Giornate FAI di Primavera nelle Marche: teatri, borghi e luoghi segreti

Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 le Marche si svelano con 52 aperture FAI: un fine settimana di scoperte tra teatri candidati all'Unesco, giardini segreti e castelli normalmente chiusi

Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 tornano le Giornate FAI di Primavera, un appuntamento annuale che permette di varcare soglie normalmente chiuse al pubblico e di avvicinare cittadini e visitatori al patrimonio culturale. Nelle Marche saranno aperti 52 siti distribuiti in 28 località, una proposta che unisce storia, architettura, ricerca e paesaggio, pensata e curata dalle delegazioni locali.

La manifestazione nazionale vede, in totale, l’apertura a contributo libero di 780 luoghi in 400 città, resa possibile dall’impegno di oltre 7.500 volontari e dall’attività di circa 17.000 apprendisti Ciceroni, studenti delle scuole secondarie formati per guidare il pubblico attraverso storie e dettagli spesso ignorati.

Cosa offre il programma regionale

La selezione marchigiana spazia dai grandi teatri alle sedi istituzionali, passando per piccoli borghi e siti d’eccezione: tra le aperture più rilevanti figurano l’Arena Sferisterio e il Teatro Lauro Rossi di Macerata, il Teatro Goldoni di Corinaldo e il Teatro Persiani di Recanati. La scelta segue il filone tematico Marche Terra dei Teatri, candidato ufficiale a Patrimonio mondiale Unesco per il 2026, che mette in luce il ruolo sociale e culturale dei palcoscenici locali.

I teatri e le proposte insolite

Oltre ai teatri tradizionali, il programma include sedi singolari come i teatri sull’acqua dello Stabilimento Bagni e della Rotonda a Mare a Senigallia, la Biblioteca all’interno del Teatro La Fenice e il palcoscenico reale del Castello di Monterado a Trecastelli. A completare il quadro ci sono il Conservatorio Gioacchino Rossini di Pesaro e luoghi che intrecciano fede e memoria, come la Chiesa di San Francesco a Cagli, legata alle celebrazioni degli ottocento anni dalla morte del Santo Patrono d’Italia.

Borghi, ricerca e siti istituzionali

La mappa delle aperture comprende anche il cuore medievale di Ortezzano, il CHIP (Centro di Ricerca Unicam) a Camerino come simbolo del rapporto tra aree interne, sisma e rinascita, e la Caserma Paolini ad Ancona, sede del Comando Regionale della Guardia di Finanza, normalmente chiusa al pubblico. Non manca il Bene FAI regionale, l’Orto sul Colle dell’Infinito a Recanati, che si aggiunge a due visite dedicate esclusivamente agli iscritti al FAI: Palazzo Benincasa ad Ancona e il Castello di Monterado a Trecastelli.

Organizzazione, formazione e valore sociale

Le Giornate sono sostenute da una rete capillare di presidi locali: nelle Marche operano 19 presidi FAI, tra delegazioni, gruppi e gruppi giovani, con oltre 650 volontari impegnati nell’accoglienza e nella cura dei siti. A livello istituzionale la manifestazione è insignita della Targa del Presidente della Repubblica, realizzata in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con il patrocinio del Ministero della Cultura e della Regione Marche.

Apprendisti Ciceroni: una scommessa sul futuro

Uno degli elementi distintivi è il coinvolgimento di circa 1.900 apprendisti Ciceroni nelle Marche: studenti che, formati dai loro docenti, accompagnano i visitatori aiutando a trasformare la visita in un’esperienza educativa. Questo modello promuove partecipazione civica e radicamento territoriale, favorendo la tutela attiva del patrimonio da parte delle nuove generazioni.

Partecipare e sostenere

La partecipazione avviene principalmente con visite guidate a contributo libero; durante le aperture sarà possibile sostenere il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano con donazioni e iscrizioni, contribuendo alla manutenzione e alla valorizzazione dei beni. Per consultare l’elenco completo dei luoghi, gli orari e le modalità di prenotazione è disponibile il sito ufficiale: www.giornatefai.it, dove si trovano aggiornamenti e indicazioni pratiche per organizzare il proprio itinerario.

Scritto da Alessandro Bianchi

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