In un fine settimana ricco di emozioni e significati, Gallipoli e Catania si uniscono in un gemellaggio storico nel nome di Sant’Agata. Questo evento, che celebra il IX centenario del ritrovamento della reliquia della mammella della santa, rappresenta un momento di profonda unione spirituale e culturale tra le due comunità.
Il legame tra Gallipoli e Catania è antico e profondo, radicato nella devozione condivisa per Sant’Agata. Questo gemellaggio, ratificato con una cerimonia istituzionale, è un riconoscimento ufficiale di una tradizione che unisce le due città da secoli.
La cerimonia istituzionale e l’oratorio sacro
La serata di venerdì ha visto l’arrivo della delegazione di Catania, guidata dal sindaco Enrico Trantino nella basilica concattedrale di Sant’Agata a Gallipoli. L’incontro, inserito nel programma del Giubileo Agatino 2026-2027 ha rappresentato un momento di grande valore religioso e culturale.
In prima assoluta, è stato eseguito l’Oratorio Sacro ‘L’Amazzone Celeste-Agata, Sposa di Cristo’ con testo di monsignor Piero De Santis e musiche del maestro Enrico Tricarico. Questo oratorio, ispirato agli antichi oratori gallipolini del XVIII secolo, ha coinvolto soli, coro e orchestra, offrendo un’esperienza unica ai presenti.
Le autorità presenti
Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Gallipoli, Flavio Fasano il sindaco di Catania, Enrico Trantino le rispettive amministrazioni comunali, e le autorità civili, militari e religiose, tra cui i due vescovi. Questo evento ha sottolineato l’importanza del gemellaggio e del culto di Sant’Agata per entrambe le comunità.
La cerimonia di gemellaggio e l’installazione fotografica
Il momento clou del gemellaggio si è svolto sabato 8 agosto, alle 10.30, presso l’aula consiliare del Palazzo Balsamo. Qui, alla presenza delle autorità civili e religiose, è stato sottoscritto il Patto di Gemellaggio tra Gallipoli e Catania. La cerimonia è stata trasmessa in diretta streaming sui canali ufficiali del Comune di Gallipoli, permettendo a tutti i cittadini di partecipare a questo storico momento.
A seguire, presso il Teatro Garibaldi, è stata inaugurata un’installazione fotografica tematica con 11 straordinari scatti del maestro Fabrizio Villa. Questi lavori raccontano l’energia della processione di Sant’Agata a Catania, un rito che ogni anno unisce 2 milioni di fedeli e che è in procinto di entrare nel Patrimonio Mondiale Unesco.
La processione e la venerazione delle reliquie
Nel corso della giornata, intorno alle 19.30, sono state accolte le insigni reliquie del velo e della mammella di Sant’Agata, provenienti dalla basilica cattedrale di Sant’Agata in Catania. Le reliquie sono transitate sulla banchina della capitaneria di porto, con ingresso dall’area della Blue Salento, in un contesto di grande solennità e devozione.
È seguita una solenne processione e un pontificale presieduto da monsignor Luigi Renna arcivescovo di Catania, insieme al vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli, monsignor Fernando Filograna. Al termine, i cittadini e i visitatori hanno avuto l’opportunità di venerare le reliquie, un momento di grande intensità spirituale che si è protratto anche nella mattinata di domenica.
L’amministrazione comunale ha invitato tutti a partecipare a questo evento, che rappresenta un momento di fede, storia e amicizia tra due comunità unite dalla figura di Sant’Agata. Nel mese di ottobre, una delegazione gallipolina ricambierà la visita in terra siciliana per partecipare agli eventi celebrativi programmati dall’amministrazione comunale di Catania.



