Salta al contenuto
22 Ottobre 2026

Caldo eccezionale in Italia: temperature estive all’inizio di settembre

L'Italia si prepara a un weekend di caldo intenso con temperature che raggiungono i 38 gradi. Scopri come l'anticiclone africano sta influenzando il clima

Caldo eccezionale in Italia: temperature estive all'inizio di settembre

Anticiclone africano ha portato un’ondata di calore in Italia all’inizio di settembre: il fenomeno si è manifestato con picchi fino a 38 gradi in diverse zone del paese tra Nord e Sud e uno zero termico che si è attestato oltre i 4.500 metri sulle Alpi. Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2026.

Il quadro ha assunto rilievo immediato perché la situazione ha interessato vaste aree della Pianura Padana regioni del Nord e regioni del Sud come la Calabria con impatti sui servizi pubblici e sulle attività scolastiche. Le temperature massime sono risultate ben al di sopra delle medie stagionali, con anomalie che hanno raggiunto valori stimati tra +4 e +10 gradi rispetto al periodo.

Valori termici e quote dello zero termico sulle Alpi e l’Appennino

Le rilevazioni hanno indicato quote di zero termico anomale per il periodo: valori compresi tra 4.400 e 4.800 metri sono stati segnalati sulle Alpi con effetti aggravanti sullo stato dei ghiacciai. In pianura le temperature hanno raggiunto punte di 33–34 gradi in alcune aree settentrionali della Pianura Padana, mentre al Centro-Sud si sono registrate punte di 35–36 gradi e localmente valori intorno a 37 gradi in isole e interne aride.

Impatto su scuole e richieste dei sindaci in Puglia e nel Sud

Il caldo ha generato proteste e richieste formali: sindaci di comuni del Sud hanno inviato note per sollecitare il posticipo dell’apertura delle scuole, segnalando aule non dotate di impianti di condizionamento e rischio per la salute degli studenti. A causa delle temperature elevate, sono state sollevate preoccupazioni da parte di rappresentanti locali e sindacati sulla vivibilità degli edifici scolastici e sulla tutela dei minori.

La situazione ha visto interventi di medici e associazioni che hanno richiamato l’attenzione sui possibili effetti di disidratazione e malori nei contesti scolastici non climatizzati. Il ministero della Salute aveva segnalato tre città con bollino arancione per domenica 6 settembre: Bari, Campobasso e Perugia, segnalando un livello 2 di rischio per soggetti fragili e bambini.

Tendenze meteorologiche e previsioni per i giorni successivi nell’Appennino, Basilicata e Calabria

Le previsioni hanno indicato aria stabile e prevalenza di cieli sereni sul territorio nazionale per il fine settimana, con possibilità di sviluppo di brevi temporali pomeridiani sull’Appennino meridionale tra Basilicata e Calabria. È stata segnalata la possibilità di una breve pausa di maltempo a metà settimana successiva, con l’ingresso di correnti più fresche dal Nord Europa che avrebbero potuto determinare un calo termico e precipitazioni localmente intense.

In diverse aree montane si è osservato un lieve aumento della nuvolosità pomeridiana, mentre i venti sono rimasti generalmente deboli al Nord e da deboli a moderati sui litorali del Centro-Sud; i bacini marini hanno mostrato condizioni variabili tra poco mossi e localmente mossi.

Commenti degli esperti e quadro stagionale

Il meteorologo Mario Giuliacci ha evidenziato che il caldo non era ancora terminato e che persisteva il rischio di notti tropicali e giornate di temperatura elevata nell’immediato. L’evento è stato descritto come la prosecuzione dell’alta pressione africana che aveva caratterizzato l’estate 2026, comportando la sesta ondata di calore sul territorio nazionale.

Il fenomeno ha interessato in modo trasversale il paese tra Nord e Sud, generando valori massimi che in alcune località hanno superato i 35-36 gradi e punte estreme intorno ai 38 gradi, con ripercussioni su servizi, scuole e salute pubblica.

Autore

Alessandro Tassinari

Alessandro Tassinari, torinese con passaporto pieno di timbri, riscrisse un percorso alpino dopo un incontro al Rifugio Garelli: oggi cura storie di viaggio in chiave narrativa. In redazione predilige longform, sostiene l'attenzione al paesaggio e conserva un taccuino logoro con mappe disegnate a mano.