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16 Agosto 2026

Itinerario tra borghi medievali e Gran Sasso: alla scoperta dell’Abruzzo

Un itinerario di tre giorni tra i borghi medievali e il Gran Sasso per scoprire l'Abruzzo più autentico.

Itinerario tra borghi medievali e Gran Sasso: alla scoperta dell'Abruzzo

L’Abruzzo è una terra di contrasti, dove la natura selvaggia del Gran Sasso incontra la storia millenaria dei borghi medievali. Un viaggio tra queste meraviglie inizia con la SS80 del Gran Sasso d’Italia una delle strade più panoramiche dell’Appennino centrale. Questo itinerario, che tocca il Piccolo Tibet di Campo Imperatore, i borghi di pietra di Castel del Monte, Calascio e Santo Stefano di Sessanio, è un’esperienza indimenticabile per chi ama la natura, la storia e la buona cucina.

Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga offre una varietà di ambienti unici, dai boschi ai pascoli d’altitudine, fino alle grandi pareti rocciose del massiccio. Questo itinerario è perfetto per chi viaggia in auto e desidera combinare passeggiate nei centri storici, brevi escursioni, paesaggi di montagna e sapori della tradizione.

Giorno 1: Assergi, Campo Imperatore e Castel del Monte

La prima tappa del viaggio inizia da Assergi una frazione ai piedi del Gran Sasso e punto di accesso al versante aquilano del parco. Da qui si sale verso Campo Imperatore seguendo una strada che attraversa pascoli, valloni e pendii sempre più aperti. In alternativa all’auto, da Fonte Cerreto è possibile utilizzare la funivia, verificando sempre aperture e condizioni meteorologiche.

Campo Imperatore, spesso chiamato il piccolo Tibet d’Abruzzo offre ampi panorami verso le cime del Gran Sasso e numerosi punti di partenza per passeggiate ed escursioni. Per una visita di tre giorni, non è necessario affrontare itinerari impegnativi. È possibile fermarsi nei pressi dell’area alberghiera, osservare il paesaggio e fare una passeggiata. Chi desidera salire verso le vette più alte deve informarsi sulle condizioni dei sentieri e affidarsi, quando necessario, a una guida qualificata.

Nel pomeriggio si prosegue verso Castel del Monte un borgo arroccato a circa 1.346 metri di altitudine e inserito tra i Borghi più belli d’Italia. Il centro storico conserva vicoli stretti, passaggi coperti, archi e abitazioni in pietra che raccontano la lunga relazione tra il paese e la pastorizia. Da non perdere il Museo Civico Etnografico, dedicato agli usi e ai costumi della comunità locale.

Giorno 2: Calascio, Rocca Calascio e Santo Stefano di Sessanio

Il secondo giorno è dedicato a uno dei tratti più scenografici dell’itinerario. Da Castel del Monte si raggiunge Calascio un piccolo borgo di montagna posto a circa 1.200 metri di quota. Il paese si visita facilmente a piedi, lasciando l’auto negli spazi consentiti e percorrendo le strade del centro. Le architetture in pietra, le case addossate e la posizione panoramica restituiscono un’atmosfera raccolta, soprattutto nelle prime ore del mattino.

Da Calascio si sale verso Rocca Calascio una delle fortificazioni più celebri d’Abruzzo. La rocca sorge su uno sperone roccioso e domina l’altopiano sottostante; accanto si trova la chiesa di Santa Maria della Pietà, riconoscibile per la pianta ottagonale. L’ultimo tratto viene generalmente percorso a piedi. La salita non è lunga, ma il fondo può essere sconnesso e il dislivello si fa sentire nelle giornate calde. Una volta arrivati, vale la pena fermarsi senza fretta: la rocca, la chiesa e il panorama verso il Gran Sasso offrono uno dei punti fotografici più suggestivi dell’intero viaggio.

Nel pomeriggio si raggiunge Santo Stefano di Sessanio un borgo medievale a circa 1.251 metri di altitudine. Il paese è caratterizzato da un tessuto edilizio compatto, con abitazioni in pietra collegate da archi, vicoli e passaggi coperti. Tra i luoghi da vedere ci sono la Torre Medicea, quando visitabile, la chiesa di Santo Stefano Protomartire e le stradine del nucleo storico. Santo Stefano è noto anche per la lenticchia, un legume di piccole dimensioni coltivato sull’altopiano. Per vivere meglio l’atmosfera del paese, è consigliabile pernottare qui, invece di limitarsi a una visita veloce.

Giorno 3: paesaggi, storia e rientro

La mattina del terzo giorno può iniziare con una passeggiata nei dintorni di Santo Stefano di Sessanio. Chi desidera camminare può scegliere un percorso verso Calascio o lungo i sentieri dell’altopiano, sempre verificando la segnaletica e le condizioni del terreno. Il tratto tra Santo Stefano, Calascio e Rocca Calascio è particolarmente adatto a chi ama il turismo lento: non richiede necessariamente un’escursione tecnica, ma va affrontato con scarpe da trekking e con una valutazione realistica dei tempi.

Per completare il viaggio si può scendere verso Barisciano attraversando paesaggi più aperti e guardando la Piana di Navelli. Il paese rappresenta una tappa meno affollata rispetto alle località più conosciute e permette di concludere l’itinerario in un contesto ancora autentico. Se il tempo lo consente, merita una deviazione l’area archeologica di Peltuinum antica città dei Vestini successivamente trasformata in centro romano. I resti dell’antico abitato e il paesaggio circostante mostrano quanto la storia dell’Abruzzo sia legata ai percorsi pastorali, alle vie di transito e agli insediamenti d’altura.

Da Barisciano si può rientrare verso L’Aquila oppure proseguire in direzione della propria destinazione. Chi preferisce una giornata più rilassata può rinunciare a Peltuinum e dedicare più tempo a Santo Stefano, magari con un pranzo a base di lenticchie, pecorino e altre specialità locali.

Un itinerario di tre giorni tra borghi medievali e Gran Sasso permette di scoprire un Abruzzo fatto di grandi spazi, paesi in pietra e tradizioni ancora legate alla montagna. Campo Imperatore offre la dimensione naturale, Rocca Calascio quella monumentale, mentre Castel del Monte e Santo Stefano di Sessanio raccontano la vita quotidiana dei borghi d’altura. Il modo migliore per affrontare il viaggio è mantenere un ritmo lento, alternando visite, soste gastronomiche e brevi camminate senza voler concentrare troppe esperienze nella stessa giornata.

Autore

Beatrice Beretta

Beatrice Beretta, basata a Bologna, annotò per la prima volta itinerari durante una notte al portico di San Luca: da allora coordina rubriche sui viaggi urbani. In redazione promuove reportage su mobilità sostenibile e porta con sé una mappa tascabile dei vicoli bolognesi come talismano professionale.