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America -> Ecuador
Maggio 2006
 

GUAYAQUIL
Perla del Sud Pacifico

 

di Germana Druetto

 
 

Dallo spettacolare Malecon, superbo esempio di architettura del XX secolo, ai palazzi in vetro e acciaio, la nuova immagine di una città che ha cambiato il volto. Da congestionata città portuale a capitale dell'arte contemporanea.
Guayaquil ha alle spalle una storia millenaria. Sulla sua origine vi sono diverse ipotesi che comunque si collocano tutte intorno al 1530, epoca in cui gli spagnoli fecero vela verso il Golfo di Guayaquil comandate dal famoso condottiero Pizarro.

 

La città deve il suo nome all'omonimo capo indigeno Guayas e a sua moglie Quill che lottarono fino alla morte prima di consegnarla nelle mani dei conquistatori.
Graziata da un clima tropicale e da una ubicazione felice nel omonimo golfo, adagiata sulla destra del fiume Guayas, fin dalle origini la città fu sinonimo di ricchezza legata ai traffici commerciali dell'importante porto che fungeva da polo di smistamento del cacao, caffè e banane verso l'Europa.
Da allora sono passati più secoli e oggi all'alba del ventesimo secolo, Guayaquil si riprende il titolo di "Perla del Pacifico" investendo sulla nuova grande ricchezza nazionale, il petrolio, che ha sostituito le banane e i cappelli "panama".

 

A tempo di record, la bella signora si rifà il trucco inventandosi nuove zone residenziali e d'affari, si regala un nuovo moderno e funzionale aeroporto, ridisegna l'impianto urbanistico donandosi un nuovo tracciato di viabilità con larghe strade sopraelevate sorrette da pilastri che raccontano la storia della città in monumentali e colorati graffiti in ceramica, scava nelle sue viscere e costruisce tunnel mentre eleva ponti per garantirsi una migliore viabilità.

 

Rinfresca e restaura i suoi palazzi, riprende i vecchi quartieri del Cerro Santa Ana e del Barrio las Penas e come se non bastasse, ridisegna la sponda del Rio Guayas creando l'orgoglio dei "guayaquilenos" , il Malecon 2000, spettacolare esempio d'architettura contemporanea che impressiona per la sua bellezza e magnificenza. Una elegante passerella scenografica di ben tre chilometri intervallata da piscine, giardini, club, shopping center e aree amene. Un progetto architettonico moderno dallo stile fluido ed essenziale che lontanamente ricorda il nostro Bigo a Genova.

 

E proprio nella sua parte centrale si erge maestosa La Rotonda, uno dei monumenti più caratteristici di Guayaquil raffigurante lo storico incontro tra i due "libertadores sudamericanos", Simón Bolívar e José San Martín. Il primo fu capace di liberare dall'oppressione coloniale spagnola il suo paese d'origine, il Venezuela passando poi in Colombia e Ecuador; il secondo sconfisse gli spagnoli in Cile e in Perù.
Dall'alto del podio rivolto trionfalmente verso l'avenida 9 de Octubre (dedicata alla liberazione della città avvenuta appunto il 9 ottobre 1820) guarda con compiacenza il recupero architettonico urbano di Quayaquil che giorno dopo giorno si plasma in un sapiente connubio di architettura coloniale e moderna saldandovi gruppi multietnici e pluriculturali che convivono in piena armonia con i guayaquilenos, anfitrioni per natura ma dall'ospitalità calorosa.

 

All'estremità meridionale del Malecón si scorge la statua di José Joaquín Olmedo, illustre figlio di Guayaquil, primo firmatario della dichiarazione di indipendenza, primo sindaco e poeta illustre vissuto a cavallo tra il 1700 e la metà del 1800. Non lontano si eleva la famosa Torre dell'Orologio in stile moresco, eretta per la prima volta nel 1770 e sostituita più volte da allora. Di fronte sul lato apposto, il Palacio Municipal, un edificio caratterizzato da decorazioni pittoriche abbastanza interessanti che però contrastano decisamente con la sobrietà del Palacio del Gobierno situato a lato. Entrambi i palazzi risalgono agli anni venti ma il secondo è stato ricostruito sulle ceneri del primo andato completamente distrutto in un incendio nel 1917.

 

A dividerli è il monumento dedicato alla memoria di Antonio José de Sucre, ufficiale e gran collaboratore di Bolivar nella guerra di Indipendenza. L'eroe si erge dritto e fiero sul basamento in pietra e veste l'uniforme militare.
Non lontano, proseguendo verso il centro città ecco il Parque Seminario famoso per essere popolato da famiglie di iguane che scorrazzano liberamente, motivo per cui è altresì noto come il Parque de las Iguanas. Sul lato occidentale si eleva impotente la Cattedrale che fu costruita per la prima volta nel 1547 e a seguito di incendio fu poi totalmente ricostruita e completata nel 1948. In contrasto con la sobrietà interna l'ingresso anteriore presenta molti decori.

 

Internamente la cattedrale è caratterizzata da uno stile essenziale e moderno con alte volte; splendide sono le vetrate. A qualche isolato, in direzione sud si incrocia la magnifica Plaza Rocafuerte adorna dalla fontana di ceramica azzurra, stessa tonalità che riprende i decori dell'antica chiesa di San Francisco del sedicesimo secolo.
Ritornando sull'avenida Malecon Simon Bolivar nell'estremità meridionale si scorge nella sua totale bellezza il distretto di Las Peñas, importante esempio del periodo coloniale, che si estende ai piedi del Cerro Santa Ana, in lontananza è visibile il più grande ponte del paese il Guayaquil-Durán.

 

Abbandonato il centro storico la nuova Guayaquil offre uno scenario totalmente diverso, nella parte nord quella più moderna, accanto a quartieri ancora da risistemare si mescolano maestosi grattacieli che offrono di Guayaquil un immagine di moderno progresso, di città proiettata nel ventesimo secolo e capitale economica e finanziaria.
E con prepotenza la "bella Signora del sud" si riappropria del meritato titolo di "Ritrovata Perla del Pacifico".

Info: Ufficio Turismo dell'Ecuador
www.vivecuador.com

 

 

 

 

 

LA REDAZIONE di DAYTRAVEL