Con quasi settantaquattro milioni di presenze e ventidue milioni di arrivi registrati nel 2025, il Veneto si conferma al vertice del turismo nazionale. Le autorità regionali, tuttavia, hanno scelto di non indulgere in una semplice gara di numeri, ma di orientare la propria politica verso la qualità dell’accoglienza la spesa media per turista e una gestione più equilibrata dei flussi. Questo approccio è avviato dalla rete delle 17 DMO (Destination Management Organization) che coordinano le offerte del mare, della montagna, delle colline e delle città d’arte, con l’obiettivo di ridurre la stagionalità tradizionale.
13 cammini certificati: turismo lento per rivitalizzare l’entroterra
Al TTG Travel Experience di Rimini è stato presentato il progetto dei 13 cammini certificati, un tracciato complessivo di 5.400 km che attraversa le zone meno turistiche del Veneto. Questi percorsi non sono più legati esclusivamente al pellegrinaggio; includono itinerari culturali, enogastronomici e storici, come il cammino della Grande Guerra nel Vicentino o quello dei vigneti di Conegliano e Valdobbiadene DOCG patrimonio UNESCO. La certificazione garantisce un servizio a 360 gradi, spingendo i viaggiatori a utilizzare negozi di alimentari locali piuttosto che grandi distributori, contribuendo così a contrastare lo spopolamento di piccoli comuni.
Impatto sui piccoli centri
Secondo i dati regionali, l’80% delle circa settantaquattro milioni di presenze si concentra in venti località principali, lasciando ampie aree interne con potenziale ancora inespresso. I cammini, con la loro capacità di attrarre soprattutto una clientela femminile, offrono una risposta concreta a questa concentrazione, generando nuove opportunità di lavoro e revitalizzando attività commerciali chiuse da tempo. L’effetto moltiplicatore è evidente: ogni passo lungo il sentiero si traduce in visite a negozi, agriturismi e strutture ricettive che altrimenti rimarrebbero vuote.
Rilancio del polo termale: dal curativo al wellness
Un altro pilastro della strategia veneta è la riqualificazione del più grande polo termale d’Europa, storico per le sue proprietà curative ma ora orientato al wellness contemporaneo. Il piano prevede l’integrazione dei cammini con le strutture termali, offrendo percorsi di rilassamento, bellezza e salute. L’obiettivo è creare un’offerta integrata che vada oltre il tradizionale turismo balneare, sfruttando la ricchezza dei colli e delle terme per prolungare la stagione turistica anche nei mesi più freddi.
Il risultato atteso è una diminuzione del fenomeno di overtourism nelle mete già affollate, mentre si incentiva la scoperta di territori meno noti, garantendo allo stesso tempo un incremento della spesa media per turista.



