte le strade portano .....allo champagne

Dal re dei vini alla terra dei re di cui Reims ne è la principale testimone. Ben 24 sovrani sono stati incoronati proprio in città nella cattedrale Notre-Dame durante un periodo storico che ha le sue origini nel 496 con Clodoveo fino a Carlo X nel 1825. Inscritta nella lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco quale migliore esempio di architettura gotica in Europa, la cattedrale esplode di magnificenza nella sua imponente facciata di cui il delicato rosone e la statua dell'"Angelo che sorride" raffigurano l'emblema di notorietà internazionale.

 

 

Con la cattedrale fanno parte del patrimonio mondiale anche il "Palais du Tau" anticamente sede dei banchetti dell'incoronazione dei re e custode dei tesori della cattedrale come il talismano di Carlomagno e la Santa Ampolla contente l'olio di origine celeste, questa è la versione tramandata, col quale venivano simbolicamente unti i nuovi re durante la cerimonia dell'incoronazione e la Basilica di Saint-Remi che affascina per l'eleganza della sua sobrietà.

 

 

 

 

Reims si fregia del titolo di capitale dello champagne custodendo nelle viscere del sottosuolo un reticolato di cantine che corrono sotto il centro storico per ben 120 chilometri. Mentre al di sopra si elevano le prestigiose "Maisons" quali Veuve Clicquot, Taittinger, Ruinart, Piper-Heidsieck, Mumm, Martel , Lanson……..che ben valgono una visita per scoprire i segreti della sua elaborazione e con la complicità della frescura e la penombra di vetuste volte che risalgono talvolta al XII secolo, è d'obbligo concedersi un momento per degustare il vino e ascoltare il produttore che racconta la sua arte secolare. Accanto a lui, perfettamente allineate, dormono migliaia di bottiglie nelle quali il vino matura fino a raggiungere la sua pienezza.

 

 

La regione propone infatti una strada turistica dello Champagne che attraversa in lungo e largo tutti i vigneti di quella che viene comunemente chiamata Côte des Bar, una vera e propria quintessenza situata a sud del dipartimento, ai confini della Champagne e della Borgogna e che va da Bar sur Seine a Bar sur Aube lungo un percorso di quasi 300 chilometri la cui costante è senza dubbio lo champagne con le visite alle "caves", una spiegazione sulle caratteristiche e sui segreti della sua produzione, una piccola degustazione e una bottiglia da acquistare a prezzo imperdibile.

 

 

Chi pensa che l'unica attrazione possa essere il vino… cade in un grossolano errore. Il percorso include città d'arte, antichi castelli, chiese-fortezza, e si inseguono gli artigiani che ancora si dedicano alle antiche lavorazioni dell'ardesia, la lavorazione dei cristalli. Basta, infatti, ricordare le stupende e monumentali vetrate delle cattedrali e delle chiese per capire quanto questa attività abbia giocato un ruolo di primaria importanza nel suo passato.

Questa terra nobile, culla di Templari e area strategica durante le due guerre mondiali si propone anche per i sapori della sua tradizione dove i salumi sono i protagonisti allo stesso modo della selvaggina con cinghiale e cervo. Che dire dei crauti allo champagne e del pregiato tartufo?

Tra le dolci specialità va ricordata la famosa galletta delle Ardenne, il biscotto rosa di Reims, il Gomichon e la Rabote a base di pere la prima e mele per la seconda. La lista può continuare con le tante specialità tipiche che si incontrano un po' ovunque senza tralasciare i tappi di champagne al cioccolato.

 

 

Sicuramente il tappo di champagne più rappresentativo è quello che si osserva con la planimetria di Troyes e del centro storico racchiuso in una forma, appunto, a tappo di champagne.

In origine era piuttosto il contorno di una chiesa, ma poi il vino dei re divenne famoso al punto che non solo le tavole dei nobili e della borghesia ne erano confortate, perfino i religiosi sgattaiolavano dalla cattedrale per infilarsi nei cunicoli sotterranei fino alle cantine dei mercanti per una bevuta divina e la logica popolare trasformò Troyes nella città dello champagne a somiglianza di tappo di champagne.


 

Un gioiello medievale, una incantevole città di charme magistralmente ristrutturata con le sue case a colombaio che si affrontano su piccole stradine lastricate, le sue nove chiese e la stupenda cattedrale, le rinascimentali vetrate e i tanti squisiti alberghi particolari. Nella parte alta la cattedrale di San Pietro e Paolo con il quartiere della Cité che si allunga nel corpo con i quartieri borghesi e dei mercanti della tela, fiorente attività cittadina che ha visto il suo apice nel1800.

Ovunque le sue tipiche case en pans de bois, un po' medievali e un po' rinascimentali, costruite a graticcio nei bei colori pastello. Un vero spettacolo, oggi, recuperato e protetto.

 

La cattedrale è sicuramente il vanto della città. Tra le tante cattedrali gotiche francesi, questa di Troyes è una delle più belle. Una interessante facciata decorata a pizzo e all'interno le stupende vetrate del '300 che ritroviamo anche nella Basilica di St. Urbain, altro esempio gotico dai portali traforati, pinnacoli e gargouilles. All'interno una sorridente Madonna di pietra datata XVI secolo che sorregge un grappolo d'uva.

 

 

 

 

Un primato curioso: dei novemila metri quadrati di vetrate monumentali di tutta l'Aube, che rappresentano un quarto del patrimonio nazionale, la sola cattedrale di Troyes ne espone millecinquecento conquistandosi a ragione il titolo di "Città Santa delle Vetrate".

 

Un tempo capitale della tela, oggi rinomato centro dello shopping grazie agli ex-magazzini delle fabbriche trasformati in moderni outlet che possono offrire ai patiti dello shopping oltre cento punti di acquisto con oltre 200 marche di abbigliamento.

In ultimo, un consiglio per il pernottamento in città, provare i deliziosi alberghi particolari concentrati attorno alla cattedrale. Sono piccoli alberghi d'epoca che vantano i pregi delle strutture di charme, dall'atmosfera un po' retrò e un po' ricercata che non potrà che affascinare.
Il piacere di una notte d'atmosfera la si può trovare in tutta la regione che ben garantisce pernottamenti privilegiati a misura di tutti: antichi castelli immersi nei vigneti, storiche ville signorili, alberghi di charme, alberghi particolari, residenze nobiliari……
Non c'è che l'imbarazzo della scelta per un soggiorno nella pienezza dell'arte del ben vivere.


 

Natale di .......Champagne


Da qualche anno Reims, insieme a Epernay e Châlons-en-Champagne sono diventate destinazioni natalizie proponendosi con un calendario ricco di eventi tra mercatini natalizi, esposizioni, concerti e gioco di luci.
A Reims, fino al 13 gennaio, il Palazzo Tau accoglierà la prestigiosa esposizione "Noël d'Italie" con i presepi delle nostre regioni, mentre fino al 27 dicembre la città vivrà al ritmo del suo "Villaggio di Natale" rappresentato da 125 chalet situati in piazza d'Erlon, lungo le vie Condorcet e Dubois proponendo varie attività: parate, trenino turistico, visite allo chalet di Babbo Natale oltre naturalmente lo shopping natalizio da vivere nella magica atmosfera dell'Avvento.
Tra gli appuntamenti si ricorda un viaggio attraverso le corali di tutto il mondo che avranno il loro epilogo domenica 6 gennaio con il "Concerto dei Re".
Molti ancora gli eventi in programma, va ricordato infine, l'appuntamento del week-end in programma fino al 16 dicembre per conoscere i prodotti tipici del territorio e dell'artigianato locale con i Mercatini gastronomici proposti dai comuni attorno a Reims.


Epernay propone fino al 6 gennaio due leggendarie figure, Babbo Natale e Saint-Nicolas nella pista di pattinaggio mentre i giorni 14, 15 e 16 dicembre un tripudio di luci offerto dalle case produttrici di champagne con spettacoli di strada, concerti, fuochi d'artificio, sfilate di vetture storiche.
Un'esposizione di presepi lillipulliani sarà il tema offerto a Châlons-en-Champagne nella chiesa di Notre-Dame-en-Vaux in programma dal primo al 25 dicembre. In calendario dal 12 al 24 dicembre "Le Noël des Géants"con un grande spettacolo di luci e l'arrivo dei re magi per finire con il mercatino artigianale e gastronomico.

http://www.reims-destination-noel.fr
http://www.ot-epernay.fr
http://www.chalons-tourisme.com

 

Info: Ente Nazionale Francese per il Turismo
http://www.franceguide.com

LA REDAZIONE di DAYTRAVEL