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8 Ottobre 2026

Scoprire il foliage piemontese: 5 scenari autunnali da non perdere

L’autunno trasforma il Piemonte in un quadro vivente: faggi, castagni e viti si tingono di rosso, arancio e oro, pronti a stupire gli amanti della natura.

Scoprire il foliage piemontese: 5 scenari autunnali da non perdere

Quando le giornate si accorciano e l’aria si fa più frizzante, il foliage piemontese assume protagonismo. Dal cuore delle Alpi alle dolci colline vinicole, i boschi cambiano mantello in un turbinio di giallo, arancio e rosso. Il periodo più efficace per soggiornare tra questi colori è compreso tra ottobre e novembre, con una leggera anticipazione in alta quota e una leggera posticità nelle zone collinari.

Sentieri alpini: Oasi Zegna, Gran Paradiso e Monte Musinè

L’Oasi Zegna, situata tra le Prealpi Biellesi, è un vero studio di forest therapy. Il percorso panoramico di 26 km, noto come Panoramica Zegna regala vedute sulle valli sottostanti e, in giornate limpide, sul Monte Rosa. Qui faggi, castagni, betulle e aceri disegnano tappeti colorati, mentre il fruscio del vento accompagna il passo dei visitatori. Sentieri come il Bosco del Sorriso e il Sentiero della Brughiera sono adatti a famiglie e a escursionisti più esperti.

Il Parco del Gran Paradiso

Il versante piemontese del Parco Nazionale del Gran Paradiso propone scenari altrettanto suggestivi. Nelle valli Orco e Soana, località quali Ceresole Reale e Noasca offrono passeggiate lungo laghi alpini e cascate, dove i larici si tinge di oro. Il contrasto tra l’acqua cristallina, le vette innevate e il fogliame autunnale rende ogni foto un piccolo capolavoro.

Monte Musinè: vista e mistero

A pochi chilometri da Torino, il Monte Musinè incanta con la sua struttura mista di conifere scure, foglie dorate e imponenti formazioni rocciose. I sentieri che salgono sulle sue pendici offrono panorami sulla pianura torinese, sulla Sacra di San Michele e sulle Alpi circostanti. Non è solo il cambiamento dei colori a meritare una visita, ma anche la storia legata al monumento e l’atmosfera quasi mistica che avvolge la montagna.

Vigneti, borghi e ferrovia panoramica: Langhe, Roero e il Treno del Foliage

Le Langhe e il Roero trasformano il foliage in un’opera d’arte viva. Dopo la vendemmia, i filari di Barolo, La Morra, Monforte d’Alba e Neive passano dal verde al giallo e al rosso intenso, creando onde di colore che si intrecciano con castelli e borghi arroccati. Un belvedere panoramico permette di osservare le vigne come se fossero pennellate su una tela.

Il Treno del Foliage sulla ferrovia Vigezzina-Centovalli

Chi preferisce il “cinema” dal finestrino può salire sul Treno del Foliage che collega Domodossola a Locarno attraversando la valle dei Pittori. In poco più di due ore, il treno sfila tra castagni, faggi e betulle che cambiano tonalità ad ogni curva. Fermate come Santa Maria Maggiore o Druogno consentono di scendere per brevi escursioni, ma anche rimanere a bordo garantisce una continuità visiva senza sforzi. La tratta è lunga 52 km e, data la popolarità, è consigliabile prenotare in anticipo.

Un weekend o una gita di un giorno in Piemonte durante l’autunno può così prendere forme molteplici: camminata immersi nel silenzio di un bosco secolare, degustazione di vini in un paesaggio di viti infuocate, o semplice contemplazione dal finestrino di un treno che attraversa crinali mozzafiato. Qualunque sia la scelta, il foliage piemontese garantisce emozioni visive e sensoriali uniche.

Autore

Beatrice Beretta

Beatrice Beretta, basata a Bologna, annotò per la prima volta itinerari durante una notte al portico di San Luca: da allora coordina rubriche sui viaggi urbani. In redazione promuove reportage su mobilità sostenibile e porta con sé una mappa tascabile dei vicoli bolognesi come talismano professionale.