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10 Settembre 2026

Famiglia nel bosco: scuola pubblica e weekend in famiglia per i tre bambini

I tre figli della famiglia nel bosco inizieranno a frequentare la scuola pubblica e trascorreranno i weekend con i genitori. Intanto, l'assistente sociale Veruska D'Angelo è sotto indagine disciplinare.

Famiglia nel bosco: scuola pubblica e weekend in famiglia per i tre bambini

La vicenda della famiglia nel bosco continua a tenere banco, con sviluppi significativi sia per il futuro dei tre bambini che per il ruolo dell’assistente sociale coinvolta nel caso. Dopo mesi di attesa, è stato finalmente delineato un percorso che prevede l’integrazione scolastica e incontri regolari con i genitori.

Parallelamente, l’assistente sociale Veruska D’Angelo è finita sotto la lente d’ingrandimento per presunte violazioni del codice deontologico, in un contesto già di per sé complesso e delicato.

Il nuovo percorso per i bambini

Entro una settimana, i tre minori, di cui due gemelli di 7 anni e una sorella maggiore di 9, inizieranno a frequentare la scuola pubblica. I gemelli entreranno in seconda elementare, mentre la sorella maggiore sarà iscritta in quarta. Questo passaggio rappresenta un importante cambiamento rispetto alla loro attuale collocazione nella casa famiglia di Vasto, in provincia di Chieti.

Nei pomeriggi infrasettimanali, i bambini avranno l’opportunità di incontrare i genitori sotto la supervisione di una figura esterna, probabilmente un’educatrice della struttura di accoglienza. Durante i fine settimana, invece, i bambini torneranno a casa con i genitori senza vincoli particolari, un passo significativo verso la riconciliazione familiare.

Le sfide burocratiche

Nonostante i progressi, il percorso non è stato privo di ostacoli. L’avvocato Simone Pillon, che rappresenta la famiglia, ha espresso rammarico per le lentezze burocratiche che hanno ritardato l’attuazione del provvedimento. «È tempo prezioso tolto ai bambini, che non vedono l’ora di tornare a casa anche solo per poche ore», ha dichiarato Pillon, sottolineando l’importanza di velocizzare i passaggi futuri.

Pillon ha inoltre annunciato l’intenzione di depositare un reclamo alla Corte d’Appello contro l’ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, contestando in particolare «le omissioni relative alla salute dei bambini e al rispetto dei diritti costituzionali della famiglia».

Le accuse all’assistente sociale

Mentre si definiscono i dettagli del percorso per i bambini, l’assistente sociale Veruska D’Angelo è finita sotto indagine disciplinare. Il collegio territoriale di disciplina dell’Ordine degli assistenti sociali della Regione Abruzzo ha avviato un procedimento per presunte violazioni di sei articoli del codice deontologico.

Le segnalazioni sono arrivate da due fonti: la presidente dell’Ordine, Francesca D’Atri, e gli ex legali di Catherine e Nathan, Marco Femminella e Danila Solinas. Questi ultimi hanno accusato D’Angelo di aver agito con ostilità e di non aver svolto il proprio incarico con l’imparzialità richiesta dal ruolo.

Le violazioni contestate

Tra le violazioni contestate ci sono quelle relative ai principi generali della professione tra cui l’obbligo di non esprimere giudizi di valore sulla persona in base alle sue caratteristiche o orientamenti e di non imporre il proprio sistema di valori. Inoltre, il consiglio di disciplina dovrà verificare l’eventuale violazione dell’articolo che impone il rispetto della riservatezza e del segreto professionale nei rapporti con la stampa.

L’avvocato di D’Angelo, Luca Bauccio, ha smentito l’ipotesi di una sostituzione della professionista, precisando che le è stata unicamente affiancata una collega e ribadendo che «ogni singolo atto della mia assistita è stato improntato a correttezza».

Le posizioni dei genitori

Nathan e Catherine, i genitori dei tre bambini, hanno espresso il loro disappunto per la decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila. In un videomessaggio, hanno dichiarato: «Riteniamo che questa decisione non rispetti i nostri diritti e quelli dei nostri figli». I coniugi hanno criticato il fatto che i loro figli dovranno fare avanti e indietro senza una chiara prospettiva per il loro futuro, rimanendo in una casa famiglia chissà per quanto tempo.

I genitori hanno anche espresso preoccupazione per la salute dei bambini, citando i medici che seguono i bimbi: «Hanno scritto: la salute dei bambini è a grave rischio e l’unico modo per ridurre tale rischio è riportarli immediatamente a casa. Tutto ciò è stato ignorato».

Sull’istruzione, la coppia ha annunciato l’intenzione di fare ricorso, chiedendo che venga preso in considerazione il diritto all’homeschooling. «Abbiamo scelto l’Italia per le sue libertà e i diritti che tutelano migliaia di famiglie in tutto il Paese che hanno optato per l’istruzione parentale», hanno affermato.

La speranza è che, nonostante le difficoltà, si possa trovare una soluzione che tuteli il benessere dei minori e rispetti i diritti di tutte le parti coinvolte.

Autore

Alessandro Tassinari

Alessandro Tassinari, torinese con passaporto pieno di timbri, riscrisse un percorso alpino dopo un incontro al Rifugio Garelli: oggi cura storie di viaggio in chiave narrativa. In redazione predilige longform, sostiene l'attenzione al paesaggio e conserva un taccuino logoro con mappe disegnate a mano.