Giornate Fai di Primavera in Emilia-Romagna: itinerari e luoghi poco noti

Partecipa alle Giornate Fai di Primavera: due giorni per esplorare 53 luoghi in Emilia-Romagna, con visite guidate, volontari e percorsi in più lingue

Il fascino nascosto del patrimonio regionale torna protagonista: le Giornate Fai di Primavera riaprono le porte di dimore, chiese, biblioteche e botteghe artigiane in Emilia-Romagna, offrendo l’occasione di vedere spazi solitamente chiusi al pubblico. L’appuntamento, in programma sabato 21 e domenica 22 marzo, è presentato alla stampa mercoledì 11 marzo presso la sede regionale di Bologna; si tratta di una proposta che unisce valore culturale e partecipazione civica grazie all’impegno di volontari e scuole.

Questa edizione celebra la continuità di un’iniziativa che dal 1993 ha fatto conoscere migliaia di luoghi in tutta Italia e nella sua 34esima tornata non rinuncia a sorprendere. In Emilia-Romagna saranno visitabili 53 siti, resi accessibili da delegazioni e gruppi che coinvolgono oltre 22.000 aderenti: un mosaico di storie, architetture e tradizioni che raccontano il territorio in modo vivo e diretto.

Come funziona l’iniziativa e chi la anima

Le visite si svolgono grazie a una rete capillare di persone: più di 7.500 volontari FAI in tutta Italia e circa 17.000 apprendisti ciceroni, studenti delle scuole secondarie formati per illustrare i luoghi. In Emilia-Romagna il FAI è rappresentato da 10 delegazioni e 12 gruppi, a cui si aggiungono 8 gruppi giovani e 4 gruppi ponte tra culture che organizzano percorsi in inglese, polacco, georgiano, russo, arabo e ucraino. L’insieme delle aperture in Italia mette a disposizione 780 luoghi in 400 città, tutti visitabili a contributo libero.

I temi e le opportunità di visita

Le proposte spaziano da grandi anniversari e ville restaurate a laboratori artigianali che custodiscono tecniche tradizionali, passando per biblioteche storiche e siti di archeologia e arte moderna. Questa varietà rende l’evento un’occasione per incontrare non solo l’architettura, ma anche famiglie, personaggi e memorie che animano il paesaggio culturale. Il lavoro con le scuole, in particolare, punta a trasformare i giovani in ambasciatori del territorio attraverso il ruolo di apprendisti ciceroni, una pratica educativa che unisce conoscenza e partecipazione attiva.

Lingue e accessibilità

Un elemento distintivo è la disponibilità di visite in più lingue, grazie ai gruppi ponte: chi non parla italiano potrà usufruire di spiegazioni in inglese, polacco, georgiano, russo, arabo e ucraino, ampliando l’accessibilità dell’offerta culturale. Questa attenzione linguistica è una scelta che sottolinea come la cultura possa essere strumento di inclusione e scambio tra comunità diverse.

I luoghi aperti in Emilia-Romagna

L’elenco delle aperture copre tutte le province regionali e riunisce edifici ecclesiastici, ville, palazzi, castelli, biblioteche e musei: nella provincia di Bologna si segnala Villa Talon ad Argelato, la Chiesa di Santa Maria Incoronata e il Complesso di San Giovanni in Monte a Bologna, insieme a Palazzo Dall’Armi Marescalchi; a Budrio e Bagnarola spiccano Palazzo Bentivoglio Odorici e Villa Ranuzzi Cospi; Imola offre chiese e istituzioni storiche, tra cui il Convento di San Giacomo Maggiore del Carmine e il Palazzo Dal Monte Casoni; San Giovanni in Persiceto presenta Palazzo Bonfiglioli.

La provincia di Ferrara propone aperture a Argenta, Bondeno, Codigoro e Comacchio, con palazzi e chiese come il Palazzo Bellini; Ferrara città mette in mostra l’ex Chiesa di Santa Maria delle Grazie, il Palazzo Paradiso e altre architetture del Novecento. Nel Forlivese e Cesena si visitano il Monastero del Corpus Domini, la Chiesa di Santa Cristina a Cesena, e botteghe artigiane come la Stamperia Pascucci a Gambettola, oltre a castelli e fondazioni a Longiano e Savignano sul Rubicone.

Modena e provincia includono il Castello di Guiglia, villa storiche e la Biblioteca Estense Universitaria; Parma offre il Conservatorio Arrigo Boito, il Palazzo Ducale del Giardino e biblioteche storiche a Busseto; Piacenza espone monasteri e rocche; Ravenna mette a disposizione palazzi, mosaici e musei, mentre Reggio Emilia apre il Palazzo Bentivoglio e l’ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario, tra gli altri siti. Per dettagli e orari è disponibile il portale ufficiale www.giornatefai.it e si ricorda l’ultimo aggiornamento del comunicato: 11-03-2026, 15:55.

Consigli pratici per la visita

Per sfruttare al meglio il fine settimana, è utile consultare gli orari sul sito, prenotare quando richiesto e considerare percorsi tematici per concentrare le visite. Portare con sé una guida tascabile o scaricare mappe digitali può aiutare a organizzare il tempo. Ricordiamo che molte aperture prevedono un contributo libero, e che la collaborazione dei proprietari e delle istituzioni è fondamentale per rendere possibili queste giornate.

Scritto da Marco Santini

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