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A sud di Livorno c’è Rosignano Solvay. E’ un paese sorto attorno al grande complesso industriale della Solvay nel quale si produce la soda e i suoi derivati. Per rendere meno dura la vita dei suoi dipendenti la società, negli anni che furono, costruì per loro molte case, un teatro, il cinema, un centro polisportivo, una scuola e tante altre opere, compreso un ospedale.
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Quando abbiamo avuto occasione di andare a Zlin ci siamo trovati di fronte ad una cosa del genere ma molto più grande, addirittura con una università, un museo dedicato alla calzatura, degli studios cinematografici, un grande ospedale e vasti opifici che una volta servivano per la produzione delle calzature. Sì perché se a Rosignano le torri di raffreddamento sono tuttora in funzione, a Zlin della Bata sono rimasti il nome e le tante importanti costruzioni a suo tempo fatte edificare, avendo trasferito la produzione nei paesi asiatici.
Si può dunque dire che Zlin (il nome della località appare nelle cronache del 1300) è nata, o se più vi aggrada, risorta con il nascere della Bata agli inizi del secolo scorso. Fu Tomas Bata che, nel suo girovagare per il mondo facendo una prolungata sosta negli Stati Uniti, ebbe modo di vedere il sistema industriale di fabbricare le calzature. Una volta rientrato nel paese natio decise di impiantare un calzaturificio, avendo individuato nell’ Argentina, il luogo dove rifornirsi di pelli e di cuoio a basso prezzo.
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Questo gli permise di stipulare un vantaggioso contratto per le forniture militari, mettendo così in moto quella macchina che, occupando migliaia di maestranze, risollevò l’economia del posto e gettò le basi di quella che oggi è una città moderna e dai contorni umani.
La città di Zlin da il nome anche alla regione (650 mila abitanti) che è collocata ai confini con la Slovacchia e l’Austria. La zona è rinomata anche per le cure dell’apparato digerente, di quello motorio, del diabete, dellarespirazione e di molte altre malattie. Cure che vengono praticate nei moderni stabilimenti termali di Luhacovice, facilmente raggiungibili da Vienna. Centri terapeutici, aggiungiamo subito, che sono contornati da hotel a tre e quattro stelle della catena Royal SPA.
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Ma andiamo con ordine. La regione di Zlin, grande come la nostra Val D’Aosta, si estende su un territorio formato da colline e da boschi che sono la delizia degli amanti di Diana
La nostra prima tappa è stata un’antica residenza nobile, a pochi chilometri dal capoluogo, trasformata in un albergodi charme -il Tuskulum- con tanto di beauty farm, piscina e parco dove rigenerare il corpo.
E’ nella sua suite presidenziale che sono state ospitate anche alcune star del nostro firmamento cinematografico, come Claudia Cardinale, in occasione del Festival Cinematografico che si svolge ogni anno a Zlin. La sala da pranzo con tanto di caminetto e mobili antichi porta appesi alle pareti gli stemmi delle famiglie nobili che vi hanno soggiornato. Tutto ti riporta al passato, anche se le camere (20 doppie e 2 suite) offrono il massimo comfort.
Zlin è famosa anche per il vicino parco e il Castello di Lesnà. Il parco ha un’estensione di 52 ettari con uno zoo nel quale vivono 240 specie di animali. All’ingresso del parco su un pannello verde sono riportate le varie aree con le piante che vi si trovano provenienti oltre che dal Vecchio Continente, dall’America e dall’Africa. Tutte aree visitate dalla famiglia Seilern, antica proprietaria del Castello che lo fece costruire nel 1887.
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Siamo di fronte ad una grande dimora storica al cui interno su pareti ricoperte di legno pregiato sono appesi trofei di caccia, quadri e armature. Negli scaffali e nelle bacheche sono conservati libri antichi oltre a oggetti provenienti un po’ da tutto il mondo. La struttura esterna è formata da guglie e balconcini che hanno del fiabesco. Dalla fine della seconda Guerra Mondiale è di proprietà dell’amministrazione civica.
Dal Castello di Lesnà a Stipa ci sono pochi chilometri. E’ in questa località che sorge la Cattedrale della Vergine Maria. Fu edificata circa 240 anni fa. Si tratta di una bella costruzione, recentemente restaurata al cui interno è custodita la statua miracolosa della Madonna.
Accanto alla chiesa si trova il convento delle Suore della Croce. Al momento ospita tre suore che provvedono anche alle necessità della cattedrale Nelle vicinanze della Cattedrale si trova anche un’antica chiesa dell’epoca romana, ormai sconsacrata.
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Passando attraverso paesi e boschi dai colori magnifici e che non ti stancheresti mai di osservare arrivi infine su un pianoro sul quale, come sbucato da uno degli angoli del West, sorge il Ranc Kostelany. Non ha nulla da invidiare a quelli americani: il saloon con tanto di tavolacce; il bancone e l’odore classico di questi tipici locali. A differenza di quelli che abbiamo avuto occasione di scoprire negli USA, il Ranc è strutturato come un albergo moderno con 36 camere arredate di tutto punto: TV satellitare, bagno rifinito in ogni particolare, climatizzatore e tanti altri accessori.
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Di fianco al corpo centrale ci sono una piccola arena per i rodei estivi e un capannone coperto nel quale danno dimostrazione della propria bravura e di quella dei cavalli (di razza americana) delle giovani amazzoni.
La tappa successiva è a Buchlovice famosa per il suo castello. Va detto subito che il castello dimostra la maestria del suo progettista, l’architetto italiano Domenico Martinelli, al quale si rivolse il vallacco Jan Dectrich Petrvald per onorare il proprio matrimonio conAnna Eleonora Colonna. Le immense sale stanno a dimostrare la opulenza del proprietario dove quadri di grande valore, come sculture e lampadari ti fanno immaginare la vita lussuosa che vi si svolgeva.
Siamo nel raggio di poche decine di chilometri dalla Cattedrale dedicata all’Assunta e ai Santi Cirillo e Metodio. Si trova a Velehrad ed è contornata da un grandissimo monastero cistercense. Sotto l’immensa chiesa si trovano i resti (visitabili) di un’antica cripta romanica.
Abbiamo detto che Zlin è contornata da colline, dobbiamo aggiungere che ad alcune decine di chilometri sorge una vetreria che nel volgere di pochi anni si è conquistata un posto importante tra quelle che producono i lavori di cristallo. E’ quella di Vizovice. Al suo attivo ci sono tutta una serie di premi anche su scala internazionale. Il che gli permette di ben competere con quelle della Boemia, come noto tra le più prestigiose del mondo. Non pensate ad una grande struttura: siamo di fronte a laboratori artigianali dove artisti/vetrai si misurano con le grandi firme del settore.
In ultimo non si perda la visita del castello arcivescovile, in stile barocco di Kromeriz, che giustamente l’UNESCO ha inserito tra il Patrimonio dell’Umanità.
Si può inserire tra le più grandi e lussuose dimore d’Europa. I suoi saloni ricchi di specchi, lampadari e soprattutto di affreschi ti colpiscono sia per la loro luminosità sia per l’ordine nel quale sono custoditi.
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Anche in questo caso si avverte la presenza, il lavoro dei nostri architetti che nella seconda metà del 1600 lo edificarono. I loro nomi: Filiberto Lucchese e Giovanni Pietro Tencalla. Con la loro opera rimediarono alle distruzioni provocate dall’ esercito svedese.
Tra le tante cose che meriterebbero ciascuna grande spazio, noi ne riferiamo solo due: l’aula del tribunale ecclesiale, nel quale le autorità religiose procedevano alle udienze contro chi violava la legge (oggi la sala è adibita alle celebrazioni nuziali), rimasta intatta e la biblioteca ricca di volumi di immenso valore, con due mappamondi e delle teche nelle quali sono custodite medaglie commemorative, tanto da essere considerate le secondo al mondo, dopo quelle del Vaticano.
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Come buona parte dei castelli anche questo dispone di cantine. Le sue hanno un’estensione di 1030 metri quadrati. Sono scavate nella roccia ad una profondità di decine di metri tanto che il vino viene conservato ad una temperatura che oscilla tra i 9 e gli 11 gradi. E’ qui che si trovano degli ottimi Muskat morasvsky, Frankoka e dello Cabernet Sauvignon.
Il viaggio nella Bassa Moravia termina qui. Abbiamo….saltato tante cose: dalla cucina dove la selvaggina e la carne hanno un largo spazio, alla birra dai più sofisticati gusti, ai dolci fatti come una volta, al calore umano che accoglie gli ospiti.
Info: Ufficio Turismo della Bassa Moravia
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