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| foto archivio"ente
nazionale tunisino per il turismo" |
Sì, certo, Hammamet la conoscono tutti, in un
modo o nell'altro: vuoi per vicende politiche,
vuoi per il suo sviluppo turistico, è un nome
noto e che sembra rappresentare la Tunisia. Ma
invece, oltre ad Hammamet c'è di più. La Tunisia,
infatti, riesce a solleticare la curiosità, spinge
a chiedersi cosa ci sarà oltre le dune, oltre
ai boschi del nord ricchi di cinghiali, tra le
ancora imponenti rovine romane di El Jem o di
Boula Regia, negli hammam misteriosi e densi di
vapori e di profumo. Ma anche tra le vie del souk
dove, tra paccottiglie per gli assetati di ricordini,
si aprono negozietti di stoffe preziose, calzaturifici
su misura, gioielleri con pendenti e collane impolverate
dagli anni e che con una lucidatina mostrano con
orgoglio la loro effige antica. Ma la Tunisia
è anche un paese moderno, con ragazze in minigonna
e ragazzi da discoteca che sembrano dei figurini.
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nazionale tunisino per il turismo" |
E' una terra affascinante e sempre all'erta,
come i falconi di El Haouaria, nella penisola
di Cap Bon che volano alti nel cielo scrutando
l'orizzonte per poi deporsi teneramente sul braccio
del loro addestratori. La zona di Cap Bon, quella
che sembra allungare le dita verso l'Italia, è
verdissima e ricca di vigneti e il vino riesce
davvero bene. E la differenza si vede subito,
quando si arriva in altre regioni, segnate da
coltivazioni di ulivo, dalla terra rossa e marrone
con i muretti secchi per delimitare file e file
di piante secolari.
Il sud e i deserti
Ma è il sud, con la diversità dei deserti, che
lascia stupefatti. Chott Jerid è vicino a Tozeur.
E' grande, immenso: non a caso una volta era tutto
mare. E del mare ha conservato il sale, infatti
è proprio un deserto salato e sotto la sua crosta
scorre l'acqua. Lì si trovano degli stupendi minerali:
cristalli di rocca, calcedonio blu, mica e molti
altri, nascosti tra la pietraia e lo strato di
salgemma.
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A Chebika, dove la strada si inerpica sino a
permettere allo sguardo di spaziare sino all'Algeria,
i bambini arrivano di corsa con i loro tesori
tra le mani: ti mostrano pietre acciottolate,
le rompono con un taglio deciso e dentro si scopre
un universo di trine bianche e sottili come solo
la natura con i suoi cristalli sa disegnare. Le
bimbette, decise e impertinenti, invece, ti vogliono
dare collane colorate fatte con il pane. I pendenti
sono pesciolini, il simbolo della fortuna. Non
a caso i pesci si trovano dipinti anche a Matmata,
con il suo paesaggio lunare e le abitazioni scavate
nella roccia. Ci abitano i 'trogloditi', un termine
che per noi suona come un'offesa e che, per loro,
stabilisce semplicemente la loro condizione, quella
di abitare all'interno delle montagne, con cucine
in ordine, viveri allineati nella dispensa, letti
al fresco e salvati dal caldo inclemente grazie
alle rocce di tufo. Deserti di sale, di roccia
e anche di sabbia. A Douz, la porta del deserto,
si va a vedere il calare del sole sulle dune,
tra le carovane che tornano in cerca di un riposo
e il verdeggiare delle oasi un po' più in là.
Le oasi sono un vero miracolo della natura. Appaiono
tutto ad un tratto, verdissime e lussureggianti,
con l'acqua che viene conservata e fatta scivolare
tra coltivazione e coltivazione perché nulla vada
disperso. E neppure un viaggio così è disperso:
rimane nel cuore, dolce come la nostalgia.
Informazioni utili:
Compagnia aerea: www.tunisair.con.tn
Sito del turismo tunisino: http://www.TunisiaOnline.com/tourism/
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