Situata nell’Egeo nord-orientale, l’isola di Chios si affaccia sulla costa turca di Çeşme a soli sette chilometri. Con una superficie di 842 km², è la quinta isola più grande della Grecia, ma resta poco conosciuta dai grandi flussi turistici, conservando un’autenticità quasi intatta.
Il suo paesaggio è un mosaico di testimonianze: dalla dominazione bizantina, passando per l’epoca genovese, fino al dominio ottomano. Questa stratificazione si legge nelle pietre del Kastro, il castello della città principale, dove le mura gloriose mescolano architettura bizantinaingegneria genovese e aggiunte ottomane. Passeggiando lungo il perimetro, il viaggiatore afferra secoli di storia senza bisogno di audioguide.
Storia e testimonianze architettoniche
Il periodo genovese ha lasciato un segno tangibile non solo nelle costruzioni, ma anche nei cognomi dei residenti. Ancora oggi, Colombo e Giustiniani sono tra i più comuni, ricordo vivente della Repubblica di Genova. Questi nomi trasformano la narrazione storica in una presenza quotidiana, inscritta nella vita degli abitanti più di qualunque monumento.
Le influenze bizantine si scoprono nei mosaici delle chiese e nella pianta delle strade, mentre i tratti ottomani emergono nei bazar e nei bagni pubblici. La convivenza di questi stili rende Chios un laboratorio d’arte urbana dove ogni angolo racconta una parte diversa del suo passato mediterraneo.
Mastice, il tesoro di Chios
Il vero gioiello dell’isola è il mastice una resina ricavata dal lentisco che cresce grazie a un microclima unico. La raccolta è un rituale artigianale: la corteccia viene incisa, la linfa si raccoglie a mano e si solidifica formando “gomme” di colore giallo paglierino. Questo prodotto ha finanziato la costruzione dei borghi medievali e ha sostenuto l’economia locale per millenni.
Ancora oggi, il mastice arricchisce la cucina greca: dolci aromatizzati, liquori ghiacciati e cosmetici ne sfruttano le proprietà. Assaporare un dolce al mastice o sorseggiare un cocktail di mastiha non è solo un piacere gastronomico, è una lezione di storia attraverso il palato.
Il sud di Chios sorprende con villaggi fortificati, costruiti con case strette e vicoli labirintici che formano una difesa naturale. Le torri di avvistamento, inserite nel tessuto urbano, testimoniano una strategia di sopravvivenza che ancora oggi affascina i visitatori. Le facciate recano motivi geometrici bianco-nero, un’estetica esclusiva dell’isola.
Per raggiungere Chios, è possibile volare direttamente da Atene oppure prendere un traghetto dal Pireo, con traversate notturne che permettono di risparmiare una notte di alloggio. Da Çeşme, in estate, un rapido traghetto di circa mezz’ora collega le due sponde, aprendo la possibilità di un itinerario italo-turco. I mesi migliori sono la primavera inoltrata e l’inizio dell’autunno, quando il clima è mite e le spiagge non sono sovraffollate. Anche se l’estate è vivace, l’isola rimane poco affollata rispetto a mete come Santorini o Mykonos.



