Il Passo della Cisa situato a 1.041 metri di altitudine è un valico che unisce Emilia-Romagna e Toscana offrendo un’esperienza unica per gli amanti della moto. Questo percorso storico, parte della Via Francigena è un mix perfetto di curvepaesaggi e tradizione.
Partendo da Pontremoli in Lunigiana la Strada Statale 62 inizia a salire, immergendo i motociclisti nel verde dell’Appennino. Le curve diventano sempre più frequenti, offrendo un ritmo di guida tipico delle strade appenniniche, adatto sia a moto turistiche che a naked.
Il Passo della Cisa: storia e panorami
Il Passo della Cisa è un luogo ricco di storia, noto in passato come Monte Bardone. Oggi, oltre a essere un punto di passaggio per i motociclisti, è anche un luogo di pellegrinaggio grazie al Santuario della Madonna della Guardia costruito tra il 1919 e il 1922.
Arrivati al valico, a 1.041 metri si può ammirare il panorama che spazia tra la Val di Magra e la Val Taro. Una sosta al Bar Cisa è d’obbligo prima di affrontare la discesa verso Parma.
La discesa verso Parma: un’esperienza unica
La discesa verso Parma offre un’esperienza di guida diversa rispetto alla salita. Le curve diventano più serrate e il paesaggio cambia, passando da boschi a vallate. Questo tratto è particolarmente apprezzato dai motociclisti per la sua capacità di mantenere il carattere della strada anche in discesa.
Superato Berceto la strada continua verso Fornovo di Taro dove il paesaggio diventa sempre meno montano. Questo tratto permette di rilassarsi dopo la salita e la discesa dal passo, offrendo ancora molte curve per il divertimento dei motociclisti.
Perché scegliere il Passo della Cisa
Il Passo della Cisa non è riservato solo ai motociclisti esperti. La strada è facilmente leggibile e adatta a tutti i livelli di esperienza. Primavera e autunno sono i periodi migliori per percorrerlo, ma anche in estate la quota del passo offre temperature più gradevoli rispetto alla pianura.
Un aspetto interessante è che percorrere il passo da Pontremoli verso Parma offre un’esperienza diversa rispetto al percorso inverso. Le curve cambiano prospettiva e anche il paesaggio appare diverso, rendendo ogni viaggio un’esperienza unica.



