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9 Giugno 2026

Col de la Bonette: la strada da record tra Francia e questioni geografiche

Una panoramica sul Col de la Bonette, il passo delle Alpi Marittime che raggiunge i 2.715 metri e il motivo per cui il suo record viene descritto come «divide in due».

Col de la Bonette: la strada da record tra Francia e questioni geografiche

Il Col de la Bonette è uno dei passi più famosi delle Alpi Marittime e da sempre attira motociclisti, ciclisti e appassionati di strade alpine per la sua quota e per il panorama che offre. Con un valore spesso citato di 2.715 metri d’altitudine, il passo ha guadagnato una fama che pochi tratti stradali riescono a eguagliare, ma la sua posizione nel novero delle vie più alte d’Europa è accompagnata da una precisazione importante che viene descritta con l’espressione «divide in due». Questo dettaglio riguarda la definizione stessa di ciò che si intende per strada più alta e il confronto con una strada situata in Italia.

La caratteristica che alimenta il dibattito non è una misura catastale ma una questione di definizione tecnica: si parla infatti di «percorso» asfaltato quando si considera l’anello viario attorno alla vetta, anziché la semplice altezza del passo tradizionale. Questa distinzione ha permesso al Col de la Bonette di essere celebrato come una delle vie asfaltate più alte della regione, pur lasciando spazio a interpretazioni diverse che danno risalto a una strada italiana che supera la quota quando si adottano criteri alternativi.

La cifra e il contesto geografico del Col de la Bonette

La quota citata di 2.715 metri identifica il punto più elevato raggiungibile dal tracciato asfalto che collega i versanti della regione. Inserito nelle Alpi Marittimeil passo rappresenta un caposaldo per chi percorre le strade d’alta montagna in Franciaoffrendo scenari alpini caratteristici e pendenze che richiedono attenzione alla guida. La bellezza del tratto non è solo estetica: l’itinerario combina curve, tornanti e panorami che spiegano perché la strada sia definita da molti come la «regina» delle strade locali.

Definizione di «percorso» e impatto sul record

Il termine percorso è cruciale nella valutazione del primato. Considerare l’anello stradale che circonda il rilievo piuttosto che il semplice punto di passaggio modifica il metro di confronto: un tratto più esteso e progettato per raggiungere un’area panoramica può portare la quota massima del tracciato oltre la classica soglia del passo. È questa sfumatura terminologica che porta a descrivere il record come «divide in due», poiché alcuni geografi e appassionati privilegiano la quota del passo mentre altri considerano il punto più alto dell’intero tracciato asfaltato.

Il confronto con la strada italiana e le ripercussioni

Nel confronto tra Francia e Italia emerge una sorta di rivalità amichevole: la differenza sta nel criterio scelto per misurare la vetta della strada. Se si prende in considerazione il solo passo tradizionale, il Col de la Bonette mantiene una posizione di rilievo; se invece si valuta l’insieme del percorso asfaltato, la contesa può assegnare il primato a una strada italiana che raggiunge una quota maggiore secondo tale parametro. Questo tipo di disputa è priva di conseguenze pratiche, ma è significativa per gli appassionati che collezionano record e per chi organizza itinerari turistici in alta montagna.

Il valore simbolico del primato non toglie nulla al fascino e all’importanza del Col de la Bonette nelle Alpi Marittime. Che lo si consideri la strada più alta o parte di una graduatoria condivisa, il passo resta meta ambita per chi cerca un percorso impegnativo e panorami d’alta quota, con una storia di rivalità pacata tra i due versanti nazionali che aggiunge un ulteriore motivo di interesse.

Per chi pianifica una visita, la quota di 2.715 metri è un riferimento concreto: indica non solo l’altitudine raggiungibile ma anche il tipo di esperienza da aspettarsi, fatta di condizioni climatiche variabili e panorami che mostrano la complessità delle Alpi Marittime. La discussione sul primato rimane un aneddoto affascinante che sottolinea come la geografia e la lingua possano influire sulla percezione di un record.

Infine, il passo è spesso al centro di racconti e fotografie che esaltano la sua reputazione. Il termine «divide in due» è diventato, più che una disputa tecnica, una chicca narrativa che accompagna le cronache di chi attraversa il Col de la Bonette e ne celebra la doppia anima: quella di strada storica e quella di percorso d’alta quota.

Autore

Alessandro Tassinari

Alessandro Tassinari, torinese con passaporto pieno di timbri, riscrisse un percorso alpino dopo un incontro al Rifugio Garelli: oggi cura storie di viaggio in chiave narrativa. In redazione predilige longform, sostiene l'attenzione al paesaggio e conserva un taccuino logoro con mappe disegnate a mano.