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America -> Jamaica
Aprile 2006
 

Jamaica al ritmo di reggae

 

di M.V.

 
 

Il giorno dell'Indipendenza si festeggia il 7 settembre, ma chi capita qui il 20 maggio assiste a qualcosa di strano: musiche, pellegrinaggi e danze per l'anniversaruio della morte di colui che viene considerato il padre spirituale della Giamaica: Bob Marley. Proprio lui, il padre della musica reggae, l'esportatore nel mondo di suoni e visioni dai colori caldi e caraibici, il padre, il fratello, il profeta, simbolo e orgoglio dei neri afroamericani. Dappertutto c'è qualcosa che lo ricorda perché, grazie a lui, il reggae è stato assunto ad identità nazionale.

 

Chi non ama questa musica intensa è meglio se sceglie un'altra destinazione, perché in quel territorio pari a metà della Sardegna è impossibile non ascoltare i suoni ritmati e farsi coinvolgere in balli spudorati. Ma insieme alla musica in Giamaica ci sono le spiagge bianche, i fiumi dalle acque verdi, le foreste e i fiori a cascata, le paludi e le grandi colline di Cockpit Country dal loro aspetto carsico.

 

 

Le spiagge
La capitale dell'isola è Kingstone, ma quella per i turisti è a Montego Bay ( Mobay, in tono più confidenziale) la spiaggia più famosa, con la zona abitata che è molto simile alle città di mare occidentali: ci sono ristoranti, baretti, locali notturni, mercati, negozi accattivanti, ma si trova anche la migliore scelta di auto per percorrere l'isola.

 

Proprio nel cuore della cittadina si trova il Doctor's cave Beach, un luogo di pace e quiete in cui fare il bagno. Se cercate qualcosa da notte 'ibiziana' andate a Negril, a una ottantina di chilometri a sud ovest. Lì il divertimento sfrenato è di casa. Nelle sette miglia di sabbia bianca, mare piatto con barriera corallina e verde vegetazione alle spalle trovate i ristorantini tra gli alberi, i bar sulla spiaggia con musica reggae a manetta, ma anche tramonti indimenticabili, come quello che si ammira dalla terrazza del Rick's café, affollatissimo in agosto, molto più godurioso nella bassa stagione. Il paesino con banca, supermercato e bancarelle è quasi uno spartiacque tra la zona balneare e Negrill Cliff, la scogliera che controlla il mare.

 

Per chi invece cerca la tranquillità c'è san Antonio che lo accoglie a braccia aperte. La cittadina, che era un vecchio porto bananiero, sembra si sia addormentata nel tempo e, verso la baia, dal rio grande, scendono solo le zattere del rafrting. Alle sue spalle la Blue Mountain protegge le due baie gemelle di rara bellezza con in mezzo la verdissima Navy Islands.

 

L'ultima spiaggia locale, a circa ottocento chilometri da Mobay è Ocho Rios, la città-giardino del paese. Gli alberghi sono immersi nel verde, i parchi botanici con tutti i fiori del caribe ti assalgono all'improvviso e le sue acque ti portano subito in una atmosfera irreale. Non è un caso che si chiami proprio Ocho Rios e che qui si trovino due tra i più imponenti fiumi dell'isola: il White River, ideale per il rafting su zattere di bambù e il Dunn, che scende verso il mare saltellando e formando quelle ampie cascate alte sino a trecento metri e che sono un altro simbolo della Giamaica.

 

 

Un tesoro di città
Tra i dieci tesori del mondo c'è Port Royal, l'antica capitale jamaicana che, nel XVII secolo è stata il più grande covo di pirati e bucanieri delle Antille. L'antico villaggio è ora in fondo al mare, a causa di un violento terremoto avvenuto nel 1692 e i superstiti decisero quindi di fondare una nuova città al di là della baia: l'odierna Kingstone.

 

 

 

 

Per recuperare gli antichi tesori di Port Royal celati dal mare ci sono parecchi incentivi turistici, tra cui la previsione di un pontile per navi da crociera e tour organizzati nel mondo sommerso.

 

 

 

 

 

 

Info: Jamaica Tourist Board
www.visitjamaica.com

 

 

 

LA REDAZIONE di DAYTRAVEL