Le terapie a lento rilascio per l’Hiv stanno rivoluzionando la gestione dell’infezione, offrendo nuove possibilità per migliorare la qualità di vita delle persone che vivono con questa condizione. Antonella Castagna, primario di Malattie infettive dell’Irccs ospedale San Raffaele e docente all’università Vita-Salute San Raffaele, ha presentato a Milano la nuova sezione “Aderenza in Hiv” del sito ViiV Healthcare, evidenziando i benefici di queste terapie innovative.
L’infezione da Hiv è passata da una condizione spesso mortale a una patologia gestibile nel lungo periodo, grazie ai progressi nella terapia antiretrovirale. Oggi, con le terapie a lento rilascio, è possibile ridurre il carico quotidiano della cura, migliorando significativamente la qualità di vita delle persone in trattamento.
L’importanza dell’aderenza terapeutica
L’aderenza alla cura è fondamentale per mantenere sotto controllo la replicazione virale. Le terapie a lento rilascio offrono un vantaggio concreto, permettendo una somministrazione più distanziata nel tempo e riducendo il numero di gesti ripetuti necessari. Questo non solo semplifica la gestione della terapia, ma ha anche un impatto psicologico positivo, permettendo alle persone di non dover ricordare ogni giorno la propria diagnosi.
“Grazie a queste terapie”, ha sottolineato Castagna, “si può permettere alle persone di non dover ricordare ogni giorno di vivere con l’infezione da Hiv”. Questo cambiamento è significativo, soprattutto per chi deve affrontare la malattia nella vita quotidiana, tra lavoro, viaggi e relazioni.
La nuova sezione “Aderenza in Hiv” di ViiV Healthcare
La nuova area “Aderenza in Hiv” del sito di ViiV Healthcare è stata creata per offrire informazioni sulla continuità di cura e sugli strumenti disponibili per sostenerla. L’iniziativa si rivolge sia alle persone che vivono con Hiv sia ai professionisti sanitari coinvolti nel percorso terapeutico.
Durante la presentazione, è emerso che una terapia efficace funziona solo se viene seguita nel tempo, con controlli regolari e un dialogo costante tra paziente e medico. L’aderenza terapeutica non è una formula astratta, ma un processo che richiede organizzazione, fiducia e accesso alle cure. La piattaforma mette a disposizione contenuti dedicati a questi aspetti, offrendo supporto non solo per il farmaco, ma per l’intero percorso di cura.
Il contributo del San Raffaele
Castagna ha sottolineato che la medicina dell’Hiv non può più limitarsi alla sopravvivenza, ma deve comprendere stabilità clinica, benessere e progettualità. “Credo che questo sia un intervento veramente rivoluzionario”, ha detto, riferendosi alla possibilità di ridurre il carico quotidiano della terapia attraverso farmaci a lento rilascio.
L’Irccs ospedale San Raffaele di Milano è uno dei principali centri italiani per la cura delle malattie infettive, dove la gestione dell’Hiv è parte integrante dell’attività clinica e di ricerca. In un campo che ha conosciuto cambiamenti profondi, l’attenzione si sposta ora anche su aspetti meno visibili come stigma, continuità, discrezione e fatica psicologica.
Le terapie a lento rilascio non sono una scelta automatica per tutti e devono essere inserite in un percorso seguito dallo specialista, sulla base delle condizioni cliniche e della storia terapeutica. Tuttavia, il segnale indicato da Castagna è chiaro: curare l’Hiv, oggi, significa anche permettere alle persone di vivere senza essere richiamate ogni giorno alla propria infezione. Una cura che pesa meno e, proprio per questo, spesso si segue meglio.



