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28 Ottobre 2026

Dove trovare i colori d’autunno più spettacolari in Italia

Un viaggio tra montagne, laghi e vigneti per vivere il foliage più intenso d’Italia.

Dove trovare i colori d'autunno più spettacolari in Italia

L’autunno italiano si trasforma in un vero e proprio palcoscenico di colori. Basta aprire il finestrino o imboccare un sentiero per sentire la terra cambiare tavolozza: le chiome di larici diventano oro, i faggi si tingono di rame e i vigneti si colorano come tessere di un mosaico. Questo periodo, che si estende da fine settembre a metà novembre, è l’occasione perfetta per rallentare, camminare e riempire la memoria del telefono di nuove immagini.

Il momento esatto in cui le foglie si accendono varia a seconda di quota, latitudine ed esposizione al sole. Le prime sfumature compaiono sulle vette alpine già a fine settembre, poi scendono verso le Prealpi, gli Appennini e infine le colline del Sud. Per scegliere la data migliore è consigliabile monitorare le previsioni meteo: un’ondata di freddo improvvisa può far cadere le foglie in pochi giorni, mentre un autunno mite prolunga lo spettacolo.

Laghi alpini e valli dolomitiche: i colori più intensi

Le Dolomiti offrono alcuni dei paesaggi da cartolina più ammirati d’Europa. Il Lago di Braies, situato a quasi 1500 m di altitudine nel Parco naturale Fanes-Senes-Braies, si trasforma in uno specchio d’ambra quando i larici lungo le rive assumono il giallo brillante. Il riflesso varia in base alla posizione del sole e alla nuvolosità, creando scenari diversi ad ogni passo lungo il sentiero di 3,6 km che costeggia il lago.

Val di Funes e Alpe di Siusi

Proseguendo verso est, la Val di Funes e l’Alpe di Siusi alternano prati verdi a boschi di larici dorati e a piccoli masi in legno. Qui la luce del pomeriggio colora le pareti rocciose di tonalità pastello, mentre le foglie cadono silenziosamente su sentieri punctati da capanne alpine. L’ideale è arrivare presto, quando l’aria è ancora fresca e il silenzio è interrotto solo dal fruscio delle foglie.

Le Langhe e il Roero: vigneti dipinti d’autunno

Scendendo verso le colline del Piemonte, le Langhe e il Roero si distinguono per la loro architettura agricola unica. I filari di Nebbiolo, Barbera e altre varietà di uva disegnano linee colorate che alternano giallo, arancione e rosso lungo le pendici di Barolo, La Morra e Serralunga d’Alba. In questo periodo il paesaggio UNESCO si sovrappone alla stagione del tartufo e delle cantine aperte: è possibile passeggiare tra i filari, salire ai belvedere dei borghi e concludere la giornata con un pranzo a base di funghi, nocciole tostate e vino locale.

Foreste appenniniche e parchi UNESCO: natura incontaminata

Nel Centro Italia, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi rappresenta uno dei migliori esempi di transizione cromatica. Tra fine ottobre e inizio novembre, le faggete, gli aceri, le querce e i castagni creano una “stanza di luce” di colore rame, perfetta per lunghe camminate. Zone come Camaldoli, La Verna e il Monte Penna offrono percorsi che uniscono natura, arte sacra e storia, con abbazie, cascate e punti panoramici.

Monti Cimini e Monte Cimino

Per chi parte da Roma, i Monti Cimini sono una fuga veloce. La faggeta del Monte Cimino, riconosciuta dall’UNESCO, ricopre il vulcano spento di tronchi alti e chiome compatte che in autunno passano dal verde intenso all’oro e al bronzo. Tra le ore di passeggiata è possibile combinare la visita ai laghi vulcanici di Vico e Bolsena e ai caratteristici borghi della Tuscia.

Infine, la Sila, il Gargano e la foresta Umbra al Sud mantengono le loro querce e castagni in piena trasformazione fino a novembre, quando il Nord ha già perso le foglie. Qui il contrasto tra mare e montagne aggiunge un ulteriore tocco di magia al foliage.

Autore

Alessandro Tassinari

Alessandro Tassinari, torinese con passaporto pieno di timbri, riscrisse un percorso alpino dopo un incontro al Rifugio Garelli: oggi cura storie di viaggio in chiave narrativa. In redazione predilige longform, sostiene l'attenzione al paesaggio e conserva un taccuino logoro con mappe disegnate a mano.