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1 Novembre 2026

Guida alle esposizioni imperdibili tra Torino, Milano, Roma e Lugano

Un tour culturale che attraversa città e mostre, dal colore di Kandinsky alle strutture in cantiere di Tradate.

Guida alle esposizioni imperdibili tra Torino, Milano, Roma e Lugano

L’autunno si presenta come la stagione ideale per chi vuole trasformare la curiosità in esperienza museale. Un itinerario che parte da Torino, si snoda verso Milano, Roma e Firenze, per poi attraversare il confine e arrivare a Lugano, offre la possibilità di visitare esposizioni che spaziano dalla pittura astratta all’architettura razionalista, passando per la moda surrealista e la scultura contemporanea.

Mostre di pittura e avanguardia nelle capitali italiane

Il Palazzo Bonaparte di Roma ospita, fino al 14 febbraio 2027, la retrospettiva su Vassily Kandinsky. Tra i 70 dipinti in scena, spiccano Gelb-Rot-Blau (1925, 128×201,5 cm) e L’Arco nero (1912), testimonianze della transizione dell’artista verso l’astrazione totale. A Palazzo Braschi, la mostra “Keith Haring Icons / Icone” (fino all’11 aprile 2027) raccoglie più di 140 opere, dalle serigrafie ai poster politici, dimostrando come la linea semplice dell’artista possa diventare linguaggio pubblico. Nelle Scuderie del Quirinale, la monografia su Jacopo Pontormo (fino al 7 febbraio 2027) esplora il manierismo più inquietante, con dipinti che ancora oggi sfidano le regole cromatiche tradizionali.

Firenze e la frammentazione della scultura

Al Palazzo Strozzi, “Broken, il potere del frammento” (fino al 24 gennaio 2027) indaga la storia della scultura attraverso più di 80 opere, dal periodo egizio a Michelangelo, passando per Rodin e gli artisti contemporanei. L’installazione di Mark Manders nel cortile rinascimentale funge da punto di rottura fisico e concettuale, chiedendosi se un frammento possa valere meno di un’opera completa.

Architettura in divenire: Tradate, Gallarate e oltre

Il complesso ex fabbrica Koh-I-Noor di Tradate, trasformato in 155 Tradate, apre le sue porte dal 29 ottobre al 20 dicembre 2026. La mostra “Enrico A. Griffini – Costruire modernamente”, curata da Massimiliano Savorra e Valeria Griffini, ricostruisce il progetto razionalista del 1942-43, mostrando come l’edificio stesso sia l’oggetto principale dell’esposizione. Gli installatori Lola Ottolini, Matteo Andreoletti e Lucia Emma Avolio giocano con specchi convessi e luci per trasformare le superfici in lente d’ingrandimento dei dettagli architettonici.

Corpi e conflitti a Gallarate

Dal 15 novembre 2026 al 4 aprile 2027, il MAGA di Gallarate propone “Jago – Corpi esposti”. Curata da Tommaso Zijno, l’esposizione mette a confronto sculture contemporanee con opere storiche, interrogando il ruolo del corpo umano come specchio di violenza e vulnerabilità. La mostra, parte del progetto “L’arte non è mai un’isola”, viaggia fino a Milano, Napoli e Capri, dove il dialogo tra materia solida e acqua approfondisce il concetto di tempo fluido.

Curatoriali di confine: Lugano, Milano e altre tappe

Il MASI di Lugano inaugura il 15 novembre la sua prima esposizione sotto la direzione di Letizia Ragaglia: “Re-Imaginings”, con opere di Una Szeemann e Mai-Thu Perret. Ragaglia, presente anche al Museion di Bolzano e al Kunstmuseum Liechtenstein, ricorda che “nell’arte non c’è forse quasi niente da capire, perché l’arte è, a tutti gli effetti, un’esperienza”. A Milano, il Palazzo Reale propone “Dalí e la moda” (fino al 31 gennaio 2027), dove oltre 200 oggetti rivelano come il surrealismo abbia influenzato abiti, gioielli e accessori. Sempre a Milano, la mostra “Matisse – Il mondo in una stanza” al MUDEC (fino al 21 febbraio 2027) collega la pittura al viaggio interiore dell’artista, includendo tessuti e oggetti d’arte africana, islamica e asiatica.

Nel settore dei beni culturali antichi, la Fondazione Prada presenta “Global Antiquity” (5 novembre 2026 – 1 marzo 2027), una panoramica sulle interazioni afro-eurasiatiche dal 600 a.C. al 1000 d.C., con oltre 150 manufatti che dimostrano come il Mediterraneo fosse già una rete di scambi globali. Una piccola ma significativa presenza è la statuetta di avorio indiano ritrovata a Pompei prima dell’eruzione del 79 d.C., simbolo tangibile di una connessione antica tra Oriente e Occidente.

Questo percorso, che combina pittura, scultura, moda, architettura e storia antica, invita a percorrere treni, autobus o auto, a mettere le scarpe comode e a lasciarsi sorprendere da una stagione culturale ricca di storie e scoperte. Non resta che scegliere la tappa di partenza e lasciarsi guidare dall’arte.

Autore

Alessandro Tassinari

Alessandro Tassinari, torinese con passaporto pieno di timbri, riscrisse un percorso alpino dopo un incontro al Rifugio Garelli: oggi cura storie di viaggio in chiave narrativa. In redazione predilige longform, sostiene l'attenzione al paesaggio e conserva un taccuino logoro con mappe disegnate a mano.