Il Gran Premio d’Ungheria ha visto un episodio controverso che ha cambiato le sorti della qualifica per Lewis Hamilton. Il pilota della Ferrari dopo aver sfiorato la pole position per soli 12 millesimi, è stato penalizzato di tre posizioni in griglia per aver ostacolato Oscar Piastri della McLaren in curva 1 durante il Q3.
L’episodio che ha cambiato la qualifica
L’episodio incriminato è avvenuto durante il terzo segmento della qualifica. Hamilton, mentre era impegnato in una simulazione di gara ha ostacolato Piastri in curva 1, un’azione che la FIA ha giudicato come impeding. La penalità ha retrocesso Hamilton dalla seconda alla quinta posizione in griglia, mentre il compagno di squadra Charles Leclerc è salito in seconda posizione.
Le reazioni dei piloti
Hamilton, dopo la gara, ha ammesso la responsabilità dell’errore: “Le penalizzazioni? È stata colpa mia, non ho nulla da rimproverare al team”. Il sette volte campione del mondo ha espresso tutta la sua delusione per un weekend che, sulla carta, sembrava favorevole alla Ferrari.
La delusione della Ferrari
La Ferrari ha lasciato l’Ungheria senza nemmeno un podio, con Leclerc quarto e Hamilton quinto. Un risultato che ha lasciato molti rimpianti, soprattutto per Hamilton, che ha definito la gara un’occasione persa: “Avremmo dovuto vincere”.
Leclerc, dal canto suo, ha descritto una vettura difficile da interpretare: “È molto difficile trovare la costanza con questa vettura. La cosa davvero strana è che nelle ultime tre gare è avvenuto l’esatto contrario di ciò che ci aspettavamo”.
Le conseguenze in classifica
La delusione della Ferrari si riflette anche in classifica, dove Kimi Antonelli allunga ulteriormente, portando a 50 punti il vantaggio su Hamilton. A festeggiare è invece Lando Norris, che conquista il Gran Premio d’Ungheria davanti a Max Verstappen.
Per la Ferrari, resta soltanto la sensazione di aver lasciato per strada una delle migliori occasioni della stagione. Il prossimo appuntamento è in Olanda, dal 21 al 23 agosto, dove i piloti della Rossa cercheranno di riscattarsi.



