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12 Agosto 2026

Anne Hathaway: la gravidanza e la moda al centro del dibattito

Anne Hathaway ha scelto di mostrare il pancione alla première di 'La fine di Oak Street' a Los Angeles, scatenando un dibattito sui social. Ecco come ha risposto alle critiche.

Anne Hathaway: la gravidanza e la moda al centro del dibattito

Anne Hathaway, attrice statunitense di 43 anni, ha scelto di mostrare il pancione alla première di La fine di Oak Street a Los Angeles, scatenando un dibattito sui social network. La sua scelta di look, che ha lasciato scoperto il ventre, ha acceso commenti e critiche, spingendo l’attrice a rispondere con ironia su Instagram.

L’evento, tenutosi a Los Angeles, ha visto l’attrice indossare un top corto personalizzato di Atelier Prabal Gurung, abbinato a jeans a vita bassa di La Ligne e décolleté rosse di Aquazzura. Il look, descritto dallo stilista come un modello scultoreo all’americana, ha attirato l’attenzione per la sua linea asimmetrica e lo strascico. Tuttavia, l’attenzione si è rapidamente spostata dal film al corpo dell’attrice, con molti utenti che hanno messo in dubbio l’autenticità della gravidanza.

La risposta ironica di Anne Hathaway

Anne Hathaway ha risposto alle critiche con una battuta su Instagram, pubblicando un video che raccoglieva immagini della preparazione e della serata. La frase “Capelli finti, pancione vero” è stata la sua risposta a chi aveva messo in dubbio l’autenticità della gravidanza. La battuta ha chiuso la questione senza trasformarla in uno scontro aperto, riportando la vicenda su un piano più leggero.

Nei commenti, infatti, erano comparse osservazioni come “Perché sembra finto?” e “Dai, non è vero” accanto a giudizi sul look definito da alcuni utenti “ridicolo”“pacchiano” o “bizzarro”. Altri, però, hanno preso le difese dell’attrice, ricordando che un addome in gravidanza può apparire più marcato o definito in donne con una muscolatura addominale allenata.

La gravidanza annunciata a giugno

La gravidanza di Anne Hathaway era stata annunciata lo scorso giugno. L’attrice aspetta il terzo figlio dal marito Adam Shulman, sposato nel 2012. Nelle ultime settimane, il pancione era diventato più evidente durante gli appuntamenti promozionali legati anche a L’Odissea altro progetto seguito dall’attrice in questa fase della carriera.

La scelta di mostrarsi così, senza coprire il ventre con abiti più tradizionali da red carpet, ha riportato al centro una discussione ricorrente: quanto il corpo di una donna incinta venga ancora osservato, giudicato e commentato come se fosse materia pubblica. Nel caso di Hathaway, il dibattito si è acceso attorno alla moda, ma ha toccato subito un tema più ampio: il confine, sottile, tra curiosità e invadenza.

L’intervento di Vito Trojano, past president della Sigo

Vito Trojano, past president della Sigo (Società italiana di ginecologia e ostetricia) e presidente della Federazione Sigo Ricerca e Comunicazione, ha difeso la scelta dell’attrice. Parlando con Adnkronos Salute, il ginecologo ha criticato l’atteggiamento di chi continua a guardare alla gravidanza come a una condizione da nascondere.

“Molte persone considerano, a torto, la gravidanza come una malattia o una condizione anomala per l’organismo”, ha spiegato Trojano. “C’è persino chi chiede al ginecologo farmaci per affrontare meglio questa fase. È una follia.” Secondo Trojano, Anne Hathaway fa bene a mostrarsi. “La gravidanza è un momento importante e positivo, non solo per la futura mamma, ma per tutta la famiglia e per la coppia”, ha detto il medico, sottolineando come la maternità possa essere vissuta anche attraverso la libertà di vestirsi e apparire secondo il proprio stile.

Il ginecologo ha poi aggiunto una considerazione più amara sui social: “Non mi stupiscono queste critiche”, ha ammesso, perché ancora oggi c’è chi demonizza la gravidanza. E ha aggiunto che spesso chi attacca lo fa, più semplicemente, perché non è al centro dell’attenzione.

Autore

Camilla Bellini

Camilla Bellini, ex guida turistica fiorentina, trasformò la visita a Santa Maria Novella in un progetto multimediale: ora dirige approfondimenti su patrimoni locali. In redazione sostiene itinerari slow, firma dossier sulle piccole botteghe e conserva il primo badge di guida della città come ricordo unico.