Il cielo notturno del 28 agosto 2026 sarà protagonista di uno spettacolo astronomico affascinante: un’eclissi parziale di Luna che oscurerà fino al 96% del disco lunare. Questo evento, visibile anche dall’Italia, ha sempre suscitato curiosità e, in alcuni casi, timori legati ai presunti effetti sul corpo umano. Ma cosa dice la scienza al riguardo?
Mentre i social network si riempiono di teorie e ipotesi, l’immunologo Mauro Minelli, professore di Nutrizione clinica all’Università Lum ‘Giuseppe Degennaro’, chiarisce che non esistono prove scientifiche che colleghino l’eclissi a disturbi fisici misurabili. Scopriamo insieme i dettagli di questo fenomeno e le spiegazioni scientifiche che lo accompagnano.
Il fenomeno astronomico: cosa accade durante un’eclissi lunare
Un’eclissi lunare si verifica quando la Terra si interpone tra il Sole e la Luna, proiettando la propria ombra sul satellite naturale. Durante l’eclissi del 28 agosto, l’ombra terrestre coprirà quasi completamente la Luna, lasciando visibile solo una piccola porzione del disco lunare. Questo gioco di allineamenti astronomici è un evento che affascina da sempre, ma che spesso viene associato a credenze popolari e teorie non scientifiche.
Per gli appassionati di astronomia, l’eclissi rappresenta un’opportunità unica per osservare il cielo con binocoli e telescopi amatoriali. Tuttavia, è importante distinguere tra il fascino astronomico e le credenze che non trovano riscontro nella scienza.
Gli effetti sull’organismo umano: cosa dice la scienza
Tra le teorie più diffuse c’è quella delle micro-maree nei fluidi corporei, secondo cui l’attrazione gravitazionale della Luna agirebbe sull’acqua presente nell’organismo. Mauro Minelli, però, ridimensiona questa ipotesi richiamando i principi della fisica: le forze di marea dipendono dalla massa e dall’estensione del corpo su cui agiscono. Se possono spostare masse oceaniche, non producono effetti rilevanti su un essere umano.
Un’altra teoria tornata a circolare è la cosiddetta ipotesi transilvanica che suggerisce un’influenza lunare su salute e comportamento. Minelli, tuttavia, sottolinea che ampie revisioni epidemiologiche hanno analizzato registri ospedalieri, accessi al pronto soccorso, parti spontanei, complicanze cardiovascolari, emorragie e ricoveri psichiatrici, senza trovare correlazioni statisticamente valide con le fasi della Luna o le eclissi.
I ritmi circadiani e la luminosità ambientale
Resta il tema dei ritmi circadiani spesso chiamati in causa quando si parla di luce notturna. Minelli invita alla cautela: l’unica variabile fisiologica sensibile in condizioni naturali è la luminosità ambientale, che durante un’eclissi lunare si riduce. In pratica, il debole stimolo luminoso del plenilunio viene attenuato, non aumentato. Non ci sono radiazioni anomale o segnali elettromagnetici aggiuntivi: la Luna riflette la luce del Sole, non ne produce una propria.
Perché crediamo agli effetti della Luna sul corpo
La spiegazione più concreta, secondo Mauro Minelli, va cercata nella psicologia cognitiva e nel cosiddetto bias di conferma. Se una persona dorme male o si sente più irritabile proprio nella notte di un fenomeno raro, tende a ricordare quella coincidenza e a darle un significato. Dimentica, invece, tutte le altre notti in cui lo stesso disturbo si è presentato senza alcuna eclissi in cielo.
È un meccanismo umano, non una colpa. Un evento astronomico atteso, raccontato dai media e fotografato sui social, rende più facile collegare tra loro fatti che non hanno un rapporto causale dimostrato. La memoria seleziona, ordina, costruisce nessi. Solo dopo, magari, arriva la spiegazione scientifica a rimettere le cose in fila.
L’unico effetto documentabile, conclude Minelli, può essere comportamentale: la deprivazione di sonno di chi resta sveglio fino a tardi, sul balcone o in terrazza, per guardare la Luna scivolare nell’ombra della Terra. Il giorno dopo, stanchezza e occhi pesanti avranno una causa più semplice dell’allineamento celeste: le ore piccole.



