Salta al contenuto
31 Ottobre 2026

Itinerari francescani, sapori piemontesi e fuga da Roma per il weekend

Tre percorsi di trekking spirituale, cinque ristoranti di bagna cauda e cinque mete d'autunno a un'ora da Roma: scopri tutto in un unico itinerario.

Itinerari francescani, sapori piemontesi e fuga da Roma per il weekend

Il periodo che conduce al 31 ottobre si presta a combinare tre passioni: camminare su sentieri ricchi di storia, assaporare una delle più amate salse piemontesi e sgombrare la capitale per una piccola gita fuori porta. In questo articolo trovi itinerari di trekking urbano dedicati a San Francesco, una selezione di ristoranti dove gustare la bagna cauda e cinque località a meno di un’ora da Roma perfette per il weekend di Ognissanti.

Il trekking francescano: percorsi religiosi e naturalistici in 81 comuni

Nel quadro della XXIII Giornata nazionale del trekking urbano, organizzata per commemorare l’ottavo centenario della morte del patrono d’Italia, sono stati programmati cammini in 81 comuni di 16 regioni. Il punto di partenza simbolico è Siena, dove San Francesco scrisse il celebre Testamento di Siena nell’eremo di San Francesco all’Alberino. Da lì si snodano itinerari che attraversano arte, paesaggio e spiritualità, spostando l’attenzione su patrimoni meno noti.

Tappe imperdibili lungo il cammino

Tra le soste più suggestive troviamo le Storie della Vera Croce di Piero della Francesca ad Arezzo, i boschi sacri di Monteluco a Spoleto e la città portuale di Savona, dove i della Rovere offrirono alla Chiesa due papi francescani. A Sant’Elpidio a Mare si può ammirare la chiesa di San Francesco ristrutturata, custode di opere di Vittore Crivelli, mentre ad Ancona si visita il punto di partenza del viaggio verso la Terrasanta. Narni offre il Sacro Speco, luogo del miracolo della cetra angelica, e Rieti chiude il percorso con il Sinai francescano di Fonte Colombo, dove San Francesco definì la Regola finale del suo ordine. Il percorso più lungo è un anello di oltre 14 km intorno a Reggio Emilia, che attraversa il vecchio ghetto ebraico, il Giardino delle religioni e luoghi della Resistenza, incarnando i valori di dialogo e fratellanza universale.

Bagna cauda: cinque ristoranti piemontesi dove assaporarla al meglio

La bagna cauda è una salsa a base di aglio, acciughe e olio d’oliva, servita calda per intingere verdure fresche. Nel Piemonte, la tradizione si è evoluta in diverse interpretazioni culinarie, presentate in locali che spaziano dal rustico al contemporaneo.

Ristoranti consigliati

Del Belbo da Bardon (Valle Asinari 25, San Marzano Oliveto) propone un menu legato al territorio, con bagna cauda affiancata da vitello tonnato, plin e Bollito misto. Il locale è stato premiato con il Bib Gourmand Michelin e due Forchette Gambero Rosso.
La Piola (Piazza Risorgimento 4, Alba) è un’osteria centrale dove il menù cambia quotidianamente; la bagna cauda è servita accanto a tajarin fatti a mano e agnolotti del plin, in una sala luminosa con terrazza affacciata sulla piazza.
Il Cascinalenuovo (SS 231 Asti-Alba 15, Isola d’Asti) unisce tradizione e innovazione: oltre ai classici piatti piemontesi, offre una versione leggera di bagna cauda accompagnata da triglia e una millefoglie di lingua. È riconosciuto dalla Guida Michelin e ha due Forchette Gambero Rosso.
Trattoria Vascello d’Oro (Via San Giuseppe 9, Carrù) è un locale storico (fondato nel 1887) dove la bagna cauda si sposa con bolliti misti, financiera e tajarin, in un ambiente intimo con cantina privata “Crota dl’amicissia”, premiato anch’esso dal Bib Gourmand.
Darmagi (Via Rivera 7, Mercenasco) propone cucina canavesana, con bagna cauda protagonista del fine settimana, servita in una sala con camino e un dehors verde, segnalata dalla Guida Michelin.

Weekend di Ognissanti: cinque mete a un’ora da Roma

Il 31 ottobre e il 1° novembre è possibile sfuggire al traffico della capitale con brevi trasferte di circa un’ora, ideali per godere dei colori autunnali, di laghi vulcanici, castelli e borghi medievali.

Le mete consigliate

Castel Gandolfo, a 30 km da Roma, sovrasta il Lago Albano. Una passeggiata parte da Piazza della Libertà, davanti al Palazzo Apostolico, proseguendo tra vicoli e terrazze panoramiche. Il lungolago offre spazi verdi e ristoranti tipici per un pranzo tranquillo.
Nemi, incastonato in un cratere vulcanico, è famoso per le “fragoline”. Le sue stradine conducono a terrazze con vista lago, botteghe artigiane e pasticcerie dove gustare dolci a base di questa prelibatezza.
Bracciano ospita il maestoso Castello Orsini-Odescalchi, una fortezza del XV secolo con affreschi e arredi originali. Dopo la visita, è possibile rilassarsi sulle rive del Lago di Bracciano, dove ristoranti locali servono piatti della tradizione laziale.
Tivoli è celebre per Villa d’Este, patrimonio UNESCO noto per le sue fontane monumentali. Domenica 1 novembre l’ingresso è gratuito fino alle 16:00, un’occasione perfetta per una visita culturale senza costi. I giardini rinascimentali offrono scorci incantevoli sull’autunno latino-marino.
Calcata, arroccato su uno sperone di tufo nella Valle del Treja, è un borgo fiabesco dove le auto lasciano spazio a vicoli stretti, archi antichi e botteghe d’artista. L’atmosfera raccolta lo rende ideale per una passeggiata meditativa e una sosta in piccole trattorie locali.

Unire il trekking spirituale, la bagna cauda piemontese e le gite fuori porta di Ognissanti permette di vivere un weekend ricco di cultura, gusto e natura, senza allontanarsi troppo dal quotidiano.

Autore

Alessandro Tassinari

Alessandro Tassinari, torinese con passaporto pieno di timbri, riscrisse un percorso alpino dopo un incontro al Rifugio Garelli: oggi cura storie di viaggio in chiave narrativa. In redazione predilige longform, sostiene l'attenzione al paesaggio e conserva un taccuino logoro con mappe disegnate a mano.