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26 Maggio 2026

Weekend enogastronomico a Plešivica e Jastrebarsko: vini, botti e sapori locali

Un itinerario tra cantine di qualità, il laboratorio dei Golub e la cucina dello chef Bernard Korak

Weekend enogastronomico a Plešivica e Jastrebarsko: vini, botti e sapori locali

A una trentina di chilometri da Zagabria si apre un territorio che somiglia a una piccola capitale del vino: dolci colline, filari e cantine artigiane che producono alcuni dei migliori spumanti croati. Questa zona, nota soprattutto come Plešivica e con base nella cittadina di Jastrebarsko, è ideale per chi cerca un equilibrio tra paesaggio rurale, tradizione enologica e cucina che valorizza i prodotti del territorio. Lungo la Strada del vino si incontrano riserve naturali come Crna Mlaka, vette come Japetić e una serie di realtà locali che raccontano l’arte della vinificazione dalla vigna al bicchiere.

Artigianato delle botti: la bottega dei Golub

Tra le aziende più affascinanti della regione c’è un piccolo laboratorio dove le botti non sono un prodotto industriale ma il risultato di abilità tramandate a mano. Nella villetta tra i filari la famiglia Golub realizza botti di quercia peduncolata e di rovere usando legno proveniente dalla Slavonia, che deve rispettare il requisito dei cinque anelli per centimetro quadrato. La lavorazione è lenta e manuale: piegare e modellare il legno richiede ore di sapienza pratica. Questo laboratorio, riconosciuto dal ministero della Cultura come bene culturale nel 2014, fornisce contenitori a cantine locali e anche all’estero, mostrando quanto la tradizione artigiana continui a essere fondamentale per la qualità del vino.

Visite e tecniche tradizionali

Chi visita può osservare passaggi chiave come la piegatura delle doghe, l’assemblaggio senza eccessiva meccanizzazione e l’uso di utensili storici esposti nella bottega. Il maestro bottaio spiega l’importanza della selezione del legno e del controllo dell’umidità per ottenere botti che rilasciano aromi equilibrati al vino. In questo laboratorio la conservazione della memoria tecnica è evidente: foto d’epoca e attrezzi antichi accompagnano la spiegazione del processo e sottolineano come l’artigianato si integri alla moderna produzione enologica.

Plešivica: cantine, spumanti e tradizione

La zona meridionale di Plešivica è la più celebre per i suoi vigneti e per le bottiglie che ne nascono. Pur essendo la più piccola denominazione, produce varietà riconoscibili come Graševina, Riesling Reno, Traminer, Pinot Bianco e Chardonnay, oltre a spumanti apprezzati per freschezza e complessità. Le cantine organizzano visite, degustazioni e pranzi rurali in case di legno e locali di produzione; la stagione delle feste culmina in appuntamenti come la rassegna “Spumante e fragole” di fine maggio e manifestazioni in settembre e ottobre legate al raccolto.

Da Dobra Berba a Jagunić: percorsi di bollicine

Due esempi concreti mostrano l’ampiezza dell’offerta: Dobra Berba, stabilita nel borgo di Sveta Jana, ha trasformato una vecchia cooperativa del 1935 in una cantina che dal 2013 produce spumanti con il metodo Charmat; la sua produzione arriva oggi a circa 250.000 bottiglie l’anno con spumanti a 5 atmosfere. La Jagunić Winery, invece, è l’emblema del metodo classico: iniziata su scala ridotta, ha lanciato nel 2011 lo spumante Three stars Brut e in pochi anni è passata da 400 a 45.000 bottiglie, affiancando poi un Rosé dal 2019 che ha contribuito alla sostenibilità dei vigneti.

Cibo, autenticità e la stella Michelin

La regione non è solo vino: l’agricoltura locale conta migliaia di piccoli produttori certificati OPG e la contea ha ottenuto il certificato internazionale di green destination nel 2026 e nel 2026, oltre ad essere firmataria della dichiarazione di Glasgow sulla sostenibilità nel turismo. A tavola si trovano salumi locali, formaggi freschi, paste tradizionali come i mlinci e dolci tipici; molte ricette vengono tramandate come patrimonio culturale. Questa attenzione al prodotto locale si riflette anche nella ristorazione di alta gamma presente in collina.

Bernard Korak: cucina dal campo al piatto

In cima a una collina, lo chef Bernard Korak propone un’esperienza che unisce radici locali e tecniche contemporanee: una stella Michelin, tre cappelli Gault & Millau e un menù degustazione alla cieca di otto portate che privilegia ingredienti stagionali. Il ristorante si affaccia sui filari di famiglia e applica la filosofia del chilometro zero: se non è di stagione, non arriva in cucina. Dopo esperienze con chef come Ana Roš e Massimo Bottura, Korak ha scelto di restare nella regione per valorizzare vini e prodotti con abbinamenti che raccontano Plešivica in ogni piatto, con il servizio curato dalla sorella Vera.

Autore

Alessandro Tassinari

Alessandro Tassinari, torinese con passaporto pieno di timbri, riscrisse un percorso alpino dopo un incontro al Rifugio Garelli: oggi cura storie di viaggio in chiave narrativa. In redazione predilige longform, sostiene l'attenzione al paesaggio e conserva un taccuino logoro con mappe disegnate a mano.