Scoprire le Isole Brioni: storia, animali e fascino d’epoca

Un viaggio tra ville storiche, animali esotici e un parco nazionale che conserva un fascino d'epoca unico

Visitate attraverso parole e immagini, le Isole Brioni appaiono come un mondo sospeso tra natura e memoria. A poche miglia dalla costa di Pula, la più grande dell’arcipelago accoglie visitatori che arrivano con un breve tragitto di circa quindici minuti da Fažana; all’arrivo si percepisce subito un mix di eleganza d’epoca e piccoli colpi di scena: un pappagallo di nome Koki, un’elefantessa chiamata Lanka, hotel con arredi modernisti e una Cadillac del 1953 che resta l’unico veicolo motorizzato ammesso sull’isola.

Questo scenario è stato al centro del libro-guida “Brijuni Islands” dei viaggiatori e art producer Sabina e Reiner Opoku, pubblicato da Skira, che racconta la storia fatta di trasformazioni ambientali, ospitalità di lusso e strategie politiche. Dietro la cartolina perfetta si nascondono episodi di bonifica, scelte progettuali e incontri internazionali che hanno segnato l’identità dell’arcipelago.

Origini e trasformazioni: da cave a destinazione aristocratica

Alla fine dell’Ottocento l’imprenditore austriaco Paul Kupelwieser acquistò l’arcipelago per 75mila gulden (circa 1 milione di euro) con l’intento di creare un rifugio esclusivo per l’aristocrazia e la borghesia benestante europea. Per dare forma a quella visione ingaggiò Aloisie Zuffar, una figura che oggi chiameremmo landscape designer, e avviò la costruzione degli hotel e degli spazi ricreativi. Il progetto però si scontrò con la presenza della zanzara Anopheles, vettore della malaria, risolta richiamando lo scienziato Robert Koch. Col tempo gli alberghi divennero sinonimo di lusso: ospitarono nomi come Thomas Mann e James Joyce e introdussero innovazioni come una piscina interna riscaldata con acqua di mare.

Il periodo italiano e il design degli interni

Con la crisi degli imperi e i cambiamenti geopolitici le isole passarono a un controllo italiano che rilanciò l’accoglienza turistica. Architetti e imprenditori rinnovarono gli alberghi: Umberto Nordio trasformò l’hotel Brioni nel moderno Karmen, conservando arredi di grande gusto che ancora oggi parlano di modernismo e raffinata sartoria. Proprio quell’eleganza ispirò a Roma, nel 1946, la nascita del marchio di sartoria maschile Brioni da parte di Nazareno Fonticoli e Gaetano Savini.

Tito, diplomazia e il cosiddetto zoo politico

Gli anni in cui Tito guidò la Jugoslavia rappresentano una stagione cruciale per l’arcipelago: il leader trascorreva lunghi periodi sulle isole, trasformandole in una sorta di seconda capitale dove condurre attività diplomatiche e culturali. Nella Villa Bianca si tennero incontri di alto profilo con protagonisti del movimento dei Paesi non allineati come Nehru, Nasser e lo scià di Persia; furono ospiti anche figure controverse come Che Guevara e monarchi come Haile Selassie. Gli incontri si accompagnavano a gesti simbolici: alcuni dignitari portarono in dono animali che contribuirono a un zoo politico, e tra questi la giovane elefantessa Lanka, arrivata insieme a Sonia Gandhi.

Immagini e memoria: cinema e fotografia

Le isole divennero anche palcoscenico per il cinema e la notorietà internazionale: fotografie di star come Sophia Loren o di Monica Vitti e ritratti di Elizabeth II a bordo di veicoli elettrici insoliti si affiancano a immagini di attori come Richard Burton e Liz Taylor in visite ufficiali. La Cadillac Eldorado, donata a Tito nel 1953 da un emigrante canadese, è rimasta simbolo di quegli anni e, da quando l’arcipelago è diventato parco nazionale, è l’unico mezzo motorizzato permesso sull’isola maggiore.

Il parco nazionale e l’offerta per i visitatori

Dal 1983 le Isole Brioni sono tutelate come parco nazionale, aprendo al pubblico sentieri e itinerari che uniscono biodiversità e archeologia: si possono visitare resti di un castrum bizantino e osservare impronte fossili attribuite a dinosauri sulle rocce costiere. Oggi il parco accoglie circa 200.000 visitatori all’anno che cercano sia la storia sia l’atmosfera d’epoca: si gioca a ping-pong su tavoli degli anni Cinquanta sotto i pini, si esplorano mostre il cui allestimento è rimasto praticamente invariato da decenni e si ammira il mare dall’aperitivo negli storici hotel.

Nautica e gastronomia

Le isole offrono anche un’interessante proposta per il turismo nautico: molti diportisti scelgono di rimanere alcuni giorni, approfittando di calette, sentieri e dell’enogastronomia locale. La cucina mediterranea delle Brioni privilegia ingredienti selezionati e preparazioni che esaltano i sapori del territorio, rendendo l’isola una sosta ideale per chi naviga lungo la costa istriana e cerca un mix di natura, storia e buon cibo.

Per chi pianifica la visita, l’esperienza sulle Isole Brioni è un bilanciamento tra conservazione e memoria: il fascino d’epoca convive con la protezione del paesaggio e con servizi che permettono di percepire la storia sotto molteplici luci. Arrivare in traghetto da Fažana, esplorare ville, hotel e sentieri e poi fermarsi a leggere un libro o una guida come quella degli Opoku è il modo migliore per cogliere l’unicità di un arcipelago che racconta il rapporto tra turismo, politica e natura.

Scritto da Alessandro Bianchi

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