Il mensile di turismo online Luglio-Agosto 2005
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Africa -> Tunisia
giugno 2001  
Tunisia: esotico a portata di mano
 
foto archivio"ente nazionale tunisino per il turismo"

Sì, certo, Hammamet la conoscono tutti, in un modo o nell'altro: vuoi per vicende politiche, vuoi per il suo sviluppo turistico, è un nome noto e che sembra rappresentare la Tunisia. Ma invece, oltre ad Hammamet c'è di più. La Tunisia, infatti, riesce a solleticare la curiosità, spinge a chiedersi cosa ci sarà oltre le dune, oltre ai boschi del nord ricchi di cinghiali, tra le ancora imponenti rovine romane di El Jem o di Boula Regia, negli hammam misteriosi e densi di vapori e di profumo. Ma anche tra le vie del souk dove, tra paccottiglie per gli assetati di ricordini, si aprono negozietti di stoffe preziose, calzaturifici su misura, gioielleri con pendenti e collane impolverate dagli anni e che con una lucidatina mostrano con orgoglio la loro effige antica. Ma la Tunisia è anche un paese moderno, con ragazze in minigonna e ragazzi da discoteca che sembrano dei figurini.

foto archivio"ente nazionale tunisino per il turismo"

E' una terra affascinante e sempre all'erta, come i falconi di El Haouaria, nella penisola di Cap Bon che volano alti nel cielo scrutando l'orizzonte per poi deporsi teneramente sul braccio del loro addestratori. La zona di Cap Bon, quella che sembra allungare le dita verso l'Italia, è verdissima e ricca di vigneti e il vino riesce davvero bene. E la differenza si vede subito, quando si arriva in altre regioni, segnate da coltivazioni di ulivo, dalla terra rossa e marrone con i muretti secchi per delimitare file e file di piante secolari.

Il sud e i deserti
Ma è il sud, con la diversità dei deserti, che lascia stupefatti. Chott Jerid è vicino a Tozeur. E' grande, immenso: non a caso una volta era tutto mare. E del mare ha conservato il sale, infatti è proprio un deserto salato e sotto la sua crosta scorre l'acqua. Lì si trovano degli stupendi minerali: cristalli di rocca, calcedonio blu, mica e molti altri, nascosti tra la pietraia e lo strato di salgemma.

foto archivio"ente nazionale tunisino per il turismo"

A Chebika, dove la strada si inerpica sino a permettere allo sguardo di spaziare sino all'Algeria, i bambini arrivano di corsa con i loro tesori tra le mani: ti mostrano pietre acciottolate, le rompono con un taglio deciso e dentro si scopre un universo di trine bianche e sottili come solo la natura con i suoi cristalli sa disegnare. Le bimbette, decise e impertinenti, invece, ti vogliono dare collane colorate fatte con il pane. I pendenti sono pesciolini, il simbolo della fortuna. Non a caso i pesci si trovano dipinti anche a Matmata, con il suo paesaggio lunare e le abitazioni scavate nella roccia. Ci abitano i 'trogloditi', un termine che per noi suona come un'offesa e che, per loro, stabilisce semplicemente la loro condizione, quella di abitare all'interno delle montagne, con cucine in ordine, viveri allineati nella dispensa, letti al fresco e salvati dal caldo inclemente grazie alle rocce di tufo. Deserti di sale, di roccia e anche di sabbia. A Douz, la porta del deserto, si va a vedere il calare del sole sulle dune, tra le carovane che tornano in cerca di un riposo e il verdeggiare delle oasi un po' più in là. Le oasi sono un vero miracolo della natura. Appaiono tutto ad un tratto, verdissime e lussureggianti, con l'acqua che viene conservata e fatta scivolare tra coltivazione e coltivazione perché nulla vada disperso. E neppure un viaggio così è disperso: rimane nel cuore, dolce come la nostalgia.

Informazioni utili:
Compagnia aerea: www.tunisair.con.tn
Sito del turismo tunisino: http://www.TunisiaOnline.com/tourism/

 
Di Marilisa Verti
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LA REDAZIONE di DAYTRAVEL