Il UK Antarctic Heritage Trust ha lanciato, il 19 ottobre 2026, la selezione per la stagione 2026-2027 di una spedizione che combina ricerca, turismo e conservazione. Quattordici volontari, scelti tra i più appassionati di ambienti estremi, affronteranno cinque mesi immersi tra iceberg, montagne di ghiaccio e una delle colonie di pinguini Papua più dense del pianeta. L’obiettivo non è solo quello di contare le uova e le nacite, ma anche di tutelare due luoghi simbolo della presenza britannica in Antartide, minacciati dal deterioramento strutturale e dal cambiamento climatico.
Il programma della missione 2026-2027
Su un totale di 14 partecipanti, otto saranno basati su Port Lockroy l’ex base militare dell’operazione Tabarin del 1944, situata sull’isola di Goudier nella Penisola Antartica. I restanti sei ricercatori si sposteranno più a sud, verso la storica Wordie House una capanna scientifica costruita negli anni ’40 e celebrata quest’anno per il suo ottantesimo anniversario. Il programma prevede la gestione quotidiana dell’ufficio postale più meridionale del mondo, la vendita di souvenir, l’accoglienza dei turisti e il monitoraggio della colonia di oltre 1.000 pinguini Papua. Il censimento, avviato nel 1996, compie quest’anno trent’anni di attività continui, registrando nidi, uova e pulcini per valutare l’impatto delle trasformazioni ambientali.
Port Lockroy: museo, posta e monitoraggio della fauna
All’interno della Bransfield House parte del complesso di Port Lockroy, si trovano reperti storici, un negozio di souvenir e il celebre Penguin Post Office. Ogni anno migliaia di viaggiatori approfittano di questa tappa remota per inviare cartoline con il timbro più isolato del pianeta; il personale dovrà quindi smistare e timbrare a mano più di 80.000 cartoline durante la stagione estiva, da novembre a marzo. Parallelamente, un operatore dedicato al monitoraggio della fauna conterà le coppie di pinguini, i nidi e le uova. Questi dati, inseriti in un archivio trentennale, sono fondamentali per comprendere le ripercussioni del riscaldamento globale e dell’afflusso turistico sulla colonia.
Wordie House e il restauro delle strutture storiche
Wordie House, chiusa dal 1962, è stata oggetto di un intervento di restauro avviato nel 2026, in linea con un piano triennale volto a consolidare le fondamenta delle costruzioni antartiche. Le verifiche effettuate nella stagione precedente hanno evidenziato criticità strutturali: sarà necessario installare al massimo sei nuove travi sul tetto e circa trenta sostegni in acciaio e legno sotto il pavimento, per garantire stabilità senza compromettere l’autenticità architettonica. Il team di sei specialisti, oltre a conservare le testimonianze delle prime ricerche meteorologiche del ’900, celebrerà l’80° anniversario di Wordie House, mostrando come la memoria storica possa convivere con la ricerca scientifica.
Vita quotidiana: acqua, docce e sfide logistiche
Le condizioni di vita a Port Lockroy sono di gran lunga più dure di quanto suggerisca l’immagine romantica di pinguini e paesaggi. Gli otto abitanti condivideranno una stanza con letti a castello, senza acqua corrente né servizi igienici con scarico. L’approvvigionamento idrico dipende interamente dalle taniche trasportate dalle navi rompighiaccio, che permettono docce solo una volta alla settimana. In caso di maltempo, il personale può rimanere fino a quindici giorni senza poter fare la doccia. Le temperature, spesso sotto lo zero, le improvvise variazioni climatiche e le 24 ore di luce continua durante l’estate antartica aggiungono ulteriori sfide. Per mitigare il disagio, ciascun partecipante ha potuto inviare in anticipo una scatola con piccoli oggetti personali, contribuendo a creare un ambiente più “casa” in uno dei luoghi più inospitali del pianeta.



