A una trentina di chilometri da Zagabria si apre un territorio che somiglia a una piccola capitale del vino: dolci colline, filari e cantine artigiane che producono alcuni dei migliori spumanti croati. Questa zona, nota soprattutto come Plešivica e con base nella cittadina di Jastrebarsko, è ideale per chi cerca un equilibrio tra paesaggio rurale, tradizione enologica e cucina che valorizza i prodotti del territorio. Lungo la Strada del vino si incontrano riserve naturali come Crna Mlaka, vette come Japetić e una serie di realtà locali che raccontano l’arte della vinificazione dalla vigna al bicchiere.
Artigianato delle botti: la bottega dei Golub
Tra le aziende più affascinanti della regione c’è un piccolo laboratorio dove le botti non sono un prodotto industriale ma il risultato di abilità tramandate a mano. Nella villetta tra i filari la famiglia Golub realizza botti di quercia peduncolata e di rovere usando legno proveniente dalla Slavonia, che deve rispettare il requisito dei cinque anelli per centimetro quadrato. La lavorazione è lenta e manuale: piegare e modellare il legno richiede ore di sapienza pratica. Questo laboratorio, riconosciuto dal ministero della Cultura come bene culturale nel 2014, fornisce contenitori a cantine locali e anche all’estero, mostrando quanto la tradizione artigiana continui a essere fondamentale per la qualità del vino.
Visite e tecniche tradizionali
Chi visita può osservare passaggi chiave come la piegatura delle doghe, l’assemblaggio senza eccessiva meccanizzazione e l’uso di utensili storici esposti nella bottega. Il maestro bottaio spiega l’importanza della selezione del legno e del controllo dell’umidità per ottenere botti che rilasciano aromi equilibrati al vino. In questo laboratorio la conservazione della memoria tecnica è evidente: foto d’epoca e attrezzi antichi accompagnano la spiegazione del processo e sottolineano come l’artigianato si integri alla moderna produzione enologica.
Plešivica: cantine, spumanti e tradizione
La zona meridionale di Plešivica è la più celebre per i suoi vigneti e per le bottiglie che ne nascono. Pur essendo la più piccola denominazione, produce varietà riconoscibili come Graševina, Riesling Reno, Traminer, Pinot Bianco e Chardonnay, oltre a spumanti apprezzati per freschezza e complessità. Le cantine organizzano visite, degustazioni e pranzi rurali in case di legno e locali di produzione; la stagione delle feste culmina in appuntamenti come la rassegna “Spumante e fragole” di fine maggio e manifestazioni in settembre e ottobre legate al raccolto.
Da Dobra Berba a Jagunić: percorsi di bollicine
Due esempi concreti mostrano l’ampiezza dell’offerta: Dobra Berba, stabilita nel borgo di Sveta Jana, ha trasformato una vecchia cooperativa del 1935 in una cantina che dal 2013 produce spumanti con il metodo Charmat; la sua produzione arriva oggi a circa 250.000 bottiglie l’anno con spumanti a 5 atmosfere. La Jagunić Winery, invece, è l’emblema del metodo classico: iniziata su scala ridotta, ha lanciato nel 2011 lo spumante Three stars Brut e in pochi anni è passata da 400 a 45.000 bottiglie, affiancando poi un Rosé dal 2019 che ha contribuito alla sostenibilità dei vigneti.
Cibo, autenticità e la stella Michelin
La regione non è solo vino: l’agricoltura locale conta migliaia di piccoli produttori certificati OPG e la contea ha ottenuto il certificato internazionale di green destination nel 2026 e nel 2026, oltre ad essere firmataria della dichiarazione di Glasgow sulla sostenibilità nel turismo. A tavola si trovano salumi locali, formaggi freschi, paste tradizionali come i mlinci e dolci tipici; molte ricette vengono tramandate come patrimonio culturale. Questa attenzione al prodotto locale si riflette anche nella ristorazione di alta gamma presente in collina.
Bernard Korak: cucina dal campo al piatto
In cima a una collina, lo chef Bernard Korak propone un’esperienza che unisce radici locali e tecniche contemporanee: una stella Michelin, tre cappelli Gault & Millau e un menù degustazione alla cieca di otto portate che privilegia ingredienti stagionali. Il ristorante si affaccia sui filari di famiglia e applica la filosofia del chilometro zero: se non è di stagione, non arriva in cucina. Dopo esperienze con chef come Ana Roš e Massimo Bottura, Korak ha scelto di restare nella regione per valorizzare vini e prodotti con abbinamenti che raccontano Plešivica in ogni piatto, con il servizio curato dalla sorella Vera.
