Salta al contenuto
6 Ottobre 2026

Guida pratica al weekend in Prosecco: strade, cantine e cultura

Scopri un percorso on the road tra Venezia e le colline del Prosecco, tra vigneti a terrazza, mulini d’acqua e cultura contemporanea.

Guida pratica al weekend in Prosecco: strade, cantine e cultura

Il weekend on the road parte dalla laguna veneziana e, in pochi chilometri, si sposta verso un territorio dove la natura e la tradizione vitivinicola si intrecciano. Il cambiamento di paesaggio è immediato: la pianura si apre a dolci salite, a vigneti che si arrampicano sulle terrazze a 35° di pendenza e a boschi che sussurrano la storia della produzione del Prosecco Superiore DOCG. L’autunno, con le ultime filate di vendemmia, regala una tavolozza di colori che rende la guida ancora più suggestiva.

Partenza da Venezia: la strada verso le colline del Prosecco

Lasciata la vivace città, la mazda CX-6e prende il volante su una rete di strade secondarie, dove il traffico si dirada e la vista si apre su vigneti a perdita d’occhio. Il veicolo, dotato di batteria da 78 kWh e autonomia di oltre 400 km, permette di affrontare il percorso senza pensare alle soste di ricarica, mentre il silenzio elettrico rende più intenso il suono del vento tra le viti. Le curve sinuose, le salite graduali e le discese rigenerative rendono la guida un’esperienza che rispecchia il ritmo lento delle colture.

Il Molinetto della Croda a Refrontolo

Una prima deviazione porta al Molinetto della Croda, antico mulino ad acqua costruito alla fine del XVII secolo. Qui, una piccola cascata alimenta la ruota, creando un micro-paesaggio dove pietra, acqua e bosco si fondono. Il sito, quasi un presepe in miniatura, racconta l’arte rurale della zona, offrendo una pausa contemplativa prima di riprendere la rotta verso i vigneti più famosi.

Rolle: il borgo che si affaccia sui filari

Proseguendo, il borgo di Rolle si apre su una vista panoramica: case in pietra, un campanile discreto e i filari che sembrano scorrere verso l’orizzonte. Qui il tempo sembra fermarsi; la vita quotidiana è ancora legata al lavoro nei vigneti, non a una scenografia per turisti. Un caffè al bar locale permette di assaporare l’atmosfera autentica e di osservare il paesaggio che cambia a ogni passo.

Tappe enogastronomiche e culturali: Valdobbiadene, Susegana e la biennale Homo Faber

Il viaggio prosegue verso Valdobbiadene, cuore della produzione del Prosecco. Qui le ciglioni si fanno più evidenti: piccole terrazze erbose aderiscono alla pendenza senza forzarla. Tra una sosta panoramica e l’altra, la Cantina Conte Collalto a Susegana si presenta come una dimora storica legata al Castello di San Salvatore. Le visite guidate mostrano come, su ogni ettaro, siano necessarie 800–900 ore di lavoro manuale per mantenere la qualità del prodotto.

Homo Faber sull’isola di San Giorgio Maggiore

Dopo aver lasciato le colline, la mazda CX-6e attraversa la laguna per raggiungere San Giorgio Maggiore, dove si svolge la biennale Internazionale “Homo Faber”. L’esposizione, curata da Es Devlin, riunisce più di 700 oggetti realizzati da artigiani di 70 paesi, con 15 installazioni che esplorano il rapporto tra luce, materia e mano umana. Il connubio tra tradizione artigianale e design contemporaneo riecheggia lo spirito dei vigneti, dove la tecnologia moderna si armonizza con pratiche secolari.

Ritornando a Venezia, il viaggio si chiude con una passeggiata sul Ponte di Rialto, dove le luci del tramonto si riflettono sull’acqua, ricordando la brillantezza della luce catturata dalla carrozzeria della mazda CX-6e. Il weekend on the road dimostra che le colline del Prosecco non sono solo un paesaggio da guardare, ma un territorio da vivere, dove ogni curva, ogni bottiglia e ogni opera d’arte raccontano una storia di passione, lavoro e innovazione.

Autore

Alessandro Tassinari

Alessandro Tassinari, torinese con passaporto pieno di timbri, riscrisse un percorso alpino dopo un incontro al Rifugio Garelli: oggi cura storie di viaggio in chiave narrativa. In redazione predilige longform, sostiene l'attenzione al paesaggio e conserva un taccuino logoro con mappe disegnate a mano.