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Il giorno dell'Indipendenza si festeggia il 7
settembre, ma chi capita qui il 20 maggio assiste
a qualcosa di strano: musiche, pellegrinaggi e
danze per l'anniversaruio della morte di colui
che viene considerato il padre spirituale della
Giamaica: Bob Marley. Proprio lui, il padre della
musica reggae, l'esportatore nel mondo di suoni
e visioni dai colori caldi e caraibici, il padre,
il fratello, il profeta, simbolo e orgoglio dei
neri afroamericani. Dappertutto c'è qualcosa
che lo ricorda perché, grazie a lui, il
reggae è stato assunto ad identità
nazionale.
Chi non ama questa musica intensa è meglio
se sceglie un'altra destinazione, perché
in quel territorio pari a metà della Sardegna
è impossibile non ascoltare i suoni ritmati
e farsi coinvolgere in balli spudorati. Ma insieme
alla musica in Giamaica ci sono le spiagge bianche,
i fiumi dalle acque verdi, le foreste e i fiori
a cascata, le paludi e le grandi colline di Cockpit
Country dal loro aspetto carsico.
Le spiagge
La capitale dell'isola è Kingstone, ma
quella per i turisti è a Montego Bay (
Mobay, in tono più confidenziale) la spiaggia
più famosa, con la zona abitata che è
molto simile alle città di mare occidentali:
ci sono ristoranti, baretti, locali notturni,
mercati, negozi accattivanti, ma si trova anche
la migliore scelta di auto per percorrere l'isola.
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Proprio nel cuore della cittadina si trova il
Doctor's cave Beach, un luogo di pace e quiete
in cui fare il bagno. Se cercate qualcosa da notte
'ibiziana' andate a Negril, a una ottantina di
chilometri a sud ovest. Lì il divertimento
sfrenato è di casa. Nelle sette miglia
di sabbia bianca, mare piatto con barriera corallina
e verde vegetazione alle spalle trovate i ristorantini
tra gli alberi, i bar sulla spiaggia con musica
reggae a manetta, ma anche tramonti indimenticabili,
come quello che si ammira dalla terrazza del Rick's
café, affollatissimo in agosto, molto più
godurioso nella bassa stagione. Il paesino con
banca, supermercato e bancarelle è quasi
uno spartiacque tra la zona balneare e Negrill
Cliff, la scogliera che controlla il mare.
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Per chi invece cerca la tranquillità c'è
san Antonio che lo accoglie a braccia aperte.
La cittadina, che era un vecchio porto bananiero,
sembra si sia addormentata nel tempo e, verso
la baia, dal rio grande, scendono solo le zattere
del rafrting. Alle sue spalle la Blue Mountain
protegge le due baie gemelle di rara bellezza
con in mezzo la verdissima Navy Islands.
L'ultima spiaggia locale, a circa ottocento chilometri
da Mobay è Ocho Rios, la città-giardino
del paese. Gli alberghi sono immersi nel verde,
i parchi botanici con tutti i fiori del caribe
ti assalgono all'improvviso e le sue acque ti
portano subito in una atmosfera irreale. Non è
un caso che si chiami proprio Ocho Rios e che
qui si trovino due tra i più imponenti
fiumi dell'isola: il White River, ideale per il
rafting su zattere di bambù e il Dunn,
che scende verso il mare saltellando e formando
quelle ampie cascate alte sino a trecento metri
e che sono un altro simbolo della Giamaica.
Un tesoro di città
Tra i dieci tesori del mondo c'è Port Royal,
l'antica capitale jamaicana che, nel XVII secolo
è stata il più grande covo di pirati
e bucanieri delle Antille. L'antico villaggio
è ora in fondo al mare, a causa di un violento
terremoto avvenuto nel 1692 e i superstiti decisero
quindi di fondare una nuova città al di
là della baia: l'odierna Kingstone.
Per recuperare gli antichi tesori di Port Royal
celati dal mare ci sono parecchi incentivi turistici,
tra cui la previsione di un pontile per navi da
crociera e tour organizzati nel mondo sommerso.
Info: Jamaica Tourist Board
www.visitjamaica.com
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