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19 Luglio 2026

Scopri i laghi, i sentieri e le terme della Carinzia

La Carinzia è una destinazione che conquista il cuore. Scopri perché tornamo sempre qui, tra laghi cristallini, sentieri lenti e terme rigeneranti.

Scopri i laghi, i sentieri e le terme della Carinzia

La Carinzia è una di quelle destinazioni che ti conquistano al primo sguardo e ti richiamano indietro, quasi senza che te ne accorga. Per noi è diventata una meta ricorrente, un luogo dove il tempo sembra fermarsi e il relax è garantito.

Questa volta siamo tornati al Karawankenhof a Warmbad Villach lo stesso hotel che ci aveva incantati durante una vacanza natalizia. Rivederlo sotto la luce estiva, con i bambini un po’ più grandi e una nuova stagione della nostra vita, è stato come richiudere un cerchio. Le terme erano le stesse, i corridoi erano gli stessi, ma tutto il resto era cambiato.

Dove si trova la Carinzia e perché sceglierla per l’estate

La Carinzia è il Land più a sud dell’Austria, incastonato al confine con Italia e Slovenia. Per noi italiani è comoda e facile da raggiungere: da Tarvisio e dal Friuli Venezia Giulia ci si arriva in auto in poco più di un’ora. Inoltre, dalla tarda primavera esiste anche un volo diretto da Roma a Klagenfurt che rende tutto ancora più semplice.

Quello che ci ha sempre colpito della Carinzia è il contrasto tra la sensazione di essere lontani da casa e la facilità con cui ci si sente a proprio agio. La regione viene chiamata scherzosamente il meridione d’Austria e capisci perché appena arrivi: il clima è più mite, la luce è diversa, quasi mediterranea, e c’è quell’anima Alpe Adria che mescola Austria, Italia e Slovenia in un modo unico.

I laghi della Carinzia: un paradiso di acqua e natura

Se c’è una cosa che rende la Carinzia diversa da qualsiasi altra meta alpina, sono i suoi laghi. Sono più di duecento quelli balneabili sparsi per la regione, e in piena estate l’acqua di molti arriva anche intorno ai 28 gradi. Ma chiamarli semplicemente “laghi” è quasi riduttivo. Sono piccoli ecosistemi di vacanza a sé stanti, dove si può fare di tutto, dal kayak allo stand up paddle, dalla vela al windsurf.

Il Faaker See ha probabilmente il colore più incredibile che abbiamo visto in tutta la Carinzia, quel turchese acceso che sembra ritoccato in post produzione e invece è semplicemente così, dal vivo, circondato da montagne che sembrano fare da quinta scenica. Il Wörthersee è il più famoso, e si capisce perché appena ci arrivi: Klagenfurt sulle rive, un’atmosfera che alterna spiagge eleganti, locali affacciati sull’acqua e passeggiate che si allungano fino a sera.

Il Weissensee è la scelta giusta se quello che cerchi è il silenzio, un lago più selvaggio, meno frequentato, dove la natura sembra avere ancora l’ultima parola. L’Ossiacher See è pensato per chi non riesce a stare fermo un attimo, con percorsi ciclabili e sport acquatici praticamente ovunque tu guardi. E poi c’è il Millstätter See che consiglierei a chi cerca tramonti lunghi e un po’ di romanticismo.

Una delle cose che continuiamo ad apprezzare della Carinzia, viaggio dopo viaggio, è che qui non ci si annoia mai davvero. Gli Slow Trails sono forse i sentieri che raccontano meglio lo spirito di questa regione: percorsi facili, spesso vicino ai laghi, pensati per camminare senza fretta, fermarsi quando serve, guardarsi intorno senza il cronometro mentale di chi deve arrivare in cima entro una certa ora.

La bicicletta funziona benissimo, con piste che collegano laghi, borghi e vallate, spesso percorribili anche con le e-bike. Se ami la mountain bike, però, il nome da segnare è lake.bike il progetto che dal 2016 raccoglie e cura tutti i sentieri per mountain bike della zona di Villach, Faaker See e Ossiacher See.

Sul fronte castelli, il Castello di Hochosterwitz resta uno dei posti più sorprendenti che abbiamo visitato in tutta la zona, e forse in tutta l’Austria. Costruito su una roccia alta circa 160 metri, ci si arriva attraversando quattordici porte fortificate, una dopo l’altra, in un percorso che sembra uscito da un libro illustrato per bambini.

Il Castello di Landskron vicino a Villach, è invece perfetto se viaggi con bambini al seguito, grazie agli spettacoli con i rapaci che tengono incollati sia i piccoli che gli adulti.

Cosa vedere in Carinzia: città e borghi che meritano una sosta

Klagenfurt il capoluogo, merita una passeggiata con calma tra Alter Platz e il centro storico, dove quell’impronta rinascimentale tradisce chiaramente l’influenza di architetti italiani arrivati qui secoli fa. E poi c’è Minimundus il parco delle miniature dove si fa il giro del mondo in un pomeriggio.

Villach è più vivace, con vicoli e piazze in cui è piacevole perdersi senza una meta precisa, magari fermandosi a bere qualcosa in uno dei tanti locali all’aperto. Ed è anche un ottimo punto d’appoggio per esplorare i dintorni, come abbiamo fatto noi stando proprio a Warmbad Villach, a due passi dal centro ma già immersi nel verde.

Gmünd borgo medievale conosciuto come la città degli artisti, è una tappa diversa dal solito, tra atelier, gallerie e botteghe creative che raccontano un lato della Carinzia più artigianale e meno da cartolina.

La Carinzia non è fatta solo di laghi e sentieri. È anche, e forse soprattutto per noi, una regione costruita per il relax vero, quello che non richiede sforzo. Le nostre ultime due volte le abbiamo passate al Karawankenhof di Warmbad Villach, che ha accesso diretto alle Kärnten Therme: circa 11.000 metri quadrati tra piscine interne ed esterne, aree relax, saune e trattamenti benessere.

La prima volta ci eravamo stati d’inverno, con la neve che cadeva fuori dalle vetrate e il vapore delle piscine all’aperto che si mescolava al freddo pungente. Tornarci d’estate è stata un’esperienza completamente diversa nella forma, con il sole che scaldava i lettini e i bambini che entravano e uscivano dall’acqua senza sosta.

Questa volta ci siamo anche concessi trattamenti benessere che rimandavamo da tempo: la Kryo Suite, la camera del freddo del centro salute del resort, che arriva fino a -110°C. La seconda è stata l’IHHT, la terapia intervallata di ipossia e iperossia. È un po’ come fare allenamento in altitudine senza muovere un muscolo.

La cucina carinziana racconta lo stesso incontro di culture che si respira in tutta la regione, un crocevia tra Austria, Italia e Slovenia che si sente più a tavola che altrove. Il piatto che vale davvero la pena provare sono i Kärntner Kasnudeln ravioli ripieni di ricotta, patate ed erbe aromatiche, serviti spesso con burro fuso e una spolverata di erba cipollina.

L’offerta ricettiva qui è ampia quanto vario è il modo in cui si può decidere di vivere la vacanza: campeggi immersi nella natura per chi cerca un contatto più diretto con l’ambiente, appartamenti vacanza per chi preferisce l’autonomia, bed & breakfast e pensioni a conduzione familiare, agriturismi tradizionali, family hotel pensati apposta per chi viaggia con bambini, resort wellness per chi mette il relax al primo posto.

Se hai intenzione di visitare più di un’attrazione durante il soggiorno, la Kärnten Card può valere la pena: dà accesso gratuito o agevolato a oltre cento esperienze in tutta la regione, tra funivie, musei, castelli, battelli e attrazioni pensate per le famiglie.

Dopo quattro viaggi qui, una cosa l’abbiamo capita, e forse è la sintesi più onesta che possiamo offrirti: in Carinzia non si torna perché non si è finito di vedere tutto quello che c’è da vedere. Si torna perché certi posti, certe terme, certi laghi, restano un punto fermo a cui tornare a stare bene, magari in una stagione diversa, con figli più grandi, con una vita un po’ cambiata rispetto all’ultima volta, ma con la stessa identica voglia di rallentare che ci ha catturati la prima volta.

Autore

Beatrice Beretta

Beatrice Beretta, basata a Bologna, annotò per la prima volta itinerari durante una notte al portico di San Luca: da allora coordina rubriche sui viaggi urbani. In redazione promuove reportage su mobilità sostenibile e porta con sé una mappa tascabile dei vicoli bolognesi come talismano professionale.