Salta al contenuto
30 Agosto 2026

Forte dello Chaberton: divieto di accesso per instabilità strutturale

Il Forte dello Chaberton, situato a 3.131 metri sul Monte Chaberton, è stato chiuso al pubblico a causa del rischio di crolli. Scopri le ragioni di questa decisione e cosa significa per gli escursionisti.

Forte dello Chaberton: divieto di accesso per instabilità strutturale

Nelle alte vette delle Alpi, tra Italia e Francia, si erge un testimone silenzioso di storia e ingegneria militare: il Forte dello Chaberton. Conosciuto anche come Forte delle Nuvole questo imponente complesso a 3.131 metri di quota ha recentemente visto chiudere i propri accessi al pubblico. La decisione, presa dal Comune di Montgenèvre con un’ordinanza del 19 agosto 2026, è motivata dal grave rischio di crolli che minaccia la struttura.

Nonostante il divieto di accesso, la salita alla vetta del Monte Chaberton rimane consentita. Gli escursionisti possono ancora godere della vista mozzafiato, ma non possono più entrare all’interno del forte. Questa misura temporanea è stata adottata per garantire la sicurezza di tutti, mentre si valutano gli interventi necessari per stabilizzare la struttura.

Le ragioni della chiusura: un secolo di sfide climatiche e storiche

Il Forte dello Chaberton, costruito alla fine dell’Ottocento, è stato soggetto a decenni di condizioni climatiche estreme. Neve, gelo, infiltrazioni d’acqua e cicli di gelo e disgelo hanno progressivamente compromesso la stabilità delle sue strutture. A questi fattori naturali si aggiungono i danni provocati dai bombardamenti del 1940 e il lungo periodo di abbandono successivo.

L’ordinanza del Comune di Montgenèvre vieta l’accesso a gallerie, casematte, torrette e locali sotterranei. Inoltre, è proibito arrampicarsi sui muri e svolgere attività esplorative non autorizzate. La Gendarmerie francese sarà incaricata di far rispettare queste disposizioni, con controlli mirati a prevenire intrusioni e atti di vandalismo.

Un patrimonio storico da proteggere

Il Forte dello Chaberton è stato dichiarato Monument Historique francese nel 2026, una designazione che tutela l’intero complesso, non solo le otto torri che caratterizzano la sommità. La struttura, costruita tra il 1898 e il 1910, rappresenta un’autentica impresa ingegneristica. La cima della montagna fu abbassata di circa sei metri per fare spazio al forte, che ospitava cannoni, comando, infermeria, cucine e depositi.

Una teleferica, completata nel 1910, collegava il forte al fondovalle, facilitando il trasporto di uomini e materiali. Nonostante la sua posizione strategica, il forte fu neutralizzato il 21 giugno 1940 dall’artiglieria francese con obici Schneider da 280 millimetri. Dopo la guerra, con il Trattato di Parigi del 1947, la cima passò alla Francia.

Escursioni consentite, ma con limitazioni

La chiusura del forte non significa che il Monte Chaberton sia diventato inaccessibile. Le escursioni lungo i sentieri che conducono alla vetta restano consentite, e gli escursionisti possono ancora godere della vista spettacolare. Tuttavia, una volta raggiunta la cima, non è possibile entrare nella struttura militare.

Il valore storico e paesaggistico del luogo rimane inalterato. Il Forte dello Chaberton, con le sue otto torri in calcestruzzo, è un simbolo di resistenza e ingegno umano. Nonostante le attuali limitazioni, la speranza è che gli interventi di messa in sicurezza possano presto permettere di riaprire le porte a questo straordinario monumento.

Autore

Alessandro Tassinari

Alessandro Tassinari, torinese con passaporto pieno di timbri, riscrisse un percorso alpino dopo un incontro al Rifugio Garelli: oggi cura storie di viaggio in chiave narrativa. In redazione predilige longform, sostiene l'attenzione al paesaggio e conserva un taccuino logoro con mappe disegnate a mano.