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Dallo spettacolare Malecon, superbo esempio di
architettura del XX secolo, ai palazzi in vetro
e acciaio, la nuova immagine di una città
che ha cambiato il volto. Da congestionata città
portuale a capitale dell'arte contemporanea.
Guayaquil ha alle spalle una storia millenaria.
Sulla sua origine vi sono diverse ipotesi che
comunque si collocano tutte intorno al 1530, epoca
in cui gli spagnoli fecero vela verso il Golfo
di Guayaquil comandate dal famoso condottiero
Pizarro.
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La città deve il suo nome all'omonimo
capo indigeno Guayas e a sua moglie Quill che
lottarono fino alla morte prima di consegnarla
nelle mani dei conquistatori.
Graziata da un clima tropicale e da una ubicazione
felice nel omonimo golfo, adagiata sulla destra
del fiume Guayas, fin dalle origini la città
fu sinonimo di ricchezza legata ai traffici commerciali
dell'importante porto che fungeva da polo di smistamento
del cacao, caffè e banane verso l'Europa.
Da allora sono passati più secoli e oggi
all'alba del ventesimo secolo, Guayaquil si riprende
il titolo di "Perla del Pacifico" investendo
sulla nuova grande ricchezza nazionale, il petrolio,
che ha sostituito le banane e i cappelli "panama".
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A tempo di record, la bella signora si rifà
il trucco inventandosi nuove zone residenziali
e d'affari, si regala un nuovo moderno e funzionale
aeroporto, ridisegna l'impianto urbanistico donandosi
un nuovo tracciato di viabilità con larghe
strade sopraelevate sorrette da pilastri che raccontano
la storia della città in monumentali e
colorati graffiti in ceramica, scava nelle sue
viscere e costruisce tunnel mentre eleva ponti
per garantirsi una migliore viabilità.
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Rinfresca e restaura i suoi palazzi, riprende
i vecchi quartieri del Cerro Santa Ana e del Barrio
las Penas e come se non bastasse, ridisegna la
sponda del Rio Guayas creando l'orgoglio dei "guayaquilenos"
, il Malecon 2000, spettacolare esempio d'architettura
contemporanea che impressiona per la sua bellezza
e magnificenza. Una elegante passerella scenografica
di ben tre chilometri intervallata da piscine,
giardini, club, shopping center e aree amene.
Un progetto architettonico moderno dallo stile
fluido ed essenziale che lontanamente ricorda
il nostro Bigo a Genova.
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E proprio nella sua parte centrale si erge maestosa
La Rotonda, uno dei monumenti più caratteristici
di Guayaquil raffigurante lo storico incontro
tra i due "libertadores sudamericanos",
Simón Bolívar e José San
Martín. Il primo fu capace di liberare
dall'oppressione coloniale spagnola il suo paese
d'origine, il Venezuela passando poi in Colombia
e Ecuador; il secondo sconfisse gli spagnoli in
Cile e in Perù.
Dall'alto del podio rivolto trionfalmente verso
l'avenida 9 de Octubre (dedicata alla liberazione
della città avvenuta appunto il 9 ottobre
1820) guarda con compiacenza il recupero architettonico
urbano di Quayaquil che giorno dopo giorno si
plasma in un sapiente connubio di architettura
coloniale e moderna saldandovi gruppi multietnici
e pluriculturali che convivono in piena armonia
con i guayaquilenos, anfitrioni per natura ma
dall'ospitalità calorosa.
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All'estremità meridionale del Malecón
si scorge la statua di José Joaquín
Olmedo, illustre figlio di Guayaquil, primo firmatario
della dichiarazione di indipendenza, primo sindaco
e poeta illustre vissuto a cavallo tra il 1700
e la metà del 1800. Non lontano si eleva
la famosa Torre dell'Orologio in stile moresco,
eretta per la prima volta nel 1770 e sostituita
più volte da allora. Di fronte sul lato
apposto, il Palacio Municipal, un edificio caratterizzato
da decorazioni pittoriche abbastanza interessanti
che però contrastano decisamente con la
sobrietà del Palacio del Gobierno situato
a lato. Entrambi i palazzi risalgono agli anni
venti ma il secondo è stato ricostruito
sulle ceneri del primo andato completamente distrutto
in un incendio nel 1917.
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A dividerli è il monumento dedicato alla
memoria di Antonio José de Sucre, ufficiale
e gran collaboratore di Bolivar nella guerra di
Indipendenza. L'eroe si erge dritto e fiero sul
basamento in pietra e veste l'uniforme militare.
Non lontano, proseguendo verso il centro città
ecco il Parque Seminario famoso per essere popolato
da famiglie di iguane che scorrazzano liberamente,
motivo per cui è altresì noto come
il Parque de las Iguanas. Sul lato occidentale
si eleva impotente la Cattedrale che fu costruita
per la prima volta nel 1547 e a seguito di incendio
fu poi totalmente ricostruita e completata nel
1948. In contrasto con la sobrietà interna
l'ingresso anteriore presenta molti decori.
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Internamente la cattedrale è caratterizzata
da uno stile essenziale e moderno con alte volte;
splendide sono le vetrate. A qualche isolato,
in direzione sud si incrocia la magnifica Plaza
Rocafuerte adorna dalla fontana di ceramica azzurra,
stessa tonalità che riprende i decori dell'antica
chiesa di San Francisco del sedicesimo secolo.
Ritornando sull'avenida Malecon Simon Bolivar
nell'estremità meridionale si scorge nella
sua totale bellezza il distretto di Las Peñas,
importante esempio del periodo coloniale, che
si estende ai piedi del Cerro Santa Ana, in lontananza
è visibile il più grande ponte del
paese il Guayaquil-Durán.
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Abbandonato il centro storico la nuova Guayaquil
offre uno scenario totalmente diverso, nella parte
nord quella più moderna, accanto a quartieri
ancora da risistemare si mescolano maestosi grattacieli
che offrono di Guayaquil un immagine di moderno
progresso, di città proiettata nel ventesimo
secolo e capitale economica e finanziaria.
E con prepotenza la "bella Signora del sud"
si riappropria del meritato titolo di "Ritrovata
Perla del Pacifico".
Info: Ufficio Turismo dell'Ecuador
www.vivecuador.com
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