Salta al contenuto
18 Giugno 2026

King Charles III England Coast Path: il sentiero costiero più lungo del mondo

Il King Charles III England Coast Path è il nuovo percorso costiero di 4.328 km inaugurato il 19 marzo e aperto all'80%. Nato da un progetto avviato 18 anni fa ai tempi del governo di Gordon Brown, il cammino collega tratti esistenti e nuovi, sfida chiusure private segnalate dall'associazione Right to Roam e convive con esempi di accesso avanzato come la legge scozzese del 2003.

King Charles III England Coast Path: il sentiero costiero più lungo del mondo

Il King Charles III England Coast Path è stato ufficialmente inaugurato il 19 marzo dopo un percorso di progettazione e realizzazione durato diciotto anni. Il sentiero, con i suoi 4.328 kmcopre quasi tutta l’isola di Gran Bretagna e rappresenta il più lungo cammino costiero organizzato al mondo. La cerimonia di apertura ha avuto un’immagine simbolica: re King Charles III immortalato sulle scogliere bianche delle Seven Sistersaffacciate sulla Manicacuore di una nuova riserva naturale.

Il progetto unisce tratti già famosi e storici a percorsi ricostruiti o riaperti: dal Wales Coast Path integrato a nuove diramazioni, fino a sezioni riportate alla luce dove la natura e il tempo avevano cancellato vecchie tracce. L’attuale rete è percorribile per circa l’80%mentre l’obiettivo a lungo termine è collegare idealmente l’intero perimetro costiero britannico, stimato in circa 14.500 km.

Struttura del percorso e tappe emblematiche

Il sentiero è organizzato in otto segmenti contigui e presenta una singolare interruzione nella parte occidentale, in Cumbriadove è consigliato utilizzare il treno per collegare Cartmel e Furness. Ogni tratto propone un insieme di elementi tipici della paesaggistica britannicacastelli e ruderi, lunghe spiagge, lagune silenziose, zone ideali per il birdwatching, abbazie, fari, borghi di pescatori e resti romani. Tra i luoghi citati nel percorso compaiono località come Cape Cornwallil Clevedon Pier nel Somerset e la Flyde Coast nel Lancashirecon le spiagge di St Annes-on-the-Sea.

Tratti selvaggi e coste più urbanizzate

Alcune porzioni del cammino conservano un carattere quasi selvaggio: un esempio è il tratto che attraversa The Washl’ampio estuario orientale dove per decine di chilometri l’accompagnamento principale è il canto degli uccelli marini e il vento. Al contrario, altri segmenti si sviluppano in contesti più urbani o turistici, offrendo servizi e infrastrutture che agevolano l’accesso e la sosta dei camminatori.

Ostacoli all’accesso e riferimenti normativi

La realizzazione del percorso ha incontrato difficoltà legate all’accesso a vaste aree costiere private, una problematica sollevata dall’associazione Right to Roamcostituita nel 2026 dopo i periodi di confinamento dovuti alla pandemia. L’associazione si è proposta di rendere attraversabili almeno le proprietà più estese lungo la costa per favorire il diritto dei camminatori a fruire del paesaggio costiero.

Sul versante normativo, la situazione scozzese è citata come esempio avanzato: la maggior parte della costa è accessibile grazie a una legge approvata nel 2003che tuttavia poggia su consuetudini e pratiche risalenti a epoche precedenti. La differenza tra le legislazioni nazionali del Regno Unito resta uno degli elementi che influenzeranno il completamento effettivo del tracciato e la gestione degli accessi.

Dal punto di vista logistico, il percorso rappresenta una proposta variegata per camminatori di diversa esperienza: si va da escursioni lunghe e impegnative a passeggiate giornaliere, con la possibilità di alternare tratti isolati a tappe vicino a città e villaggi dotati di servizi.

Il progetto, avviato ai tempi del governo di Gordon Brownè maturato nel corso di quasi due decenni e ha visto il coinvolgimento di istituzioni, enti locali e associazioni ambientaliste. L’inaugurazione ufficiale e la visibilità mediatica hanno rilanciato il tema dell’accessibilità costiera e la possibilità di valorizzare ambienti naturali e paesaggi storici lungo l’intero perimetro dell’isola.

Per chi desidera esplorare il sentiero, le risorse attuali indicano tratti già pronti e sezioni in via di completamento; la raccomandazione per i cammini più lunghi è di pianificare collegamenti e trasferimenti, come la tratta ferroviaria suggerita in Cumbria. L’apertura parziale al pubblico e la grande estensione del progetto lasciano intravedere un potenziale turistico e naturalistico significativo, capace di coniugare attività all’aria aperta e tutela delle coste.

Autore

Beatrice Beretta

Beatrice Beretta, basata a Bologna, annotò per la prima volta itinerari durante una notte al portico di San Luca: da allora coordina rubriche sui viaggi urbani. In redazione promuove reportage su mobilità sostenibile e porta con sé una mappa tascabile dei vicoli bolognesi come talismano professionale.