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23 Ottobre 2026

Sammezzano, il gioiello moresco tra le colline fiorentine

Un viaggio in moto tra le colline toscane, alla scoperta del castello moresco di Sammezzano, delle sue 365 stanze uniche e del suo immenso parco secolare.

Sammezzano, il gioiello moresco tra le colline fiorentine

Nel cuore della Toscana, nella frazione di Leccio a Reggello, sorge il Castello di Sammezzano, un edificio che rompe ogni scheda architettonica tradizionale. Frutto di una trasformazione voluta dal marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona tra il 1853 e il 1889, il complesso si distingue per la sua estetica orientalista e per l’incredibile numero di ambienti: ben 365 stanze, una per ogni giorno dell’anno, ciascuna decorata in modo diverso.

L’itinerario consigliato parte dalle porte di Firenze, dove si imbriglia la SS67 lungo il Lungarno, per poi deviare verso nord su Via del Gignoro. Dopo aver attraversato il Parco del Mensola, la strada diventa la SP55, che sale dolcemente verso le alture di Fiesole e Castel di Poggio. Proseguendo sulla SP110 si scende in maniera fluida verso Compiobbi, si riprende la SS67 fino a Pontassieve e, da lì, si prende la panoramica SR69 che costeggia l’Arno, fino all’uscita per Leccio e al colle che ospita il castello.

Il percorso in moto: tappe e paesaggi da non perdere

Il tragitto, lungo circa 80 km, regala una sequenza di scenari variegati: dalle vedute sul centro storico di Firenze, alle colline boscose del Valdarno, fino alle famose Balze del Valdarno, formazioni di argilla e sabbia che hanno ispirato Leonardo da Vinci. Dopo l’arrivo a Sammezzano, il viaggio prosegue lungo la SP17 verso Reggello e, infine, attraversa la SP87 e la SP8, dove le Balze del Valdarno si rivelano in tutta la loro maestosità.

Curiosità per i motociclisti

Il percorso è stato indicato anche da TrueRiders come una delle mete più affascinanti per gli appassionati di due ruote. La combinazione di curve dolci, salite moderate e tratti panoramici garantisce una guida piacevole, ideale sia per chi cerca un’uscita di un giorno sia per chi vuole immergersi in un’avventura più lunga.

Le 365 stanze: un sogno orientale in terra toscana

Il vero fulcro di Sammezzano è la sua architettura moresca. Ogni stanza è una tavolozza di colori, stucchi e motivi geometrici. Tra le più celebri troviamo la Sala dei Pavoni, dove le decorazioni ricreano la coda spiegata del volatile con motivi a ventaglio, e la Sala dei Gigli, caratterizzata da arabeschi intricati e cupole a muqarnas, tipiche dell’arte islamica. Il Salone d’Ingresso accoglie i visitatori con iscrizioni in arabo e una grande semicupola decorata da un orologio che richiama i dettagli dell’Alhambra di Granada.

Il parco storico di Sammezzano, esteso su circa 65 ettari, rappresenta un ulteriore tesoro. Il marchese aveva progettato un giardino botanico dove oggi prosperano le più grandi sequoie d’Italia, tra cui le “Sequoie Gemelle” che superano i 50 metri di altezza. Il verde secolare contrasta con le vivaci tonalità del castello, creando un paesaggio quasi fiabesco.

Come accedere al castello e al parco

A causa di una complessa situazione proprietaria e dei lavori di conservazione, le aperture al interno del palazzo sono molto limitate. Le visite avvengono quasi esclusivamente durante le Giornate FAI o eventi organizzati dal Comitato Sammezzano FPXA. Chi desidera esplorare le sale deve consultare costantemente i canali del FAI o del comitato per verificare le date disponibili.

Il parco storico, invece, è accessibile tutto l’anno. I sentieri permettono passeggiate rilassanti, con viste mozzafiato sulla facciata posteriore del castello e sulle sequoie secolari. È consigliabile indossare scarpe comode e portare con sé una bottiglia d’acqua, poiché il percorso pedonale si estende per diversi chilometri.

Sammezzano rappresenta una rara combinazione di arte orientale, architettura toscana e natura rigogliosa. Che tu sia un motociclista in cerca di curve panoramiche, un appassionato di storia o semplicemente amante dei paesaggi, il castello e il suo parco offrono un’esperienza unica, capace di trasformare una giornata d’uscita in un vero e proprio viaggio nel tempo.

Autore

Beatrice Beretta

Beatrice Beretta, basata a Bologna, annotò per la prima volta itinerari durante una notte al portico di San Luca: da allora coordina rubriche sui viaggi urbani. In redazione promuove reportage su mobilità sostenibile e porta con sé una mappa tascabile dei vicoli bolognesi come talismano professionale.