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16 Settembre 2026

Scopri i colori d’autunno delle Langhe con un percorso di due giorni

Un itinerario di due giorni per ammirare il foliage delle Langhe, passando per La Morra, Barolo, Barbaresco e Grinzane Cavour.

Scopri i colori d’autunno delle Langhe con un percorso di due giorni

Le colline delle Langhe si trasformano in un mosaico di tonalità autunnali quando le foglie dei vigneti passano dal verde al giallo, al rame e infine al rosso. Questo spettacolo cromatico rende la zona uno dei paesaggi più fotografati del Piemonte, ideale per chi desidera combinare natura, gastronomia e cultura in un breve weekend.

Il periodo ideale per vivere il foliage

Non esiste una data fissa che garantisca il massimo dei colori: le variazioni climatiche influenzano l'andamento di ogni anno. In media, la seconda metà di ottobre e i primi giorni di novembre sono il momento in cui le tonalità più intense si manifestano. A metà ottobre i filari iniziano già a virare verso il giallo dorato; nelle due-tre settimane successive le sfumature si scuriscono, passando al rame e al rosso.

Come tenere sotto controllo la situazione

Per evitare brutte sorprese, è consigliabile consultare le webcam locali o le immagini recenti pubblicate dalle strutture turistiche poco prima della partenza. Un velo di pioggia o un vento precoce possono far scendere le foglie prima del previsto, rendendo più difficile cogliere il picco del foliage.

Itinerario consigliato: da La Morra a Grinzane Cavour

L'itinerario è pensato per essere completato in due giorni con l'auto come mezzo più comodo per spostarsi fra i vari borghi. Ogni tappa offre panorami unici, opportunità di degustazione e tappe culturali, il che rende il viaggio adatto a famiglie, coppie o viaggiatori solitari.

Giorno 1 – La Morra, Barolo e dintorni

Partendo da La Morra dirigetevi verso il famoso belvedere di Piazza Castello. Da qui è possibile osservare a 360° i filari che si estendono a perdita d'occhio, con in lontananza l'arco alpino. Scendendo a piedi lungo i sentieri laterali, si può attraversare il paesaggio vignicolo più caratteristico della zona.

Proseguite verso Barolo dove il Castello Falletti ospita il WiMu – Museo del Vino. Anche se il museo è al chiuso, le strade che circondano il villaggio regalano vedute spettacolari sui filari d'autunno. Tenete presente che la Cappella del Barolo, chiusa per lavori fino all'autunno 2026, può essere sostituita da una breve sosta panoramica.

Giorno 2 – Barbaresco, Neive e Grinzane Cavour

Il secondo giorno inizia con Barbaresco dominato dalla sua imponente torre medievale. Salite sulla terrazza per ammirare la valle del Tanaro, il Roero e il Monferrato, tutti ricoperti da vigneti colorati. Da Barbaresco è facile percorrere a piedi la tratta “Bar to Bar”, un anello escursionistico che attraversa i vigneti UNESCO tra Barbaresco e Barolo.

Continuate verso Neive il cui borgo si affaccia su una delle colline più alte della zona. Qui il centro storico offre scorci pittoreschi e numerosi punti di sosta per gustare la tipica cucina piemontese.

L'ultima tappa è Grinzane Cavour dove il castello dell'XI secolo, legato al Conte di Cavour, ospita il Museo delle Langhe e l'Enoteca Regionale. La “Vigna del Conte”, adiacente al castello, permette di combinare visita culturale e panorami di vigneti in piena stagione autunnale.

Strada Romantica e percorsi a piedi opzionali

Chi ha più tempo può includere un tratto della Strada Romantica delle Langhe e del Roero un percorso di oltre 100 km che collega 11 località, tra cui Vezza d'Alba, Magliano Alfieri e Mombarcaro. Per un weekend, è consigliabile scegliere solo alcuni tratti panoramici e alternarli a soste nei borghi.

Un'alternativa molto apprezzata è il sentiero “Bar to Bar”, diviso in sette tappe. Camminare tra i filari, fermandosi a bere un bicchiere di Barolo o Barbaresco, permette di vivere il foliage in modo più intimo rispetto al viaggio in auto.

Pianificando con attenzione le date e le tappe, è possibile godere appieno del fascino unico di questo paesaggio vitivinicolo.

Autore

Beatrice Beretta

Beatrice Beretta, basata a Bologna, annotò per la prima volta itinerari durante una notte al portico di San Luca: da allora coordina rubriche sui viaggi urbani. In redazione promuove reportage su mobilità sostenibile e porta con sé una mappa tascabile dei vicoli bolognesi come talismano professionale.