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21 Settembre 2026

Weekend sul Lario: percorso di 36 ore tra ville, borghi e sapori

Un weekend di 36 ore sul Lario tra arte, natura e sapori locali, con tappe consigliate in ville, borghi e ristoranti d’eccellenza.

Weekend sul Lario: percorso di 36 ore tra ville, borghi e sapori

Il Lago di Como si apre tra montagne imponenti e acque cristalline, creando un microclima unico che ha favorito da secoli la coltivazione di specie botaniche rare e la nascita di una tradizione artigianale legata alla seta e alla nautica. Questo scenario affascinante attira viaggiatori da tutto il mondo, ma resta anche un luogo di vita quotidiana per le comunità che abitano le sue sponde.

Per chi vuole assaporare il fascino del Lario in poco tempo, un itinerario di 36 ore permette di unire cultura, natura e gastronomia senza rinunciare al relax. Il viaggio parte dalla città di Como dove è possibile vivere il lago a bordo di una barca tradizionale o di un motoscafo d’epoca, ammirando villa, giardini e le cime delle Alpi che si specchiano sull’acqua.

Como: arte, mercato e sapori locali

La prima tappa del weekend è il cuore storico di Como. Il Mercato Coperto accoglie i visitatori tra banchi di prodotti tipici, dal formaggio locale alla Vino della Valtellina. Proseguendo, il Duomo di Como e la basilica di San Fedele mostrano l’eredità religiosa della città, mentre il Broletto racconta la sua storia amministrativa. Gli amanti dell’arte trovano risposta nella Pinacoteca Civica e nel Museo della Seta che narrano l’epoca d’oro della filatura lombarda.

Per la pausa pranzo, si può scegliere tra la cucina tradizionale della Fagurida a Tremezzo con piatti di polenta e formaggi locali, oppure un’offerta più moderna presso Figli di Fiori nel centro di Como. Il pomeriggio prosegue con una passeggiata lungo le vie del lungolago, dove le boutique come Tessabit e A. Picci offrono foulard in seta e gioielli artigianali, permettendo di portare a casa un ricordo di qualità.

Ville storiche e giardini botanici del centro lago

Il viaggio prosegue verso la parte centrale del lago, dove le famose Villa del Balbianello a Lenno e Villa Carlotta a Tremezzo si stagliano tra giardini curati da secoli. Grazie al clima mite, questi parchi ospitano piante esotiche provenienti da continenti lontani, trasformandosi in veri giardini botanici a cielo aperto. Il parco Teresio Olivelli, poco noto ma altrettanto suggestivo, offre sentieri panoramici e punti di osservazione sul lago.

Da non perdere è una breve sosta al Parco di Lenno dove la vista sulla villa è incorniciata da cipressi e rose. Proseguendo, si può visitare l’Antiquarium di Ossuccio e l’Isola Comacina l’unica isola del Lario, con resti archeologici, una chiesa barocca e case adibite a laboratori d’arte. Queste tappe combinano storia, architettura e flora, offrendo un quadro completo della ricchezza culturale del territorio.

Borghi autentici e cucina di lago

Per allontanarsi dalle mete più affollate, l’itinerario consiglia i piccoli borghi di BriennoLaglio e Lenno. Qui il ritmo è più lento: passeggiate lungo le rive, viuzze acciottolate e piazzette dove i residenti si incontrano per un caffè. A Laglio, la presenza di celebrità internazionali non ha spezzato la quotidianità del villaggio, che mantiene un profilo intimo. Il ristorante Da Luciano affacciato direttamente sul lago, propone pesce di lago fresco e piatti a base di risotto con persico.

Il giorno conclusivo si sposta verso la costa orientale, con tappa a Nesso per ammirare il ponte medievale della Civera e la cascata che si tuffa nella gola. Il borgo è accessibile tramite una lunga scalinata, offrendo una delle vedute più spettacolari del Lario. Dopo Nesso, una visita al Museo Barca Lariana a Pianello del Lario soddisferà gli appassionati di nautica. L’ultima esperienza culinaria è riservata al Crotto del Misto fondato nel 1832, dove il pesce di lago è reinterpretato in chiave contemporanea, chiudendo il weekend con gusto e tradizione.

Autore

Alessandro Tassinari

Alessandro Tassinari, torinese con passaporto pieno di timbri, riscrisse un percorso alpino dopo un incontro al Rifugio Garelli: oggi cura storie di viaggio in chiave narrativa. In redazione predilige longform, sostiene l'attenzione al paesaggio e conserva un taccuino logoro con mappe disegnate a mano.