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4 Ottobre 2026

Scopri i luoghi chiusi al pubblico durante le Giornate FAI 2026

Il FAI trasforma ottobre in una festa della scoperta, regalando accessi esclusivi a monumenti, fabbriche e dimore raramente fruibili.

Scopri i luoghi chiusi al pubblico durante le Giornate FAI 2026

Il weekend del 10 e 11 ottobre si preannuncia ricco di sorprese per gli amanti del patrimonio culturale. Le Giornate FAI d’Autunno torneranno a far brillare la Lombardia, offrendo l’opportunità di entrare in luoghi normalmente chiusi o poco noti, grazie al lavoro dei volontari e degli Apprendisti Ciceroni. In tutta la provincia saranno attivi più di 700 punti di apertura, ma tra le iniziative più significative spiccano quelle di Lodi, Crema, Melegnano e di altri centri di interesse.

Lodi e Crema: dal museo nascosto alla ferrovia industriale

In centro a Lodi, la Fondazione Cosway apre le sue porte tra via Paolo Gorini e piazza Zaninelli, invitando i visitatori a scoprire la vita poliedrica di Maria Cosway, artista e musicista del XVIII secolo. L’accesso alla biblioteca è riservato ai soci FAI, ma la visita guidata, condotta dagli Apprendisti Ciceroni, permette di ammirare gli arredi, le partiture e le opere d’arte che testimoniano il suo talento. Accanto, il monumento funebre di Cosway nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie svela un sanctuary barocco nascosto, arricchito da dettagli architettonici legati al castello federiciano.

Più a nord, a Crema, la straordinaria visita si svolge all’ex Ferriera, un recinto industriale chiuso da decenni. I partecipanti potranno esplorare gli ultimi capannoni del reparto Bulloneria, dove i volontari FAI illustreranno la storia dell’impianto, le attività produttive e la vita quotidiana degli operai, attraverso pannelli fotografici. Un momento clou sarà la presentazione, realizzata con studenti del Politecnico di Milano, di progetti di riqualificazione dell’area, seguita dalla proiezione di un breve film dedicato alla memoria della Ferrovia cremasca.

Melegnano: arte sacra e la Bolla del Perdono

Nel territorio di Melegnano, il Spazio del Perdono ospita la Bolla papale di Pio IV, restaurata con dipinti dal XVI al XVIII secolo. Una visita guidata con i volontari FAI e le guide della Pro Loco conduce alla Basilica della Natività di San Giovanni Battista, dove è possibile ammirare il battesimo di Cristo attribuito al Bergognone e l’imposizione del cappello cardinalizio a San Carlo Borromeo realizzata da suo zio, Papa Pio IV. Il percorso mette in luce la connessione tra arte, religione e potere papale, offrendo un’immersione nella storia della contrada.

Altri luoghi d’eccezione: atelier, case religiose e dimore rurali

L’offerta si completa con quattro siti nel cuore della città: l’Atelier Ricci nel Palazzo Mazzarosa, dove gli amanti dell’arte possono osservare gli spazi di lavoro dell’artista; la chiesa di Santa Maria della Rosa nota per le sue decorazioni barocche e il misterioso altare del XV secolo; Casa Giannini dimora di Santa Gemma Galgani, che accoglie i fedeli e i curiosi in un ambiente intimo arricchito da testimonianze della vita della santa; e la Fattoria Colle Verde a Matraia, che rivela le tradizioni agricole della zona con percorsi interattivi.

Il gruppo FAI Media Valle aggiunge alla lista il Convento di San Francesco a Borgo a Mozzano, candidato per il titolo di “Luogo del Cuore”, aperto a visita guidata nella giornata di domenica. In Versilia, il Villino Mezza Luna a Camaiore sarà disponibile il 11 ottobre, consentendo di esplorare l’architettura moderna di questo edificio simbolico. In entrambe le occasioni, le guide volontarie accompagneranno gruppi di appassionati, fornendo aneddoti e contestualizzando gli spazi nel più ampio quadro del patrimonio nazionale.

Dalla vita di una donna poliedrica al fascino di una fabbrica industriale, passando per opere sacre e dimore d’arte, i visitatori potranno sperimentare un viaggio unico nel tempo, accompagnati da esperti volontari e giovani interpreti.

Autore

Beatrice Beretta

Beatrice Beretta, basata a Bologna, annotò per la prima volta itinerari durante una notte al portico di San Luca: da allora coordina rubriche sui viaggi urbani. In redazione promuove reportage su mobilità sostenibile e porta con sé una mappa tascabile dei vicoli bolognesi come talismano professionale.