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31 Luglio 2026

Come Don Alfonso 1890 valorizza i prodotti del Matese con un progetto di rigenerazione

Un viaggio tra i sapori del Matese e l'innovazione gastronomica di Don Alfonso 1890, dove tradizione e futuro si incontrano.

Come Don Alfonso 1890 valorizza i prodotti del Matese con un progetto di rigenerazione

Nel cuore della Campania, tra i monti del Matese, un progetto innovativo sta ridisegnando il futuro di due borghi storici: Castello del Matese e Letino. Al centro di questa iniziativa, Don Alfonso 1890 il ristorante stellato della famiglia Iaccarino, che ha aperto le sue cucine agli operatori del territorio per valorizzare i prodotti locali e promuovere una rigenerazione culturale e sociale.

Il tartufo nero, la patata, la segale e il miele dei Monti del Matese sono i protagonisti di questo percorso, che unisce tradizione, innovazione e sostenibilità. Un’iniziativa che non solo valorizza le eccellenze locali, ma crea anche nuove opportunità per gli operatori turistici del territorio.

La scuola-chef di Don Alfonso 1890

Sant’Agata sui Due Golfi diventa un hub formativo grazie alla scuola di cucina della famiglia Iaccarino. Qui, presso gli spazi di Don Alfonso 1890 si tengono workshop e educational sull’utilizzo di ingredienti biologici legati al progetto di rigenerazione dei borghi del Matese. Un’iniziativa supportata da importanti atenei come l’Università Federico II di Napoli, l’Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’, l’Università di Salerno e l’Università del Sannio.

Gli operatori turistici del Matese hanno l’opportunità di cucinare, assaggiare e raccontare insieme i prodotti identitari della loro terra. Grembiuli indossati, mani in pasta e segreti di cottura condivisi nella cucina del Don Alfonso 1890, che fornisce i propri metodi per trasformare la conoscenza del prodotto in competenza professionale. Un percorso che nasce dalla storia dell’azienda fondata da Alfonso e Livia Iaccarino e portata avanti oggi dai figli Mario Iaccarino e lo chef Ernesto Iaccarino.

Il progetto di rigenerazione dei borghi del Matese

L’intervento denominato ‘A tavola nel borgo’ ricade nel più ampio progetto di rigenerazione culturale e sociale dei borghi storici del Matese, sostenuto dal Pnrr. Il programma prevede 18 azioni volte a connettere i borghi di Castello del Matese e Letino alle aree naturali e alle filiere agricole delle zone, con un forte accento su pratiche biologiche, tutela della biodiversità allevata e digitalizzazione dei processi.

Un programma che sostiene interventi finalizzati alla valorizzazione del patrimonio culturale paesaggistico e identitario dei piccoli borghi, promuovendo processi di rigenerazione, sviluppo sostenibile e rafforzamento della coesione sociale. L’intero programma è documentato e consultabile sul portale ufficiale Borghi del Matese.

I prodotti protagonisti

I prodotti protagonisti del progetto sono stati scelti come chiavi narrative del territorio: la sècena/segale del Matese, già presidio Slow Food; la patata del Matese, frutto di coltivazioni d’altura; il tartufo nero del Matese, riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale della Campania; e i mieli dei prati dei Monti del Matese, che valorizzano il lavoro di cinque apicoltori a oltre 600 metri di altitudine.

Su queste basi sono nate sei preparazioni didattiche, eseguite dagli operatori guidati dalla brigata capitanata dall’executive chef Ernesto Iaccarino e dal secondo Nicola Pignatelli. Tra le creazioni, maccheroncelli di segale del Matese con carciofi, salsiccia e tartufo nero, e capretto lucano alle erbe fresche mediterranee con puré di patate del Matese e salsa chimmy churry.

Le cene degustazione e il futuro del progetto

Le due cene degustazione nel ristorante stellato hanno chiuso il percorso trasformando l’aula in convivio, con i piatti realizzati dagli operatori portati in tavola davanti agli ospiti. Un momento corale che ha unito racconto del prodotto, cucina e accoglienza.

Il percorso, avviato con un seminario itinerante il 23–25, si concluderà con l’evento finale di restituzione pubblica in programma il 24 luglio 2026. Un’iniziativa che promette di lasciare un segno duraturo nel territorio, valorizzando le risorse locali e creando nuove opportunità per gli operatori del settore.

Autore

Beatrice Beretta

Beatrice Beretta, basata a Bologna, annotò per la prima volta itinerari durante una notte al portico di San Luca: da allora coordina rubriche sui viaggi urbani. In redazione promuove reportage su mobilità sostenibile e porta con sé una mappa tascabile dei vicoli bolognesi come talismano professionale.