Nel cuore dell’entroterra della Comunitat Valenciana, tra crinali rocciose e vallate profonde, sorge Alpuente, un piccolo comune che sembra sospeso tra due mondi lontani: quello medievale, con le sue torri e le sue mura di cinta, e quello geologico, dove le impronte di dinosauri testimoniano un passato di 150 milioni di anni. Nel 2026 il villaggio è stato inserito nella prestigiosa lista dei Los Pueblos Más Bonitos de España, un riconoscimento che ne valorizza la straordinaria combinazione di storia e natura.
Chi si avvicina a Alpuente non può non notare la sua sagoma appuntita, arroccata su un’altura difensiva. Le torri risalenti all’XI e XII secolo dominano il paesaggio, testimonianza di un passato di conflitti di confine e di una strategia militare ancora evidente. Non si tratta di una semplice decorazione: ogni pietra è parte di una fortezza vivente, concepita per resistere a lungo e che oggi accoglie i visitatori con un fascino austero ma accogliente.
Il patrimonio medievale di Alpuente
L’architettura difensiva del borgo si completa con la Torre-Porta dell’Alhama, costruita nel XIV secolo e che un tempo segnava l’ingresso principale al villaggio. Passare sotto il suo arco è come attraversare una soglia temporale, entrando in un perimetro che ha conservato intatta la sua identità per secoli. Vicino alla torre si erge la chiesa di Nuestra Señora de la Misericordia, opera che si sviluppò dal XIII al XV secolo mescolando elementi romanici e gotici, con un campanile ottagonale che arricchisce lo skyline del paese.
L’acquedotto a dodici archi
Un gioiello poco conosciuto ma di grande importanza è l’acquedotto medievale, lungo più di 260 metri e caratterizzato da una serie di archi ogivali. Dei tredici archi originali ne rimangono ancora dodici, perfettamente conservati, a testimoniare l’ingegneria avanzata dei costruttori dell’epoca. A differenza di altre strutture analoghe, qui si può ammirare la maestria dell’opera in piena tranquillità, senza la folla delle mete turistiche più frequentate.
Dinosauri e geologia: 150 milioni di anni sotto i piedi
Il terreno di Alpuente custodisce un tesoro ancora più antico: le tracce di dinosauri risalenti al Giurassico superiore. I siti di Corcolilla e Cañada París hanno rivelato impronte tridattili di dinosauri bipedi e una lunga pista attribuita a un grande sauropode. Queste testimonianze mostrano come la penisola iberica fosse un paesaggio completamente differente 150 milioni di anni fa, popolato da colossi preistorici.
Per comprendere appieno l’importanza di questi ritrovamenti, il Museo Paleontológico de Alpuente (MUPAL) raccoglie fossili, ricostruzioni e materiale documentario provenienti dai siti di Corcolilla e La Losilla. Installato in una ex cappella del XVI secolo, il museo, seppur di dimensioni contenute, offre una narrazione chiara e ben curata, permettendo al visitatore di collegare le impronte viste in loco con la storia evolutiva dei dinosauri.
Il percorso paleontologico guidato
Per chi desidera un’esperienza più strutturata, è disponibile un pacchetto paleontologico che comprende la visita alla Sala di Ricostruzione, al museo stesso e ai due siti di impronte. Ideale per famiglie e per chi vuole approfondire senza doversi orientare autonomamente, il percorso è organizzato dalla Comunitat Valenciana e prevede guide esperte che spiegano l’importanza scientifica di ogni traccia.
Come inserire Alpuente in un itinerario valenciano
Il punto di partenza più comodo è la città di Valencia, facilmente raggiungibile con voli diretti da numerosi aeroporti italiani. Da lì, l’autostrada CV-35, proseguendo verso Llíria e Ademuz, conduce a Titaguas, dove si devia sulla CV-345 per una strada panoramica che culmina nel borgo. Il viaggio in auto dura circa un’ora e mezza, regalando cambi di vegetazione e luce che rendono il tragitto un piacere visivo.
I collegamenti pubblici verso l’entroterra sono scarsi, perciò il noleggio di un’auto rimane la soluzione più pratica. Una visita di una giornata permette di esplorare le torri, l’acquedotto e la chiesa con calma; chi vuole includere il percorso paleontologico dovrebbe prevedere almeno due giorni per non affrettare l’esperienza. La presenza di Los Pueblos Más Bonitos rende Alpuente una tappa consigliata per chi vuole allontanarsi dalle mete costiere più affollate e vivere un itinerario unico in cui epoche diverse si intrecciano nello stesso spazio.



