Nei giorni tra il 12 giugno e il 13 giugno le principali catene montuose delle Alpi nord-occidentali sono state teatro di una serie di incidenti mortali che hanno provocato sette vittime. Gli eventi si sono concentrati su tre montagne simbolo: il Gran Paradisoil Cervino e il massiccio del Monte Biancocon interventi di soccorso coordinati da diverse strutture italiane e straniere.
Le operazioni di recupero e le indagini sulle dinamiche sono tuttora in corso. Le autorità coinvolte includono il soccorso alpino valdostanoil plotone della gendarmerie francese specializzato in alta montagna e l’elicottero di soccorso svizzero impiegato nel Cervino. I nomi delle vittime e la descrizione degli episodi delineano un quadro drammatico e complesso che richiede ricostruzioni tecniche e verifiche.
Tragedia sul Gran Paradiso: tre uomini precipitati il 12 giugno
Il primo episodio grave è avvenuto il 12 giugno sulla parete del Gran Paradisodove tre alpinisti trentini sono precipitati mentre salivano verso la cima. I corpi sono stati localizzati grazie a un localizzatore GPS e recuperati dai soccorritori nella mattinata successiva; le operazioni di trasporto sono proseguite verso Aosta per le procedure ufficiali di identificazione. Le autorità che conducono gli accertamenti sono i finanzieri del Sagf di Entrèves, che stanno valutando la dinamica dell’incidente.
Le circostanze e le ipotesi investigative
Secondo la prima ricostruzione fornita dagli operatori del soccorso, è possibile che uno dei componenti della cordata sia scivolato intorno a mezzogiorno, trascinando con sé gli altri due. I tre alpinisti avevano passato la notte al rifugio Federico Chabod, posto a 2.750 metri, e avevano programmato la partenza notturna per raggiungere la vetta oltre i 4.000 metri. Le autorità non escludono fattori legati all’assetto della cordata, alla scelta dell’itinerario o alle condizioni del terreno.
Due vittime sulla cresta Kuffner del Mont Maudit e altri incidenti il 13 giugno
Il 13 giugno la tragedia si è estesa al versante francese del Monte Bianco: sulla cresta Kuffner del Mont Maudit, soccorritori della gendarmerie specializzata in alta montagna hanno recuperato i corpi di due alpinisti trovati lungo la cresta. Gli interventi si sono svolti con l’impiego di elicotteri e squadre di alta montagna, e le salme sono state trasportate all’obitorio di Chamonix per le procedure d’identificazione. Le cause dell’incidente sono al momento oggetto di indagine da parte delle autorità francesi in collaborazione con i colleghi italiani.
Incidente sul ghiacciaio della Brenva e sul Cervino
Nello stesso giorno si sono registrati altri due episodi mortali: sul ghiacciaio della Brenvalato Monte Bianco, il soccorso ha recuperato il corpo di un altro escursionista poi trasferito a Courmayeur per il riconoscimento; sul Cervino è deceduto un alpinista straniero sul Pic Tyndall, lungo la via normale, mentre il compagno di cordata è rimasto illeso e assistito dai soccorritori. In questo caso l’intervento ha visto la collaborazione dell’elisoccorso svizzero di Air Zermatt con il soccorso valdostano e le indagini sono affidate ai finanzieri del Sagf di Breuil-Cervinia.
Nel complesso, le circostanze ricostruite finora indicano una serie di incidenti avvenuti in contesti differenti: cadute lungo pareti ripide, possibili scariche di materiale e dinamiche in cui la scoperta dei corpi è avvenuta a distanza di ore dall’evento, dopo l’attivazione delle ricerche da parte dei familiari o di colleghi di cordata. L’insieme degli episodi ha messo sotto pressione il sistema di soccorso alpino internazionale, richiedendo coordinamento tra unità italiane, francesi e svizzere.
Le autorità continuano le indagini per chiarire ogni dettaglio: la sequenza degli eventi, le condizioni ambientali e tecniche e ogni elemento che possa spiegare perché, in poche ore, si sia registrata una simile concentrazione di tragedie sulle principali vette del versante nord-occidentale delle Alpi.



