L’estate si avvicina, ma è l’inverno a rubare la scena sul Piemonte settentrionale: dal 4 dicembre 2026 al 10 gennaio 2027 le sponde del Lago Maggiore e del Lago d’Orta si vestono di luce, suoni e innovazione. Due progetti, nati da volontà artistiche e scientifiche, convergono in un unico itinerario che invita residenti e turisti a riscoprire gli antichi borghi sotto una nuova veste luminosa.
Il festival Isole di Luce celebra l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi reinterpretando il suo “Cantico delle creature” in chiave contemporanea, mentre il progetto Luvia, frutto della tesi di un giovane designer novarese, si presenta alla Dutch Design Week come risposta concreta alla fragilità degli ecosistemi lacustri. Entrambi i percorsi hanno l’obiettivo di far parlare la natura: una attraverso l’arte visiva, l’altra tramite tecnologie di monitoraggio e fitodepurazione.
Isole di Luce 2026-2027: luce e storia lungo le rive
Stresa, Isola Bella e Isola dei Pescatori
Il cammino luminescente parte da Stresa, dove il Palazzo Borromeo sull’Isola Bella diventa il palcoscenico dell’installazione “Il sole, la luna e l’armonia del cosmo”. Proiezioni colorate, che vanno dall’ambra dorata alle sfumature notturne, avvolgono le facciate barocche e i giardini a gradoni, creando un dialogo visivo tra architettura e ciclo cosmico. A pochi passi, sull’Isola dei Pescatori, la proposta “Sorella acqua” trasforma i vicoli in un mosaico ondulante: luci soffuse imitano il movimento delle onde su pietra e vegetazione, facendo sembrare il borgo sospeso sopra le acque del lago.
Baveno e Verbania: la terra che respira
Scendendo verso la sponda orientale, il complesso dei Santi Gervaso e Protaso a Baveno accoglie “Madre Terra generatrice”. Il videomapping anima la facciata romanica ricreando il Presepe di Greccio, per poi trasformarsi in una sequenza di cristalli, pietra viva e fioriture primaverili, enfatizzando il legame tra terra e acqua. Nelle vicinanze, il Palazzo Municipale di Pallanza a Verbania ospita “Fratello vento”, un’opera dinamica che dipinge con fasci di luce il respiro invisibile dell’aria, suggerendo come il vento scandisca i paesaggi lacustri.
Orta San Giulio, Piazza Motta e l’Isola di San Giulio
Il punto più romantico dell’intero itinerario è Orta San Giulio. Nella Piazza Motta, la facciata dell’ex Albergo Orta si illumina di motivi francescani, mentre gli edifici orientali ricreano la Natività in chiave moderna. Un albero vivo di cinque metri, posto davanti al Palazzotto, si erge come simbolo di rigenerazione, mentre l’illuminazione dell’Isola di San Giulio, visibile dallo specchio d’acqua, completa lo spettacolo, offrendo ai visitatori una vista panoramica che sembra dipinta dal crepuscolo.
Luvia: design sostenibile per il futuro del Lago d’Orta
Struttura ecologica decentrata
“Luvia” è una infrastruttura ecologica decentralizzata sviluppata da Mattia Vinzia e dal suo team di giovani designer. Il cuore del progetto è una cassa bentonica in ceramica, sabbia silicea e carbonato di calcio, pensata per accogliere i bivalvi d’acqua dolce Unio elongatulus, noti per le loro eccezionali capacità filtranti. Accanto, una boa equipaggiata con sensori multiparametrici e fitopiante autoctone raccoglie dati ambientali, mentre un servizio digitale elabora le informazioni, rendendole fruibili da amministrazioni e ricercatori.
Impatto sul lago e prospettive di diffusione
Grazie a Luvia, il monitoraggio continuo del Lago d’Orta diventa più preciso: le variazioni di nutrienti, microplastiche e temperature vengono tracciate in tempo reale, consentendo interventi rapidi di depurazione. Il progetto, presentato alla Dutch Design Week, dimostra come il design possa fungere da ponte tra scienza e cittadinanza, offrendo una soluzione replicabile anche in altri bacini italiani. L’ambizione è trasformare il prototipo in una rete di “isole Luvia” lungo i corsi d’acqua, creando un modello di rigenerazione scalabile e partecipativo.



