Itinerari e tesori nascosti dell’Appennino centrale per il turismo lento

Un libro-guida che mette in rete borghi, santuari e paesaggi dell'Appennino centrale attraverso nove percorsi pensati per il turismo lento

L’Appennino centrale presenta contrasti pronunciati: creste rocciose, borghi in pietra e aree silenziose segnate dal sisma. Il progetto editoriale curato da Chiara Giacobelli per Giunti nasce con l’obiettivo di valorizzare le zone colpite e promuovere un turismo lento e sostenibile.

Il volume raccoglie quasi 300 pagine tra fotografie, cartografie e consigli pratici. Propone una rete di nove itinerari che attraversano quattro regioni: Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. L’iniziativa è promossa dal Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli, per affiancare alla ricostruzione materiale un progetto culturale e sociale.

Il cratere e la mappa dei percorsi

Il progetto editoriale prosegue affiancando alla ricostruzione materiale un piano di valorizzazione culturale e sociale. Geograficamente l’area interessata coincide con il cosiddetto cratere sismico, che si estende per circa 8mila chilometri quadrati e coinvolge 138 comuni. Su questa tessitura territoriale si innestano i percorsi descritti nel libro: itinerari che intrecciano spiritualità, natura, arte ed enogastronomia. I percorsi sono pensati per mettere in luce risorse spesso poco note e per sostenere le comunità locali.

I nomi e le direttrici principali

Tra i tracciati emergono percorsi storici e devozionali come la Via Lauretana (da Assisi a Loreto) e la Via di Francesco (da La Verna a Roma). Vi sono anche cammini più recenti nella loro definizione territoriale, come il Cammino nelle Terre Mutate da Fabriano all’Aquila. Questo ultimo percorso attraversa centri profondamente segnati dal sisma e documenta la fatica della ricostruzione tramite piazze e cantieri visibili lungo l’itinerario.

Percorsi di rilievo: tappe e luoghi da non perdere

Il progetto presenta itinerari con tappe dettagliate per valorizzare il patrimonio culturale e naturale delle Marche. Il percorso principale, il Cammino Francescano della Marca, collega Assisi ad Ascoli Piceno per 167 chilometri. Lungo il tracciato si incontrano eremi incastonati nella roccia, cascate come quelle del Menotre e il Tempietto di Sant’Emidio alle Grotte ad Ascoli.

Le varianti segnalate includono borghi caratteristici come Montedinove e il Monte dell’Ascensione. Le alternative offrono paesaggi di calanchi e tappe adatte a escursionisti medi. Il percorso attraversa inoltre centri profondamente segnati dal sisma e documenta la fatica della ricostruzione tramite piazze e cantieri visibili lungo l’itinerario.

Altri percorsi significativi

Accanto agli itinerari principali, si segnalano altri percorsi di rilievo che completano l’offerta escursionistica regionale. Il Cammino dei Cappuccini si sviluppa per circa 400 chilometri da Fossombrone ad Ascoli Piceno. Il tracciato mette in evidenza luoghi chiave dell’Ordine, come Renacavata a Camerino e il Santuario della Madonna dell’Ambro.

Il Cammino di San Benedetto collega Norcia a Montecassino e attraversa gole e borghi caratteristici della zona. Il percorso conserva un forte valore religioso e storico e offre tappe utili per la comprensione del paesaggio culturale.

Il Cammino Naturale dei Parchi crea un corridoio verde che unisce aree naturali tra Roma e L’Aquila, passando per riserve e zone protette. Questo itinerario valorizza la biodiversità e le funzioni ecologiche del territorio, proponendo tappe in ambienti naturali tutelati.

Paesaggi, patrimoni e prodotti locali

Il percorso prosegue valorizzando paesaggi e patrimoni locali. Lungo i tracciati si incontrano bellezze naturali spesso poco conosciute. Tra queste spiccano le Gole dell’Infernaccio nel Parco dei Sibillini e il Santuario di Macereto che domina l’altopiano.

Si segnalano inoltre le Gole del Velino e il lago di Campotosto, che in stagione può restituire specchi d’acqua riflettenti le vette. Accanto ai luoghi naturali il testo cita abbazie romaniche, musei dedicati all’arte recuperata, conventi ed eremi isolati. Questi siti integrano l’offerta escursionistica e arricchiscono le tappe del cammino.

Enogastronomia e tradizioni

La guida attribuisce rilievo anche ai prodotti tipici locali, visti come elementi identitari delle comunità. Tra i prodotti emergono il tartufo nero dei Sibillini e le lenticchie di Castelluccio, entrambi riconosciuti per qualità e legame territoriale.

Le consuetudini culinarie diventano un motivo aggiuntivo per fermarsi nei borghi. I prodotti e le tradizioni sono trattati come fattori di sviluppo locale e strumenti per sostenere l’economia. Rappresentano quindi opportunità per incentivare il ritorno e la permanenza nelle comunità.

Obiettivi culturali e presentazioni pubbliche

Il Commissario Castelli indica nei Cammini della Rinascita uno strumento volto a rigenerare le comunità oltre la ricostruzione edilizia. L’obiettivo è creare opportunità di permanenza e ritorno, coniugando investimenti economici e progetto culturale.

Il volume associato al progetto non si configura come una mera guida tecnica. Si tratta di un racconto corale che integra prefazioni istituzionali e contributi dei presidenti di Regione, destinato a offrire contesti interpretativi ai percorsi promossi.

Le presentazioni pubbliche vogliono promuovere il coinvolgimento delle amministrazioni locali, degli operatori culturali e delle comunità interessate. Tali eventi mirano a costruire reti di collaborazione utili alla fruizione sostenibile dei percorsi.

Il valore pratico del progetto risiede nella capacità di unire conservazione del patrimonio e sviluppo locale. Questo approccio aumenta le possibilità di ritorno dei residenti e di permanenza dei visitatori, favorendo resilienza economica e culturale.

Appuntamenti e diffusione

Per presentare il progetto sono previste due occasioni pubbliche. La prima il 28 febbraio alle 16.30 nella Sala Consiliare di Amandola, nel contesto della rassegna “Diamanti a Tavola”. La seconda il 6 marzo alle 17.30 all’Università delle Tre Età di Ancona, nell’ambito degli “Incontri del venerdì”. Questi momenti richiamano il doppio volto del territorio, tra montagna e mare, e ribadiscono la scelta di valorizzare paesi e sentieri a passo lento.

Il volume curato da Chiara Giacobelli si propone come una mappa narrativa e pratica per chi desidera esplorare l’ Appennino centrale. Invita a deviare dal percorso principale per scoprire borghi minori, cascate nascoste e musei inattesi. Approfondisce storie di comunità e scenari naturali spesso trascurati. Le presentazioni rientrano nelle attività di promozione del progetto e accompagnano le azioni rivolte alla resilienza economica e culturale del territorio.

Scritto da Alessandro Bianchi

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