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Un tempo era il deserto sovrastato da montagne
color ocra che in certi punti scendevano direttamente
a lambire lo specchio d'acqua cristallina o aprendosi
in lunghe spiagge di sabbia corallina. Tutto questo
succedeva prima degli anni 80. La scoperta di
questo paradiso terrestre situato nell'estremità
meridionale della Penisola del Sinai graziato
dal sole perenne, acque calde e limpidissime popolate
da coralli e da una fauna di incredibile bellezza
portò all'esplosione dell'industria turistica
che si sviluppò dal nulla attorno il piccolo villaggio
di beduini e pescatori di Sharm el-Moya. Oggi
Sharm si espande tra l'antico insediamento, il
porto di el-Moya e la moderna Naama Bay, centro
mondano per eccellenza. Qui si trova la maggior
concentrazione degli alberghi, ristoranti, pub,
negozi e discoteche e un numero imprecisato di
turisti che tocca cifre da capogiro ogni anno.
E fra questi spiccano, per primato nella classifica,
proprio i nostri connazionali tanto che a Sharm
si parla italiano e si mangia all'italiana e non
si nega un pagamento in lire per piccole spese.
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La vita turistica di Sharm si divide tra le spiagge
e i meravigliosi reef, tra tintarella e immersioni
alla scoperta degli angoli incontaminati come
il parco marino di Ras Mohammed, creato nel 83
al quale vennero annesse le zone di Nabq e di
Ras Abu Galum, e le isole di Tiran e Sanafir.
Qui la trasparenza delle acque è assoluta, una
barriera corallina che corre per chilometri lungo
tutto il Sinai con pareti di corallo che scendono
a picco nelle profondità marine dando ospitalità
ad una miriade di pesci e flora marina di suggestiva
bellezza. Non a torto, lo chiamano l'acquario
di Allah, ed è facile intuire il perché, tanta
bellezza non può che esser stata creata per compiacere
un essere superiore.
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E Dio è onnipresente qui nel Sinai tanto da aver
consegnato a Mosè le Tavole dei Dieci Comandamenti
proprio sulla sommità del Gebel Musa, il monte
Sinai che si eleva oltre duemila metri in uno
scenario suggestivo coronato da picchi che assumono
effetti cromatici di rara bellezza elevandosi
nell'aridità del deserto.
A ridosso del monte sacro sorge il monastero fortificato
di Santa Caterina da 15 secoli abitato da una
piccola comunità di monaci greco-ortodossi.
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Sorge a 1.500 metri di altezza e venne costruito
per volere dell'imperatore Giustiniano nel VI
secolo d.C. col nome di monastero della Trasfigurazione.
Solo nel IX secolo assunse il nome di Santa Caterina
in onore della martire di Alessandria. Convertitesi
al cristianesimo Caterina fu in seguito accusata
di adorare idoli pagani e condannata a morte.
Si racconta però che al momento della decapitazione
il corpo venne prelevato dagli angeli e portato
su un monte del Sinai dove qualche secolo dopo
venne ritrovato, perfettamente conservato, dai
monaci del monastero della Trasfigurazione dietro
indicazioni di un sogno. Il complesso religioso
è formato da numerosi edifici di epoche differenti,
la moschea per i viandanti musulmani, la chiesa
della Trasfigurazione sovrastata da un alto campanile
le cui campane, ogni mattina secondo la tradizione
del monastero battono 33 rintocchi per annunciare
un nuovo giorno. La parte più antica del monastero
è visibile nella cappella del Roveto Ardente,
costruita nel punto esatto dove comparve a Mosè
il roveto in fiamme, ma sicuramente di notevole
valore è la biblioteca che raccoglie una delle
più preziose collezioni di letteratura orientale,
seconda solo a quella del Vaticano e la collezione
composta da circa duemila icone risalenti al periodo
compreso tra il VI e il XIX secolo.
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Il monastero è aperto ai visitatori nei giorni
feriali ad esclusione del venerdì e offre la possibilità
di fermarsi per la notte mettendo a disposizioni
camere doppie al costo di 25 dollari. L'escursione
da Sharm el-Sheikh per il Monte Sinai ed il monastero
di Santa Caterina è programmata con inizio dell'ascesa
al monte durante la notte mediante tre ore di
camminata a piedi o in cammello per evitare la
calura del giorno ma soprattutto per essere presenti
sulla sommità all'alba, momento magico per la
particolare colorazione delle rocce.
Si scende poi lungo una scalinata di 3.500 gradini
fino al monastero di Santa Caterina. Il costo
si aggira sulle 100.000 a persona. Immancabile
poi l'appuntamento con il thè nel deserto, sempre
da Sharm è possibile, partendo nel pomeriggio,
raggiungere la sosta dei cammelli e dirigersi
verso l'interno dove si è ospiti nelle tende beduine
per gustare il thè locale avvolti nella magica
atmosfera del tramonto. Volendo ci si può fermare
per un barbecue sotto le stelle con prezzi dalle
60mila alle 80mila circa.
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