Negli ultimi giorni si è formato un vasto nucleo di aria calda di origine subtropicale che sta per imporsi sull’Europa occidentale e sul Mediterraneo. Questa configurazione evolve verso un anticiclone africano estremamente intenso e persistente, destinato a portare un marcato aumento delle temperature e notti afose in molte zone d’Italia.
La caratteristica principale di questa fase è la persistenza non si tratta di un episodio breve ma di un periodo prolungato di caldo che, iniziato intorno al 17 giugno, può assumere la forma di un blocco unico e continuo per oltre due settimane. Tale durata aumenta il rischio di stress per la popolazione, l’agricoltura e le risorse idriche.
Record mensili e aree più colpite: Nord e tirreniche in prima linea
Le pianure del Nord e le regioni tirreniche sono tra le aree più vulnerabili a questa ondata. Le previsioni indicano che diverse stazioni meteo locali potrebbero registrare valori storici mensili già nel corso del fine settimana: Milano potrebbe superare i 37°C, spingendosi verso i 38°C, mentre Firenze è stimata toccare punte intorno ai 41°C entro lunedì 29 giugno. Anche altre città come Bologna, Roma e alcune aree interne della Puglia potrebbero avvicinarsi ai 39-40°C.
Il fattore notti tropicali
Uno degli aspetti più critici è la diffusione delle cosiddette notti tropicali con minime che in Pianura Padana potrebbero attestarsi sui 26-27°C. Questo fenomeno impedisce il raffreddamento notturno e aumenta il discomfort nelle aree urbane per l’effetto combinato di caldo e umidità. Metropoli come Milano potrebbero sperimentare un clima notturno simile a città subtropicali.
Afa, umidità e temperature percepite: il caso delle coste
Anche le zone costiere non offriranno sempre un rifugio sicuro. In alcuni casi la combinazione tra alta temperatura e umidità elevata farà lievitare la temperatura percepita ben oltre il valore dell’aria. Un esempio indicativo: per alcune località tirreniche sono previste massime reali sui 38°C con umidità attorno al 60-65%, fattori che possono portare il caldo percepito oltre i 45°C, creando condizioni di disagio analoghe a climi tropicali umidi.
Instabilità residua sulle montagne
Nonostante il dominio dell’alta pressione, fino a giovedì permarrà una certa instabilità sulle catene montuose. Sulle Alpi e sugli Appennini sono previste manifestazioni temporalesche, anche violente, con grandine e locali colpi di vento, che potranno lambire le regioni tirreniche e occasionalmente interessare aree di pianura come Lazio e Campania prima del consolidamento definitivo della cupola anticiclonica.
Tempistiche e proiezioni: quando potrebbe allentarsi la morsa
I modelli a lungo termine mostrano la possibilità di un cedimento della pressione e di un calo termico soltanto dopo i primi giorni di luglio; tuttavia queste proiezioni restano soggette a incertezze. Al momento è realistico attendersi condizioni di alta pressione ancora molto forti almeno fino a lunedì della prossima settimana, con il picco di calore atteso proprio nel weekend tra il 27 e il 28 giugno, quando diverse stazioni potrebbero registrare i valori massimi più elevati.
Per la popolazione ciò significa prepararsi a giorni consecutivi con temperature ben al di sopra delle medie stagionali e a periodi notturni di scarsa ventilazione che riducono il recupero fisico dopo le ore diurne più calde. Gli scenari ipotizzati richiedono particolare attenzione ai settori più fragili: anziani, bambini, lavoratori all’aperto e chi soffre di patologie croniche.
L’attenzione rimane alta per la durata dell’evento, che è il fattore più preoccupante rispetto all’intensità puntuale.



