Il Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI) organizza, per la quindicesima volta, le Giornate FAI d’Autunno il 10 e 11 ottobre 2026. L’iniziativa apre al pubblico più di 700 spazi, ma l’attenzione di quest’anno è rivolta in modo speciale alla Toscana, con trenta aperture che spaziano da antiche chiese a laboratori artigianali, da musei a cantieri industriali. L’obiettivo è duplice: valorizzare il patrimonio storico-artistico e promuovere il Made in Italy attraverso la scoperta di mestieri tradizionali e eccellenze produttive.
Le 30 aperture toscane: un itinerario tra storia, arte e artigianato
Firenze apre le sue porte con la visita guidata dell’ex chiesa di San Carlo dei Barnabiti, un esempio di architettura barocca poco conosciuto, e con il Palazzo della Banca d’Italia, dove le sale neoclassiche ospitano una collezione di documenti finanziari storici. Accanto, Palazzo Gualfonda, sede di Confindustria Toscana, accoglie i visitatori desiderosi di scoprire la storia industriale regionale.
Prato e Montemurlo: filati e vini di eccellenza
A Prato, la Fabbrica Lucchesi espone il suo archivio di oltre un secolo di filati pregiati, testimonianza di una tradizione tessile che ha vestito le passerelle internazionali. A Montemurlo, Villa Strozzi, dimora dei Marchesi Pancrazi, apre le sue sale per far conoscere la produzione del raro Pinot Nero, un vino unico nel panorama toscano.
Dal Casentino alle Colline Metallifere: archeologia e minerali
Il Museo Archeologico del Casentino offre una panoramica delle civiltà pre-romane della regione, mentre la miniera di calcite nera di Gerfalco, situata sulle Colline Metallifere, svela le tecniche di estrazione che hanno alimentato l’industria metallurgica per secoli. Entrambi i siti sottolineano l’importanza del patrimonio ambientale in chiave educativa.
Livorno, Camaiore e Chianti: architettura e viticoltura
Livorno accoglie la Palazzina Zalum, esempio di architettura liberty, e Camaiore mette a disposizione il Villino Mezza Luna, dimora signorile del primo Novecento. Nel cuore del Chianti, la Badia a Coltibuono propone una visita alla cantina storica, dove la tradizione vitivinicola si fonde con pratiche agrarie sostenibili.
Lucca, Pisa e Pistoia: arte sacra e musica antica
Lucca si arricchisce di tre tappe: l’Atelier Ricci all’interno del Palazzo Mazzarosa, dove la sartoria artigianale rivive tra gli affreschi seicenteschi; Casa Giannini, un laboratorio di restauro; e la Chiesa di Santa Maria della Rosa, custode di pregevoli opere barocche. A Pisa, la Chiesa di Sant’Antonio in Qualquonia si apre per rivelare affreschi medievali finora inaccessibili.
Pistoia: organi e conventi
L’Accademia d’Organo ‘Giuseppe Gherardeschi’ permette di ascoltare e comprendere la costruzione di strumenti musicali antichi, mentre il Complesso di San Filippo offre una visita guidata tra cloister e botteghe artigianali, dimostrando come la musica e la lavorazione del legno si siano intrecciate nella storia locale.
Altre tappe d’eccezione in Italia: dal Piemonte alla Calabria
Al di fuori della Toscana, le Giornate FAI d’Autunno includono la Fabbrica della Felicità-Leone 1857 a Collegno, museo immersivo che racconta la nascita di una delle caramelle più amate d’Italia. A Fiorenzuola d’Arda, il MAE Museum narra la trasformazione della fibra acrilica in fibra di carbonio, un percorso che collega la chimica al design industriale. A Roma, Palazzo Piacentini, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, espone la vetrata policroma «Carta del Lavoro» di Mario Sironi, simbolo della sinergia tra arte e politica.
Sud Italia: tradizione e innovazione
Nel sud, il Lanificio Leo a Soveria Mannelli mantiene viva una tradizione tessile secolare integrandola con tecnologie moderne, mentre l’Istituto e Museo Artistico Industriale Filippo Palizzi a Napoli custodisce l’eredità della Real Fabbrica di porcellana di Capodimonte, dimostrando come la manifattura artistica possa dialogare con il turismo culturale.
Le attività sono gratuite, con contributo volontario, e sono supportate da più di 9.000 giovani volontari, gli Apprendisti Ciceroni che accompagnano i visitatori fornendo storie, curiosità e contesti locali. La presidente del FAI Toscana, Rosita Galanti Balestri, ha definito l’evento “una preziosa occasione per scoprire i tesori del territorio”. L’assessora alla cultura regionale, Cristina Manetti, ha sottolineato che “il patrimonio culturale vive davvero quando diventa patrimonio condiviso”.



