Nascosto tra i boschi della Valle Po, Balma Boves è un borgo di pietra che sembra essersi fermato nel tempo. Costruito sotto un’imponente parete rocciosa del Monte Bracco questo antico villaggio racconta storie di vita contadina e di adattamento all’ambiente montano.
Situato a 652 metri di altitudine Balma Boves è un gioiello architettonico che si fonde perfettamente con il paesaggio circostante. Le sue case, stalle e ambienti di lavoro conservano ancora le tracce della comunità che vi ha vissuto fino agli anni Sessanta prima di essere trasformato in un borgata museo.
L’architettura unica di Balma Boves
Il nome Balma Boves deriva dal termine balma che indica una cavità o un riparo naturale sotto la roccia. Questa conformazione ha permesso di creare un insediamento unico, adattando gli edifici alla forma del monte. Ogni spazio aveva una funzione precisa: fienili, depositi per gli attrezzi, fontane, un antico forno, ricoveri per gli animali e locali per l’essiccazione delle castagne.
Il borgo rappresenta un esempio eccezionale di architettura rurale montana dove acqua, pietra, boschi e terreni coltivabili erano risorse preziose. La disposizione degli spazi riflette un sistema pensato per sfruttare al meglio ciò che la montagna e il territorio offrivano, creando un microcosmo agricolo autonomo.
Le origini e la storia di Balma Boves
Le origini precise di Balma Boves non sono documentate con certezza, ma il sito risulta abitato almeno dal Settecento. La presenza dell’uomo sul Monte Bracco è però molto più antica: poco oltre il borgo, un sentiero conduce a Rocca la Casna una sporgenza panoramica con incisioni rupestri, tra cui figure antropomorfe.
La vita della comunità ruotava intorno all’agricoltura, all’allevamento e alle risorse del bosco. Casa e lavoro erano strettamente legati, con spazi domestici che convivevano con quelli destinati agli animali, agli attrezzi e alla lavorazione dei prodotti della terra. Il castagno aveva un ruolo importante nell’economia locale, con i suoi frutti lavorati negli essiccatoi e il forno, le fontane e altri ambienti di servizio che contribuivano a rendere il borgo il più possibile autonomo.
Come arrivare a Balma Boves e informazioni utili
Balma Boves si raggiunge a piedi attraverso diversi sentieri che partono dalla zona di Sanfront. Chi arriva in auto può lasciare il veicolo nei parcheggi predisposti vicino agli accessi. Uno degli itinerari più semplici parte dal cimitero della frazione Rocchetta di Sanfront e prosegue lungo una mulattiera, richiedendo circa 35 minuti.
Un’alternativa più escursionistica attraversa il bosco di castagni partendo nei pressi della vecchia centrale idroelettrica di Rocchetta e richiedendo circa 25 minuti. La visita esterna della borgata museo è libera durante tutto l’anno, mentre per accedere agli interni è necessario fare riferimento ai periodi e agli orari delle visite guidate.
Per le persone con disabilità motoria, l’accesso presenta alcune difficoltà. Previa autorizzazione del Comune, è possibile avvicinarsi in automobile fino a circa 500 metri dal sito, ma l’ultimo tratto resta su una mulattiera con fondo in pietra e può risultare impegnativo.



