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Il 2026 e l’ottavo centenario della morte di San Francesco
Il 2026 si preannuncia come un anno di grande rilevanza per l’Umbria, in quanto si celebra l’ottavo centenario della morte di San Francesco. Questo anniversario non solo onora la figura del Santo, ma offre anche un’opportunità straordinaria per riscoprire la bellezza e la storia della sua terra natale. È stato avviato un ampio programma di iniziative volto a rendere accessibili al pubblico percorsi storici e naturalistici che, fino ad ora, erano stati dimenticati o inaccessibili.
Riscoprire Narni e i suoi tesori sotterranei
Il viaggio alla scoperta di questa regione inizia da Narni, un incantevole borgo medievale che ha recentemente riacquistato nuova vita grazie a investimenti significativi. Le opere di restauro hanno permesso di riaprire la Narni Sotterranea, un affascinante labirinto di gallerie e passaggi storici, ora accessibili ai visitatori. Gli studi condotti negli archivi vaticani hanno rivelato storie affascinanti legate ai graffiti e alle celle della Sala dei Tormenti, arricchendo l’esperienza di visita con un racconto dettagliato.
Il Sacro Speco di Sant’Urbano
Nei pressi di Narni, il Sacro Speco di Sant’Urbano continua a rappresentare un legame profondo tra la figura di San Francesco e il territorio circostante. Questo luogo sacro offre un’atmosfera unica, invitando i pellegrini a riflettere sulla vita e gli insegnamenti del Santo.
I cammini della fede e della natura
Un’altra iniziativa rilevante per il 2026 è la valorizzazione dei percorsi naturali che si snodano attraverso il paesaggio umbro. Un tratto del Cammino di Francesco, che va dalla spettacolare Cascata delle Marmore al lago di Piediluco, è stato completamente ripristinato e reso sicuro per i visitatori. Questo sentiero non è solo un percorso di bellezza naturale, ma anche un viaggio spirituale che conduce verso il confine laziale di Greccio, dove sorge il celebre santuario del primo presepe.
Un sistema museale integrato
Il santuario di Greccio è oggi parte di un ampio sistema museale che unisce le valli umbre e reatine, offrendo un’esperienza culturale e spirituale strutturata per i visitatori. La connessione tra i luoghi significativi della vita di San Francesco e le bellezze naturali della regione crea un itinerario imperdibile.
Spoleto e la sua storia ferroviaria
Proseguendo il viaggio attraverso l’Umbria, Spoleto emerge come un punto cardine delle celebrazioni del centenario. Questa città, nota per la sua bellezza architettonica e la sua ricca storia, celebra un anniversario significativo: i 100 anni della ferrovia Spoleto-Norcia, inaugurata nel 1926. Il recente ripristino del tracciato ferroviario ha dato vita a un suggestivo itinerario ciclopedonale, che invita a esplorare il territorio tra gallerie e opere ingegneristiche di grande impatto.
La Rocca Albornoziana e le Case Romane
La Rocca Albornoziana e il Duomo di Spoleto accolgono i visitatori con aperture straordinarie, mentre le Case Romane sotterranee, ora accessibili, offrono uno sguardo unico sulla vita quotidiana dell’antichità. Questa combinazione di storia e architettura rende l’esperienza ancora più coinvolgente e arricchente.
Foligno e l’eredità di San Francesco
Scendendo verso la valle, Foligno si conferma come una tappa fondamentale nel percorso francescano. Qui, San Francesco compì il gesto simbolico della vendita dei suoi beni. In occasione del centenario, il Palazzo Trinci e la Cattedrale di San Feliciano ospiteranno mostre che collegano la storia del Santo alla tradizione mercantile della città, dando vita a un evento che celebra la cultura locale.
La Giostra della Quintana
Foligno, nota anche per la prima stampa della Divina Commedia nel 1472, rivive quest’anno eventi storici di grande richiamo, come la Giostra della Quintana, che si inserisce in un circuito di rievocazioni storiche di rilevanza nazionale.
Assisi e Gubbio: un viaggio spirituale e culturale
Non si può parlare dell’Umbria senza menzionare Assisi, cuore pulsante delle celebrazioni del 2026. La Basilica di San Francesco e altri complessi monumentali della città sono stati dotati di nuovi strumenti di fruizione digitale. Questo permette ai visitatori di ammirare capolavori come gli affreschi di Giotto e Cimabue in una luce completamente nuova.
Proseguendo verso Gubbio, si trova una città ricca di storia e tradizione. Famosa per il suo palio, la corsa dei ceri, Gubbio rappresenta un importante centro di attrazione culturale. La sua architettura medievale e le stradine acciottolate offrono un’atmosfera unica. Qui, il visitatore può scoprire il Teatro Romano e il Palazzo dei Consoli, simboli di un passato glorioso.
In questo contesto, il legame tra spiritualità e cultura si fa evidente. Mentre Assisi celebra la vita di San Francesco, Gubbio racconta storie di antiche tradizioni e di una comunità che mantiene vive le proprie radici. Entrambe le città sono un invito a riflettere sulla propria spiritualità e sul significato della storia.
Gubbio e la corsa dei ceri
Il viaggio si conclude a Gubbio, dove è possibile rivivere i luoghi legati all’incontro con il lupo e utilizzare la storica funivia per raggiungere la Basilica di Sant’Ubaldo. Gubbio sta investendo nel potenziamento dei sentieri montani e nella valorizzazione della corsa dei ceri, un simbolo della tradizione regionale. Questo itinerario rappresenta la conclusione di un percorso che, attraverso l’ottavo centenario, ha saputo trasformare la memoria storica in un’esperienza di viaggio moderna e accessibile.

