Il FAI d’autunno è tornato a Milano per le giornate del 10 e 11 ottobre 2026, regalando a residenti e curiosi l’opportunità di attraversare porte normalmente chiuse. In due giorni, più di settanta strutture, dal cuore della città alle zone periferiche, si rivelano al pubblico grazie a un’iniziativa promossa dal Fondo per l’Ambiente Italiano. Le aperture includono edifici amministrativi, residenze storiche, rifugi della Seconda guerra mondiale e persino cantieri ancora in attività, trasformando la città in un vero labirinto di scoperte architettoniche e artistiche.
L’accesso è basato sul contributo libero ovvero una donazione volontaria destinata alla tutela del patrimonio culturale. Alcune visite richiedono prenotazione preventiva a causa della capienza limitata, mentre altri luoghi accolgono i partecipanti senza alcun obbligo di pagamento. Per i membri del FAI è previsto un accesso prioritario, ma tutti possono usufruire delle esperienze, purché rispettino le indicazioni sul portale ufficiale.
CityWave e le vedute panoramiche
Il cantiere di CityWave situato nel complesso di CityLife, è una delle mete più attese. Progettato dallo studio internazionale BIG, l’edificio presenta una copertura ondulata in legno e acciaio, che funge da ponte sospeso tra due torri. Durante il weekend sarà possibile percorrere la struttura ancora in costruzione, attraversare la grande tettoia e raggiungere la terrazza al quinto piano, dove si offre una vista a 360° sull’intera area di Porta Nuova. L’esperienza permette di osservare da vicino le tecnologie impiegate nei pannelli fotovoltaici e di comprendere le scelte di sostenibilità che caratterizzano il nuovo skyline milanese.
Il belvedere del Palazzo Lombardia
Non a pochi minuti da CityWave, il Palazzo Lombardia apre il suo celebre Belvedere al 39° piano, a 161 metri d’altezza. Dal punto di osservazione si può inquadrare l’intero territorio urbano, dai nuovi grattacieli di Porta Nuova alle zone più tradizionali, fino alle montagne visibili nelle giornate limpide. L’ingresso è gratuito e non richiede prenotazione, ma è consigliato arrivare in orario mattutino per evitare lunghe attese. La vista panoramica rappresenta uno dei modi più suggestivi per comprendere la rapidissima trasformazione di Milano negli ultimi decenni.
Arte, storia e bunker sotterranei
Nel cuore della città, Palazzo Dugnani riapre le sue porte dopo un decennio di chiusura per restauro. Il salone principale custodisce il ciclo di affreschi firmato da Giambattista Tiepolo una testimonianza rara dell’arte settecentesca milanese. Gli “studi di Tiepolo” sono accompagnati da una visita guidata che spiega la tecnica del fresco e il contesto storico in cui furono realizzati. Il museo, inserito nel Parco Indro Montanelli, offre anche percorsi dedicati ai bambini, rendendo l’arte accessibile a tutta la famiglia.
Altro edificio di rilievo è Palazzo Isimbardi sede della città metropolitana. Qui i visitatori possono esplorare il giardino interno, la torre delle sirene e, particolarmente curioso, un bunker antiaereo costruito nel 1943. Accanto, Palazzo Cusani sede del comando militare dell’esercito lombardo, espone tre cannoni della Rivoluzione del 1848 ancora incastonati nella facciata. Entrambi i luoghi, raramente aperti al pubblico, offrono uno sguardo inedito sulla Milano di guerra e sulle sue difese sotterranee.
Un’ulteriore tappa per gli appassionati di storia finanziaria è il caveau storico di Banco BPM. Situato nel cuore del centro, il caveau conserva documenti originali e fornisce una panoramica sulla sicurezza bancaria del XIX secolo. La visita, condotta da esperti, illustra le misure di protezione adottate prima dell’avvento delle moderne tecnologie digitali e permette di comprendere l’evoluzione della gestione dei valori nel tempo.
I segreti dell’hinterland milanese
Il programma si estende anche alla periferia. A Binasco è aperto il Mumac museo della macchina per caffè appartenente al gruppo Cimbali, dove è possibile vedere le evoluzioni tecnologiche dal 1900 ad oggi. In Novate Milanese la Fonderia Artistica Cubro espone la tecnica della fusione a cera persa, utilizzata da scultori come Adolfo Wildt e Giacomo Manzù, offrendo dimostrazioni pratiche. Inoltre, Sesto San Giovanni accoglie il pubblico nelle sue strutture storiche: il municipio, la villa Visconti d’Aragona e le antiche officine tessili, testimoni della forte tradizione industriale della zona. Queste aperture, spesso riservate a esperti del settore, diventano questione di pubblico interesse grazie al FAI d’autunno valorizzando il Made in Italy e la produzione locale.



