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2 Novembre 2026

Scopri la Casa Museo Pavarotti e il Pranzo degli Auguri 2026

Scopri la casa dove il grande tenore viveva, i suoi tesori musicali e il pranzo natalizio con gusto emiliano

Scopri la Casa Museo Pavarotti e il Pranzo degli Auguri 2026

Nel cuore della campagna modenese, a pochi minuti dal centro, si trova la Casa Museo Luciano Pavarotti. Il tenore, dopo una carriera internazionale, scelse questo luogo per costruire una dimora dove la vita familiare, la convivialità e l’arte potessero intrecciarsi. Aperta al pubblico dal 2015, la tenuta conserva ancora gli arredi originali, i colori vivaci delle stanze e un pianoforte Steinway che scandì le lezioni gratuite ai giovani cantanti.

Il percorso museale: dai saloni conviviali alle sale d’opera

Il percorso inizia dal grande salone, dove Pavarotti trascorreva i pomeriggi a pranzare con amici, a giocare a carte e a ospitare musicisti emergenti. Le travi a vista e il legno naturale trasmettono un’atmosfera allegra; il pianoforte Steinway è al centro, pronto a riprodurre le note dei talenti che il Maestro accompagnava. Accanto, il frac da concerto e il celebre fazzoletto bianco ricordano le serate di gala, mentre lettere, quadri e piccoli oggetti svelano il lato più intimo dell’artista.

La passione per la pittura: la stanza “La gioia di vivere”

In questa sala, le tele dipinte dal tenore sotto lo pseudonimo “LUPA” mostrano una tavolozza di colori intensi. Camicie floreali, foulard e oggetti di svago completano un ritratto sorprendente e personale, dimostrando che Pavarotti era anche un pittore appassionato.

Premi, riconoscimenti e la “Finestra sul mondo”

Una zona illuminata da un ampio lucernario ospita più di 500 premi e riconoscimenti, tra cui Grammy, Emmy, dischi d’oro e di platino. Lì, la luce del sole accentua il valore delle trofei, ricordando la straordinaria carriera del Maestro.

La camera da letto, luogo in cui trascorse gli ultimi giorni, conserva la cabina armadio con cappelli e foulard iconici. Salendo al piano superiore, tre stanze dedicate all’opera ripercorrono i 29 ruoli interpretati da Pavarotti, dal suo debutto nel 1961 come Rodolfo nella Bohème di Puccini ai più celebri costumi di scena.

Il pranzo degli Auguri 2026: tradizione gastronomica e brindisi d’eccellenza

Il 29 novembre 2026, il Ristorante Europa 92 accoglierà il tradizionale Pranzo degli Auguri organizzato da AIS Emilia. L’evento partirà alle 11.00 con una visita guidata alla Casa Museo, inclusa nel prezzo, per scoprire le testimonianze della vita del Maestro. Alle 13.00 seguirà il pranzo, arricchito da due Franciacorta della cantina Muratori – il Dosaggio Zero Blanc de Blancs e il Brut in Magnum – e da un buffet imperiale con gnocco fritto, tortellini in brodo di cappone, tagliata di manzo al rosmarino, patate al forno e una zuppa inglese per concludere. Il prezzo è di €77 per i soci AIS Emilia e €85 per i non soci fino al 15 novembre; successivamente €85 e €95 rispettivamente.

Come arrivare, orari e tariffe d’ingresso

La Casa Museo si trova in Stradello Nava 6, Modena, immersa nella campagna a sud della città. Da A1 Modena Sud, la visita richiede circa 13 minuti passando per Strada Vignolese/SP623, Strada Gherbella e via Bellaria/SS12. Da A1 Modena Nord, la tratta è di circa 12 minuti via Tangenziale Nord, uscita 20 e via Bellaria. Chi parte dal centro di Modena o dalla stazione può prendere un taxi, con una tariffa massima di €20 all’andata e €30 al ritorno. Davanti al museo è disponibile un ampio parcheggio non custodito.

Gli orari di apertura sono tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00, con ultimo ingresso alle 17.00; la struttura è chiusa il 1° gennaio, il 24 e il 25 dicembre. La visita dura mediamente 50-60 minuti. Il biglietto intero costa €12, quello ridotto €10; i bambini under 12 entrano gratis. Sono previste agevolazioni per over-65, studenti, universitari e categorie convenzionate. Il prezzo comprende l’audioguida multilingue (8 lingue) e l’uso dell’ascensore per tutti i quattro piani.

Autore

Alessandro Tassinari

Alessandro Tassinari, torinese con passaporto pieno di timbri, riscrisse un percorso alpino dopo un incontro al Rifugio Garelli: oggi cura storie di viaggio in chiave narrativa. In redazione predilige longform, sostiene l'attenzione al paesaggio e conserva un taccuino logoro con mappe disegnate a mano.